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Contorni di Noir | February 24, 2018

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Matteo Strukul – La Giostra dei Fiori Spezzati

| On 09, Giu 2014

Editore: Mondadori
Genere Gialli e Thriller
Anno 2014
288 pagine
Disponibile in Ebook e in brossura con Alette


la_giostra_dei_fiori_spezzati-copertinaÉ possibile riuscire ancora a scrivere un romanzo d’ambientazione vittoriana (seppur 100% italiano) ai giorni d’oggi? Assolutamente sì. Ho terminato da poco la lettura dell’ultimo lavoro di Matteo Strukul e dopo averlo finito sono rimasto per un po’ a pensare cosa sarebbe potuto accadere se Matteo, invece che conterraneo e contemporaneo, fosse vissuto coevo di Conan Doyle… Direi che quest’ultimo avrebbe avuto del filo da torcere per piazzare il suo superbo Sherlock Holmes!

La giostra dei fiori spezzati è un romanzo molto bello, completo, affascinante, storicamente ineccepibile (e non è cosa da poco), ma anche cattivo, disturbante e sempre sul filo del rasoio. Come ho avuto modo di scrivere tempo fa, fare una buona recensione non è difficile perché l’autore ti mette a disposizione tutto subito. Come in questo caso.
Il valore di un libro lo giudico anche da quanto riesca a tenermi legato a sé, a richiedere d’essere riaperto a breve per venire riassorbiti dalla sua atmosfera, dal suo incedere e dalla qualità del suo scrivere. Con “La Giostra dei Fiori Spezzati” è accaduto proprio questo.

Un intreccio d’alto profilo che si interseca in modo equilibrato e completo con un approfondimento storico estremamente puntuale e senza sbavature (segno di una preparazione antecedente molto accurata), personaggi ottimamente riusciti, non banali e non dejavu e – soprattutto – un ritmo incalzante che gira come un perfetto meccanismo.
Il sottotitolo strizza l’occhio al grande classico di Jack Lo Squartatore e ad una lettura superficiale anche il motivo scatenante potrebbe far pensare ad una trita rivisitazione del mito relativo al primo serial killer della storia.

In realtà si tratta di un vero e proprio omaggio, ma rivisto e riconfezionato per prendere vita in una Padova di fine ottocento ricreata con non comune maestria tanto che – se ci si concentra un attimo di più – alcune volte potreste anche sentire il “profumo” della scena. Altro punto che rende questo romanzo interessante è quello di scegliere non il classico binomio investigatore/investigato, ma di far convivere – dal lato di chi cerca – un trittico di personalità ben distinte: un giornalista, un ispettore di polizia e un alienista. Questa soluzione permette a Strukul di inanellare percorsi di trama talvolta insoliti e di mettere il lettore nella condizione di temporaneo straniamento (non è così immediato capire chi sta perpetrando tali omicidi).

Infine ultimo, ma non meno importante, è l’aspetto linguistico che Strukul impone al suo romanzo: per cercare d’essere anche con lo scrivere allineato all’epoca la lingua è manierata, ma non ridicolmente, anzi con quel pizzico di vezzo (alcuni dialettismi tipici, ancora oggi, del portato veneziano) e con un controllo, quasi maniacale, della resa. Tutto questo incornicia ancor di più ogni evento e lo colloca temporalmente in modo ineccepibile.

Che dire ancora? Sono rimasto piacevolmente sorpreso di trovare un autore italiano così in grado di mescolare divertissment e cultura, originalità e omaggio a quella grande letteratura di genere che richiama Poe, Alan Moore e Stevenson (alcune parti sembrano tratte da “Il Pugile”…). Ma c’è anche la contemporaneità, intesa come capacità di reinventare e allora a qualcuno potrà venire di certo in mente la rivistazione fatta da Guy Ritchie della figura di Sherlock Holmes, soprattutto in alcune scene “movimentate”.
Non avevo mai letto nulla di Strukul prima, ma quello di oggi mostra un autore molto maturo in grado di giocarsela ad armi pari con i maestri del genere. Adesso vi devo lasciare: devo ricominciare a leggerlo, per la seconda volta…

Michele Finelli

Lo scrittore:
Matteo Strukul, nato a Padova nel 1973, laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo dei contratti, è ideatore e fondatore di Sugarpulp, movimento letterario veneto che ha avuto la benedizione di Joe R. Lansdale e Victor Gischler. Scoperto da Massimo Carlotto, ha esordito nel 2011 con La ballata di Mila (e/o), un romanzo pulp noir ambientato in Veneto con protagonista la bounty hunterMila Zago, cui ha fatto seguito il secondo episodio della sagaRegina nera (e/o, 2013) e da cui è stata tratta la serie a fumetti “Mila Zago – Red Dread” (con testi di Strukul e disegni di Alessandro Vitti). Entrambi i romanzi di Mila sono in corso di pubblicazione in 15 Paesi nel mondo fra cui Stati Uniti, Inghilterra, Canada, Australia e India.