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Contorni di Noir | February 21, 2018

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Jason Matthews – Nome in codice: Diva

| On 28, Lug 2014

Editore: DeAgostini – Collana Bookme Marchio di narrativa per adulti e cross over
Genere Spy Thriller
Anno 2014
541 pagine – brossura con alette e ebook
Traduzione: Luca Fusari

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Jason Matthews, l’autore di “Nome in codice: Diva” (titolo italiano che sostituisce l’originale “Red Sparrow”, “Passero rosso”, molto più suggestivo), ha lavorato per la CIA per oltre trent’anni. Aggiunti all’esperienza, altrettanto lunga, della moglie, arriviamo a ben oltre sessant’anni di vita nell’ambiente dello spionaggio. A questa esperienza, l’autore attinge in questo romanzo.

Il giovane Nate Nash è un agente della CIA di stanza a Mosca, che gestisce per conto della sua agenzia i rapporti con la più importante fonte di informazioni che gli Stati Uniti abbiano avuto in Russia per decenni: Marmo, un ex pezzo grosso del KGB che è rimasto sulla cresta dell’onda nella nuova intelligence post-sovietica, la SVR.

Dominika Egorova, giovane e bellissima promessa del balletto, vede la sua carriera crollarle intorno dopo un serio infortunio a una caviglia. Suo zio, Vanja, la arruola allora nell’SVR, che dirige, contando nel dono che la giovane ha di “leggere” e capire la gente: Dominika infatti vede intorno alle persone un’aura colorata, che la aiuta a comprenderne le intenzioni e i pensieri più profondi.

Le vite dei due giovani finiscono per incrociarsi al centro di una complessa rete di operazioni di spionaggio e controspionaggio, in situazioni che metteranno a dura prova le convinzioni e le fedeltà di entrambi.

Raccontato così, questo romanzo sembra possa essere un capolavoro del suo genere. E in effetti le emozioni non sono assenti. Ma manca qualcosa: la tensione narrativa. Matthews sembra più concentrato sul descriverci i piaceri che i vari agenti si concedono, arrivando addirittura a inserire una ricetta alla fine di ogni capitolo, piuttosto che approfondirne le personalità, il carattere. Certo, da come (e cosa) una persona mangia si può intuire che tipo di uomo – o donna – sia, ma sinceramente ci sono di certo modi più eccitanti di farcelo scoprire. Il linguaggio, inoltre, sembra piuttosto arido. È evidente che le colpe non sono della traduzione (che sembra anzi impeccabile)

Inoltre, il fatto che Dominika veda un’aura colorata intorno alla testa della gente aggiunge un tocco di fantastico (e di assurdo) a una storia che invece si presuppone voglia essere un’immagine, sia pur romanzata, della realtà. E non è che questo dono che la giovane ha sia fondamentale nella trama. Anzi, in un paio di passaggi mette davanti agli occhi di tutti (tranne quelli di Dominika stessa, che per qualche motivo non si rende conto del significato di quello che vede di fronte a sé) alcune rivelazioni che sarebbe stato meglio, nell’economia del romanzo, mantenere segrete per qualche altro centinaio di pagine.

Matthews ha insomma creato una storia molto accattivante, ma poi non è riuscito a metterla sulla pagina in maniera altrettanto avvincente, forse per inesperienza come scrittore (questo è il suo primo romanzo). Il ritmo diventa davvero serrato solamente nelle ultime venti pagine, che mostrano al lettore le piene potenzialità di questo romanzo cui però manca quel qualcosa che avrebbe potuto renderlo una pietra miliare del suo genere.

Comunque sia, “Nome in codice: Diva” resta una lettura interessante, la trama è magistrale e Matthews è certamente uno con tante storie da raccontare.

 

 

Marco Piva-Dittrich


Lo scrittore:
Jason Matthews è stato per oltre trent’anni un agente della CIA, ha coordinato operazioni di intelligence per la sicurezza nazionale e ha prestato servizio in varie parti, del mondo, reclutando spie nell’Europa dell’Est, in Medio ed Estremo Oriente. Ha gestito operazioni di controspionaggio negli stati canaglia volte a sabotare progetti di armamento di distruzione di massa e preso parte ad azioni internazionali di ante, terrorismo. Vive nel Sud della California. Questo è il suo primo romanzo, vincitore dell’Edgar Award come miglior romanzo d’esordio e regalo che si è fatto Barak Obama per la festa del Ringraziamento.