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Contorni di Noir | October 19, 2017

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Luigi Sorrenti – Immagina i corvi

| On 01, Mar 2014

Editore TEA – Collana Tre60
Anno 2014
448 pagine – brossura con alette

teaIn un paese sperduto di seicento anime nella Murgia Pugliese, Spinòsa, tutti si conoscevano e un volto nuovo non passava inosservato. Arroccato quasi al confine con la Basilicata e circondato dal nulla, era chiuso in se stesso, fuori dal tempo e dallo spazio.
L’inizio dell’incubo, l’origine del Male, cominciò il 6 agosto del 1926. Tanto, tanto tempo prima. Allora come oggi, la religione fungeva da unico grande catalizzatore per la crescita spirituale di pochi e la follia di molti.
In una torrida estate del 1986, ciò che sembrava dimenticato tornò prepotentemente alla ribalta con una concatenazione di eventi: il cielo fu oscurato da uno stormo di corvi che invasero il paese, nel contempo un bambino sembrava preda di una crisi epilettica – o posseduto dal diavolo? – e il ritrovamento del cadavere di un bambino sventrato, all’interno della bocca il corpo mozzato di un corvo. A fianco della vittima, le lettere E. e C. scritte con il sangue.
Ambientazione ideale che fa immaginare un luogo in cui il tempo si è fermato, così come ferme sono le mentalità dei suoi abitanti. Un paese svuotato – in fuga dalla povertà e dalla miseria – in cui sono rimasti solo i più ancorati alla terra e alle sue tradizioni.
Premetto che mi giro dall’altra parte quando sento parlare di romanzi che hanno raggiunto i vertici delle classifiche o ne leggo insistentemente le recensioni positive. Così fu per “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson, così fu per altri romanzi. Preferisco cercare autori di nicchia, emergenti o meno.
Ebbene, Luigi Sorrenti rientra nel primo caso, ma anche nel secondo. Osannato dalla critica, pubblicato in cartaceo da Tre60, collana di TEA, dopo aver raggiunto livelli di apprezzamento considerevoli nella versione in ebook.
Quando si parla di corvi, penso immediatamente a Hitchcock ed è già difficile che un’idea risulti originale, quando è stata proposta da altri. Ma lo scrittore ci riesce, presentando ai lettori una sequela di abitanti superstiziosi che associano i corvi al Male. Infatti è il Male ad essere protagonista attraverso di loro.
Seppur l’idea sia originale, quindi, ho riscontrato alcune particolarità che hanno rallentato la lettura, come la descrizione ridondante di dettagli sparsi durante il racconto, che lo scrittore sente la necessità di radunare nel corso della storia.
Mi ha inoltre ricordato lo stile di Elizabeth George, che enumera i protagonisti fin dalle prime pagine per non far perdere il lettore nel marasma dei nomi. Sorrenti ne intitola il capitolo.
Ma sono davvero tanti, perché protagonista del romanzo è il paese nella sua interezza. Inoltre vi è un protrarsi a dismisura della suspence, senza addivenire al dunque.
Penso che il romanzo abbia molte potenzialità, ma forse un maggiore coraggio nell’editing ne avrebbe alleggerito il contenuto. Il finale ricompensa la lunga attesa.
Ciò non vuole però essere una stroncatura, ma una voce fuori dal coro e un invito a scrivere ancora. Io sicuramente leggerò il prossimo romanzo di Luigi Sorrenti.


Lo scrittore:
Luigi Sorrenti è nato a Canosa di Puglia nel 1976.
Ha studiato a Pisa, vive a Roma, lavora per una società di telecomunicazioni e collabora ad alcuni siti che si occupano di sport americani. È autore anche del romanzo L’uomo nero.

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