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Contorni di Noir | October 23, 2017

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Giovanna Repetto – L’alibi della vittima

| On 18, Mar 2014

Editore Gargoyle Books
Anno 2014
Genere giallo
336 pagine – brossura con alette

Alibi vittimaComincia con un ossimoro il romanzo di Giovanna Repetto,. Partendo proprio dal titolo del suo romanzo, L’alibi della vittima trova la sua ambientazione a poca distanza dalla capitale, Rocca Persa, in cui vivono personaggi di vario genere. Spacciatori, tossicodipendenti e assistenti sociali convivono non molto amabilmente in una realtà difficile come quella della provincia, nella quale i giovani si perdono nella droga offerta generosamente da abili criminali, tra i quali Memé, un pesce piccolo nella rete di distribuzione degli stupefacenti, ma elemento cardine della malavita.
Nessuno conosce il suo vero nome, perfino Greta, che gli gironzola intorno per carpirgli più informazioni possibili per succedere al suo posto nel traffico clandestino. La donna offre generosamente le sue prestazioni sessuali al costo di qualche dose e dettagli preziosi che la facciano avvicinare – forse troppo pericolosamente – all’ambiente criminale.
Dall’altro lato della “barricata” Holy Mary e Lina, assistente sociale e psicologa del Servizio per le Tossicodipendenze, cercano in tutti i modi di disintossicare da questa piaga sociale i numerosi ragazzi finiti per volontà o per errore nella tossicodipendenza. Il percorso di riabilitazione non è semplice, soprattutto se non è lo stesso drogato a volerlo ed è spinto dalla famiglia. Così è Marco, convinto di non averne ancora bisogno e di essere in grado di controllare “la rota”.
La sera del 2 settembre Memé viene ritrovato senza vita all’interno di un appartamento, quello della zia di Marco e i sospetti sembrano subito concentrarsi sul ragazzo. Sembra che ognuno degli abitanti di Rocca Persa abbia un alibi per quel giorno e l’omicidio sembra rimanere senza un assassino.
Nel romanzo di Giovanna Repetto la caratterizzazione dei personaggi è piuttosto debole e la brevità dei capitoli – che alternano i soggetti protagonisti della storia – non fanno che accentuare la mescolanza di storie che si susseguono, rendendo più difficoltoso tenere le fila.
Peraltro, il ritrovamento dell’unico cadavere ritardato oltre le prime duecento pagine, dà poco spazio alle indagini svolte dal Maresciallo Trevisan, anch’esso relegato forse ad un ruolo troppo secondario.
Le scene di sesso non mancano in questo romanzo, descritte in ogni dettaglio e alquanto imbarazzanti se le mire sono quelle di leggere un giallo e non un romanzo erotico.
Apprezzabile la volontà di dare voce a tutti i protagonisti e cercare di far avvicinare i lettori ad un problema sempiterno come la tossicodipendenza, ancorché il mirabile lavoro di chi cerca di stroncarla attraverso il lavoro di inquirenti e assistenti sociali. Sicuramente la scrittrice è molto sensibile all’argomento, essendo psicologa e avendo lavorato per circa trent’anni in un servizio pubblico per le tossicodipendenze.
Non conosco le opere precedenti di Giovanna Repetto e leggendo il suo curriculum sono sicura che meritino particolare attenzione. Questa non mi ha convinta e, anche se non tutte le ciambelle riescono col buco, è ammirevole averci almeno provato.


La scrittrice:
Giovanna Repetto è nata a Genova, risiede da tempo a Roma dove svolge la professione di psicologa, e in questa veste si occupa da trent’anni di problematiche legate alle dipendenze patologiche. È da vent’anni redattrice della rivista letteraria online Il Paradiso degli Orchi. Le sue opere di narrativa hanno ricevuto diversi riconoscimenti, fra cui il premio Selezione Bancarellino  conferito nel 2000 al romanzo per ragazzi La banda di Boscobruno (Mobydick 1999) e il premio Navile Città di Bologna per Palude, abbracciami! (Mobydick 2000). Ha pubblicato inoltre i romanzi La gente immobiliare e Cartoline da Marsiglia (Mobydick 2002 e 2004).

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