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Contorni di Noir | February 20, 2018

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John Dufresne – No regrets, coyote

| On 23, Mag 2014

no_regrets_coyote_512x652Enrico Damiani Editore e Associati riprende la proposta di qualità e cultura di Enrico Damiani Editore, si rivolge agli amanti del libro che dal libro si attendono il viaggio esclusivo ed affascinante che solo il grande libro sa garantire, ad essi intende offrire il piacere di un valore e di una originalità uniche che al libro ben scritto e ben fatto è strettamente connesso.
Questa la descrizione sulla casa editrice la quale, originaria di Milano, a distanza di 65 anni dalla sua creazione torna a nuova vita presso Salò (BS) nel 2012.
Il sito è molto interessante e vi consiglio di dargli un’occhiata:
http://www.enricodamianieditore.com

Mi è stato proposto di recensire il romanzo di John Dufresne, “No regrets, coyote” e vi anticipo qualche notizia, in attesa di leggerlo:
John Dufresne, 30 gennaio 1948, Worcester, Massachusetts, è scrittore e sceneggiatore americano di origine franco canadese.
Laureato al Worcester State College nel 1970 e alla University of Arkansas nel 1984, è docente di Scrittura Creativa alla Florida International University.
Nel 2012 ha vinto un John Simon Guggenheim Memorial Foundation Fellowship.

Altri suoi romanzi e racconti:
Luisiana Power and Light – 1994
Love Warps the Mind a Little -1997
Deep in the Shade of Paradise – 2002
Johnny Too Bad – 2005
Requiem, Mass. – 2008

Questa la sinossi:
La ragione per leggere un mistery non sta solo nel piacere della soluzione di un enigma ma nella chiave di lettura che di una società assediata dal male il mistery sa fornire.
Un mistery che val la pena di leggere non è solo passatempo ma inchiesta che svela i meccanismi sempre più nascosti e segreti del male sociale.
Nella Florida di No regrets, Coyote disagi, follie, crimini quotidiani creano le condizioni per la strage senza tregua che invade un’America malata di welfare, corruzione, droga, avidità bulimica di cibi e cose.
A perpetrare la strage della famiglia Halliday, i colpevoli non sono solo gli autori materiali, ma una macchina complessa la cui logica esige quelle morti e il silenzio su di esse.

Terapeuta di persone e storie, Wylie Melville indaga i sintomi di una società e analizza con clinica cattiveria i tic criminali che la uccidono.