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Contorni di Noir | November 22, 2017

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Marilù Oliva – Le sultane

| On 08, Lug 2014

copertina-okMarilù Oliva ha scritto in tutto cinque romanzi, dei quali tre con il personaggio della “Guerrera”. Ha curato l’antologia Nessuna più – 40 autori contro il femminicidio, patrocinata da Telefono Rosa (2013) e ha pubblicato racconti per il web e testi di saggistica. Ha scritto un saggio su Gabriel García Márquez: Cent’anni di Márquez. Cent’anni di mondo (CLUEB, 2010). Collabora con diverse riviste letterarie, tra cui Carmilla, Thriller Magazine, L’Unità online.
Questo il suo sito: http://www.mariluoliva.net

La ritroviamo con un romanzo completamente diverso – anche se le donne sono ancora protagoniste – sempre con Elliot Editore, in uscita nelle librerie dal 9 luglio 2014.
Questa la sinossi:
Tre donne regnano sovrane sul palazzo popolare di via Damasco, a Bologna. Sono soprannominate le Sultane e hanno dai settant’anni in su. C’è Wilma, che nomina incessantemente il suo morto: un’abile mercante che venderebbe l’acqua santa al diavolo. C’è Mafalda, la donna più tirchia sulla faccia della terra. E infine Nunzia, bigotta fuori e golosa dentro, incapace di contenersi nonostante la sua elefantiasi.
Le loro imperfezioni sono state marchiate a fuoco da una vita poco gentile, le cicatrici sono impresse su un animo abituato a ingoiare sorci verdi. Ciò che resta delle famiglie di ciascuna è la cartolina sbiadita di un’ideale deluso.
Wilma non sa fare i conti sol suo lutto e litiga in continuazione con la figlia Melania, una disgraziata adescata da una setta satanica, che bussa alla porta solo quando necessita di un piatto caldo. Mafalda è costretta ad accudire il marito malato di Alzheimer,  lo fa in un modo tutto suo e disumano. Nunzia, in delirio tra i suoi crocifissi, trova sempre il tempo per estorcere pettegolezzi e per concedersi peccati proibiti.
I loro desideri sono palliativi al grande sconforto dell’indifferenza che suscitano. Sono ignorate da un mondo a misura di giovinezza, un mondo incarnato dalla frastornante vicina del secondo piano, Carmela, cui Wilma prova a chiedere maggiore educazione e rispetto delle regole.
Ma niente, quella se ne infischia.
Le vecchie sono abituate a non ricevere considerazione, ragion per cui, quando l’esistenza le costringe a una svolta forzata, osano quello che non hanno mai osato fare e rompono tutti i tabù. Come tre parche potenti che inseguono disperate lo scoccare del loro tempo, si muovono nell’ombra e filano i destini di chi ha tentato di metter loro i bastoni tra le ruote.
Con atmosfere nere e suscitando sorrisi amari, questo libro racconta uno spaccato sociale che abbiamo costantemente sotto agli occhi, ma soprattutto tenta di riportare quanto la noncuranza e l’autoreferenza possano lacerare la collettività, perché dimostra che «se non sei nulla per gli altri, gli altri non saranno nulla per te».