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Contorni di Noir | November 20, 2017

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Germania 4 – Svezia 2: scrittrici a confronto

| On 11, Ago 2014

 

Dirige l’incontro lo svizzero Aurelio Standbyme.
Si gioca in campo neutro, nel mitico stadio Contornidinoir che ha già ospitato eccellenti partite.

No, non si tratta della prima amichevole giocata dai Campioni del mondo dopo la strabiliante avventura in Brasile. Questo è il risultato dello scontro a distanza tra due regine incontrastate di avvincenti thriller: la tedesca Nele Neuhaus e la svedese Camilla Läckberg.

Le due scrittrici, l’una del 1967 l’altra del 1974, hanno all’attivo rispettivamente cinque e sei romanzi pubblicati in Italia. Romanzo d’esordio della svedese: “La principessa di ghiaccio”Biancaneve deve morire” quello della tedesca.

A giudicare dalle recensioni apparse su IBS, sembrerebbe più conosciuta la Läckberg, ma questa non è una prova certa; bisognerebbe chiedere alle case editrici, Marsilio per la svedese, Giano per la tedesca, il numero delle copie vendute.

Ciò che accomuna le due scrittrici è che inseriscono, nel loro romanzi, le storie personali dei personaggi principali, vicende che si sviluppano libro dopo libro. Questo rende più vicini i protagonisti al lettore che si affeziona loro, ma a volte -come vedremo più avanti- questi avvenimenti tendono a travalicare il perno centrale dei singoli racconti, ossia gli omicidi, a scapito della suspense e del ritmo. Veniamo ora alla sfida.

Nele Neuhaus scende in campo con “Lupo cattivo” schierando due attaccanti di indubbia qualità: il neo commissario capo Pia Kirchoff e il suo diretto superiore Oliver von Bondestein.

Camilla Läckberg contrappone “La sirena” con la scrittrice Erika Falck in difesa, che gioca nonostante sia incinta di due gemelli, e suo marito l’ispettore Patrik Hedstrom. Dirige l’incontro lo svizzero Aurelio Standbyme.

Ambientato a Francoforte, grande città industriale, con personaggi dell’alta borghesia, della politica, della finanza e delle istituzioni “Lupo cattivo” entra subito nel vivo con la scoperta del corpo di una giovanissima ragazza in una chiusa del fiume, da parte di un gruppo di adolescenti ubriachi.

L’azione prosegue con uno dei più brutali pestaggi e stupro apparsi in un’opera di fantasia (niente cartellino rosso, in questa partita tutto è ammesso), seguono altre efferate azioni criminali.

Le indagini e altre prove inconfutabili, come quella del DNA, portano al presunto colpevole, un ex avvocato -prima ricco e famoso- ora caduto in disgrazia tanto da vivere in una roulotte. La squadra, diretta da Pia non si lascia ingannare dalle apparenze e alla fine riuscirà a mettere alla luce uno dei più abbietti crimini che l’uomo possa commettere, oltretutto in un’organizzazione a livello internazionale.

Una partita intensa quella giocata da “Lupo cattivo”, tesa allo spasimo, i giocatori danno l’anima fino allo sfinimento e mettono in gioco le loro carriere pur di giungere ad un risultato concreto che non lasci alcun dubbio. Non sono certo facilitati nell’impresa dato che tra i compagni di squadra ce ne sono alcuni potenti e corrotti che non vogliono che la verità venga a galla.

Lo spettatore si gode un’ottima partita ed esce soddisfatto dallo stadio anche se, un colpo di scena in zona Cesarini, gli lascia l’amaro in bocca.

L’ambientazione della squadra avversaria, “La sirena” è agli antipodi.

Qui si gioca in una piccola cittadina turistica sul mare: Fjällbacka. I giocatori e le giocatrici sono persone semplici, oneste e alla mano: impiegati, operai, bibliotecari, casalinghe, un piccolo imprenditore edile, una stazione di polizia con meno di dieci elementi, ma anche in questo posto, apparentemente tranquillo, ci sono segreti che spingono la mano omicida. Tuttavia la partita è molto lenta a carburare, per più di un terzo non succede praticamente nulla se non la misteriosa scomparsa di Magnus, sposato e padre di due figli. Troppi passaggi inutili e defaticanti per chi segue il gioco: pannolini puzzolenti da cambiare, colazioni da preparare ai bambini, dolci scenette familiari, nascituri che continuano a scalciare all’interno del pancione, litigi tra marito e moglie e poi anche assist prevedibili che vediamo in molti thriller, come l’immancabile cane a passeggio con il padrone che trova il cadavere di turno. E poi troppi giocatori! Tra titolari, riserve, squalificanti, mascotte e comparse, la Läckberg ci presenta ben settantacinque personaggi e dato che in un thriller il colpevole potrebbe anche essere uno di secondo piano, ci si deve sforzare per ricordarli tutti. Credetemi, non sono un arbitro parziale, li ho letti tutti quelli della Läckberg e l’ho sempre vista giocare in modo egregio, ma stavolta è stato un mezzo fallimento, beh è capitato anche al Brasile di perdere clamorosamente.

La svedese ha prediletto l’aspetto psicologico all’azione, ma non è stato sufficiente per appassionare il lettore.

Come ho detto all’inizio, ci sono molti aspetti che accomunano le due scrittrici, anche il confronto tra questi due romanzi lo dimostra. In ambedue un contributo significativo alle indagini lo danno due poliziotti licenziati: Ernst Lundgren in “La sirena” e Frank Behnke in “Lupo cattivo”.

Infine in ognuno dei due libri c’è un personaggio che soffre di un gravissimo disturbo d’identità.

Il triplice fischio dell’arbitro pone fine alla partita che si conclude con un netto 4 a 2 a favore della Neuhaus anche se sono più che convinto che la Läckberg si aggiudicherà la rivincita.

Aurelio


Le scrittrici:
Nele Neuhaus è nata in Germania nel 1967 e, prima di diventare scrittrice, ha studiato Giurisprudenza, Storia e Letteratura, e ha lavorato in un’agenzia di pubblicità. I suoi thriller con la coppia di investigatori formata da Oliver von Bodenstein e Pia Kirchhoff si sono imposti a livello internazionale come una delle più fortunate e apprezzate serie crime degli ultimi anni. Tra le sue opere pubblicate in Italia da Giano figuranoBiancaneve deve morire (2011), Ferite profonde(2012), La donna malvista (2012), Chi semina vento(2013). Il suo sito è www.neleneuhaus.de

Camilla Läckberg (1974) vive a Stoccolma con i suoi tre figli. I suoi libri, ai vertici delle classifiche internazionali, hanno venduto nel mondo oltre 15 milioni di copie e usciranno in 55 paesi. La serie di Erica Falck e Patrick Hedström, pubblicata in Italia da Marsilio, è stata più volte premiata dall’Accademia svedese del poliziesco ed è diventata una fiction televisiva di successo.