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Contorni di Noir | December 17, 2017

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Incontro con l’autore: Enrico Franceschini

| On 03, Mag 2014

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         Foto di Cecilia Lavopa

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da quasi vent’anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998),Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009) e L’uomo della Città Vecchia (2013).

L’associazione Umanitaria di Milano – nelle persone di Mauro Cerana (ex libraio di Milano) e Cinzia Sasso (giornalista di Repubblica, scrittrice) – nello splendido contesto della Sala Bauer dalla quale si scorge un giardino rigoglioso ha presentato il 29 aprile 2014, per il Ciclo Libri & Caffè l’ultimo romanzo di Enrico Franceschini chiamato “L’uomo della Città Vecchia”, edito da Feltrinelli (2013).

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3863583Enrico Franceschini vive a Londra da circa dieci anni e ha sempre lavorato come corrispondente. L’idea del romanzo è nata immaginando il protagonista della storia –  il giornalista Paolo Farneti – che viene chiamato all’improvviso dal direttore del suo giornale,  il quale gli chiede di partire nella primavera del 2000 verso Gerusalemme per raccontare il viaggio del pontefice Giovanni Paolo II. Il viaggio in realtà si trasformerà in un tuffo nel passato, alla vista di un suo compagno di Università durante gli Anni di piombo. L’uomo che trova è una persona molto diversa: il suo amico ora è un frate: padre Pietro Marulli, dirige ufficialmente la École Biblique della Città Santa ma in realtà si occupa di ben altro per conto del Vaticano.
Ma nei giorni che precedono l’arrivo del Papa, viene ritrovato il corpo imbalsamato di un uomo in una cantina del quartiere cristiano dalla Pattuglia della Decenza.
La scoperta è una grande fonte di imbarazzo per chi si prepara ad accogliere Sua Santità e gli ebrei si dividono fra quelli ultraortodossi contrari al proselitismo e altri favorevoli all’incontro e speranzosi in una Israele più aperta al mondo.
Quello di Franceschini è un viaggio in una città dei profumi e dei contrasti, in cui c’è spazio per la fede e per l’amicizia.

IMG_20140429_153314La sala stava cominciando a gremirsi e, nonostante l’orario pomeridiano dell’incontro – le 15.30 – vi è stata una grande affluenza. Sicuramente un orario più consono a noi lavoratori avrebbe consentito una maggiore partecipazione, ma ciò non ha tolto nulla alla piacevolezza della presentazione e alla grande affabulazione dei conduttori e di Enrico Franceschini il quale, alla domanda della giornalista Cinzia Sasso: “Ma come riesci a trovare il tempo di scrivere un romanzo, visto il lavoro impegnativo che hai come giornalista?”, ha risposto: “La mia attività di giornalista e quella di scrittore posso paragonarle al rapporto che c’è tra una moglie e un’amante: quando torni a casa stanco dalla giornata di lavoro, routinante ma accogliente, sarai comunque pronto a sfoderare nuove energie per qualcosa che richiede tanta passione.”

L’incontro è durato parecchio, interrotto dalle domande incuriosite degli astanti, compresa una mia:”Visto lo scalpore da parte del Vaticano che ci fu all’uscita del romanzo di Dan Brown, “Il codice da Vinci”, hai avuto segnalazioni che il tuo romanzo possa aver provocato qualche critica dalla Chiesa, visto l’argomento trattato?” e l’autore ha risposto:”Magari, visto il successo di vendite che ha avuto il romanzo di Dan Brown!”

E con questo finisco il mio articolo, che spero vi abbia intrattenuti piacevolmente, come lo sono stata io durante la presentazione. Me ne vado con il libro autografato e la consapevolezza di aver ulteriormente aumentato la pigna di libri in attesa di lettura..
Prossimamente sul blog la recensione!