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Contorni di Noir | October 23, 2017

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Belinda Bauer – Negli occhi dell’assassino

| On 11, Apr 2014

securedownloadSecondo romanzo per Belinda Bauer dopo Blacklands edito da Marsilio nel 2011, l’ambientazione è la stessa: l’Exmoor. Questa volta si tratta di un villaggio abbarbicato nella brughiera inglese, Shipcott.
Il paese in cui si conoscono tutti, nel bene o nel male, rimane scioccato alla notizia che Margareth Priddy è stata trovata morta nel suo letto. Paralizzata dalla testa in giù dopo una caduta da cavallo alcuni anni prima, il medico che rileva il decesso si accorge subito che la donna è stata assassinata.
Jonas Holly, unico rappresentante delle forze di polizia di quella zona dall’Avon Somerset, non aveva mai avuto per le mani un caso di omicidio da seguire e l’ispettore capo Marvel del dipartimento di investigazione criminale di Taunton è stato inviato sul posto per condurre le indagini e scoprire l’assassino. Si sospetta essere uno del posto e, a maggior ragione, tutti gli abitanti sono in subbuglio. Com’è possibile girare indisturbati e uccidere senza apparente ragione?
Tra Holly e Marvel si scatena subito una forte antipatia, il primo goffo e impacciato, l’altro aggressivo e propenso alla lite. Tra l’altro, l’assassino si prende gioco di Jonas, lasciandogli bigliettini in cui lo rimprovera di non svolgere bene il suo lavoro di poliziotto e che, per colpa sua, altre persone indifese come Margareth Priddy rischiano di essere uccise.
Il suo pensiero corre alla moglie, malata di sclerosi multipla, spesso sola a casa e quindi facile bersaglio.
Le indagini sembrano essere sempre ad un punto morto e altre vittime verranno sacrificate, ma quando Jonas scoprirà il vero volto dell’omicida, sarà una vera sorpresa.
Rispetto al romanzo precedente, Belinda Bauer fa un vero e proprio cambio di rotta. Se in Blacklands non aveva lasciato spazio per la figura del poliziotto, questa volta ne inserisce due, uno l’opposto dell’altro. Jonas Holly è abituato a schermaglie di paese, a mantenere l’ordine tra i cittadini. Sacrificato in un ruolo secondario, avrebbe avuto prospettive di carriera diverse, se non avesse dovuto accudire la moglie malata. Quindi desideroso di riscattarsi agli occhi suoi e di quelli degli altri, impegnandosi in un’indagine più grande di lui.
Interessante il richiamo al romanzo precedente, con il personaggio di Steven Lamb (un ragazzino che, per cercare lo zio, instaura un rapporto epistolare con il killer), ora adolescente alle prese con il suo skateboard, al quale Jonas Holly chiede cosa si prova a guardare negli occhi un assassino.
Poi c’è Marvel, ispettore capo propenso alla lite, provocatore, dedito all’alcol di tanto in tanto e sicuramente convinto di avere per le mani un caso facile, se quell’idiota di bobby non gli eliminasse quei pochi indizi con la propria goffaggine.
Entrambi sono descritti con dovizia di particolari e sostengono la trama, anche se di personaggi ce ne sono tanti, dalla vicina di casa al postino, quasi a trasmettere il concetto di vita di provincia e senza un ritmo incalzante, bensì un lento scorrere della storia, per poi progressivamente aumentare fino all’epilogo.
Belinda Bauer sembra volerci ricordare quanto siano indifese le persone malate e di quali attenzioni siano necessarie per fare in modo che non accada loro nulla di male.
E poi, chi l’ha detto che vivere in un paesino isolato dal mondo impedisca al Male di avvicinarsi? No way..


La scrittrice:
Belinda Bauer è una scrittricenata in Gran Bretagna, ha vissuto in Sudafrica e negli Stati Uniti, prima di stabilirsi nel Galles. Ha lavorato come giornalista e sceneggiatrice per cinema e tv. Il suo promo romanzo, Blacklands, è stato venduto in 22 paesi, vincitore del Gold Dagger 2010, selezionato come Exceptional Debut da «Publisher’s Weekly» e «Bookseller», tra i 10 titoli imperdibili di tv Book Club nel 2010.