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Contorni di Noir | October 19, 2017

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Peter May – L’isola dei cacciatori di uccelli

| On 13, Mar 2014

Editore Einaudi – Collana Stile Libero Big
Anno 2012
424 pagine – brossura
Titolo Originale L’ile des chasseurs d’oiseaux
Traduzione di Anna Mioni

978880620490GRAL’ambientazione è straordinaria e insolita: le isole Ebridi al nord della Scozia dove il paesaggio brullo, il clima inclemente, l’onnipresente odore di torba, il vento freddo e impetuoso rendono particolare questo romanzo che non è, come credevo, il solito thriller, ma si scinde in due parti che si alternano al cambio di ogni capitolo.
Fin, un poliziotto di Edimburgo, viene reputato da “Holmes”-il supercomputer della polizia- l’investigatore più adatto a dare una mano al già nutrito pool investigativo che sta cercando di individuare l’autore di un efferato omicidio avvenuto nell’isola di Lewis.
Il sergente Fin ha già partecipato all’indagine di un omicidio molto simile, accaduto ad Edimburgo e soprattutto è originario dell’isola che ha lasciato oltre sedici anni prima.
Il ritorno all’isola natia è l’occasione per rivedere i suoi vecchi amici, i compagni di scuola con i quali ha condiviso avventure, scontri violenti con i bulli e un’educazione rigida all’insegna delle dure regole di una religione che non permette di far nulla nel giorno dedicato al Signore. È anche l’occasione per rivedere la ragazza che fin dalle elementari era follemente innamorata di lui.
L’accoglienza è buona, tra pinte di birra, bicchieri di whisky, pacche sulle spalle e spettatori attenti e interessati, si parla del passato con nostalgia e spensieratezza, ma poi iniziano ad affiorare rancori, risentimenti e vecchie ferite, ferite che sono andate a nascondersi nella parte più profonda dell’inconscio per il dolore che hanno provocato, ferite causate da atti così brutali da superare di gran lunga la cruda sanguinaria violenza dell’eccidio delle “guga”.
I piccoli di questi uccelli, che nidificano in un isolotto quasi inaccessibile, vengono decapitati, spiumati e messi in salamoia nel corso di una tradizionale spedizione annuale da parte di pochi prescelti abitanti dell’isola.
La dolcezza della parte che vede Fin, Marsaili, Artair, Donald, dapprima bambini, poi adolescenti e infine alle soglie dell’università contrasta con la narrazione delle vicende attuali che sono spietate quanto lo sono gli scogli, il vento e il mare che non lasciano scampo a chi vi si avventura.
Eppure Fin, nello scoprire l’assassino, affronterà e sconfiggerà una delle più tremende burrasche che si sono abbattute sull’isola, ma forse non riuscirà a cancellare nel suo intimo l’amarezza per qualcosa di prezioso perduto per sempre.
La prosa si dilunga un po’ troppo nel narrare le immutate secolari tradizioni dell’isola e ciò rallenta il ritmo narrativo, ma questo difetto è più che compensato dalla profondità dei concetti che emergono dai dialoghi tra i vari personaggi, siano essi gli spensierati bambini o gli adulti a cui la vita ha riservato pesanti fardelli.

Aurelio

Lo scrittore:
Peter May è nato a Glasgow nel 1951 e vive in Francia. Giornalista e autore di innumerevoli serie televisive, ha scritto una quindicina di romanzi. “L’isola dei cacciatori di uccelli”(Einaudi Stile Libero 2012) è il primo volume di una trilogia ambientata sull’isola di Lewis, e ha ottenuto uno straordinario successo di critica e pubblico in Gran Bretagna e in Francia, dove è stato insignito del prestigioso Prix Les Ancres Noir. Nel 2013 Einaudi Stile Libero ha pubblicato il secondo volume della trilogia, L’uomo di Lewis. (Fonte Einaudi)

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