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Contorni di Noir | November 18, 2017

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William McIlvanney – Il caso Tony Veitch

| On 28, Mag 2014

5533449Ogni tanto è bello vedere che sui siti delle case editrici si cita il traduttore dei romanzi stranieri. Come nel caso di Feltrinelli, che indica per questo secondo romanzo di William McIlvanney, intitolato Il caso Tony Veitch, il nome di Alfredo Colitto, scrittore e traduttore fra i più rinomati in Italia.
Dopo l’uscita di Come cerchi nell’acqua dello scorso anno sempre per Feltrinelli – recensito su Contorni di noir –  l’autore, definito come il cantore della Scozia operaia da Il Venerdì di Repubblica, ci riprova con l’ispettore Jack Laidlaw, il personaggio che ha dato il via alla trilogia che risale al 1977 con il titolo originale Laidlaw, anche questo romanzo sembra prospettarsi molto interessante.
Nominato dal Telegraph tra i 50 giallisti da leggere prima di morire, William McIlvanney ha tutte le carte in regola per rientrare fra gli autori del Tartan noir più rappresentativi, insieme ai colossi come Ian Rankin, Christopher Brookmyre, Stuart McBride, solo per citarne alcuni.

Nelle librerie dal 28 maggio 2014 per Feltrinelli, questa la sinossi:
Nel pronto soccorso del Victoria Infirmary di Glasgow, i medici hanno fretta. Ci sono malati di ogni genere, chi ha tempo di occuparsi dell’agonia di un barbone alcolizzato? Ma Eck Adamson continua a ripetere il nome dell’ispettore Jack Laidlaw, finché qualcuno si decide a dargli retta. Le ultime parole di Eck, così come il biglietto che mette in mano all’ispettore giunto al suo capezzale, sembrano il delirio di un moribondo, ma sono più che sufficienti per solleticare il fiuto investigativo e il senso di giustizia di Laidlaw, esacerbati dall’indifferenza generale. Mentre lui indaga su questa pista e sulla misteriosa scomparsa di uno studente universitario di nome Tony Veitch, un altro decesso provoca ben più clamore in città: un noto malavitoso è stato accoltellato, cosa che lascia presagire una lunga scia di vendette tra bande rivali e che spinge la polizia a concentrare tutti i propri sforzi su questo caso. Ma Laidlaw non ci sta. In una Glasgow di stretta osservanza calvinista, lui crede ancora nella sua religione laica, quella per cui l’unica strada verso la redenzione passa attraverso la giustizia e la cura per il prossimo, chiunque esso sia. Compresi gli ubriaconi senzatetto.
Contro lo scetticismo di tutti, prosegue cocciutamente le sue indagini, finché la verità verrà finalmente a galla.