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Contorni di Noir | February 18, 2018

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Vittoria Monforte – Maledetto il ventre tuo

| On 25, Ago 2014

Editore: Vanda Epublishing
Genere Thriller
Anno 2014
310 pagine – ebook

Maledetto-il-ventre-tuoQuesto romanzo è l’esordio narrativo di Vittoria Monforte – per quanto ne sappiamo, almeno. Già, perché Vittoria Monforte è (e qui cito parola per parola il sito della casa editrice), “lo pseudonimo dietro il quale si cela un avvocato penalista annoverabile tra gli studiosi più qualificati in tema di delitti motivati da infermità di mente, totale o parziale”. È in realtà facilissimo “scoprire” di chi si tratti in realtà, visto che la sua bibliografia sullo stesso sito elenca anche i testi di natura legale da lei pubblicati sotto il suo vero nome, ma stiamo al gioco e ignoriamo la sua identità.

“Maledetto il ventre tuo” è un thriller senza un protagonista centrale, con il punto di vista che si sposta da un personaggio all’altro, dal poliziotto al pubblico ministero, dall’assassino (del quale, come ci si può aspettare, non si scopre l’identità fino alle ultime pagine, nonostante alcuni capitoli siano appunto scritti dal suo punto di vista) alla nobildonna, dalla vittima al medico legale. A prima vista questo può parere confuso, ma l’autrice è abile a farci capire nelle primissime righe di ogni capitolo su chi è il “fuoco”, di chi si tratta.

Proprio a causa di questa alternanza di voci, la storia non è concentrata sulle complesse indagini svolte dagli inquirenti, che vengono citate e sfiorate più di una volta ma mai analizzate in profondità: la storia è costruita dai personaggi, dai loro timori e dalle loro certezze, dal modo nel quale affrontano lutti e paure. Interessante notare come quasi tutti i personaggi femminili sembrano caratterizzati da un certo livello di incertezza, per i più svariati motivi tra i quali la possibile, anzi, probabile presenza in città di un omicida seriale.

…Già, mi stavo dimenticando completamente di accennare alla trama di questo romanzo che forse in alcuni momenti è usata solamente come scenario nel quale agiscono i personaggi, sulle cui personalità si concentra in realtà la narrazione, ma è comunque la causa dei movimenti di tutte le pedine e i loro incontri. In una città non meglio identificata (personalmente ho immaginato Torino, ma le descrizioni possono adattarsi a quasi qualunque grossa città italiana e i cognomi dei vari personaggi non suggeriscono tratti regionali), una donna anziana è stata assassinata e mutilata orribilmente nelle parti intime. Al suo omicidio ne segue presto un altro, e naturalmente la Polizia e gli inquirenti finiscono al centro dell’attenzione pubblica, che richiede una soluzione. L’avvocato Giulia Valli viene incaricato di seguire le indagini dalla famiglia e dalle amiche della prima vittima, e il suo intuito e la sua comprensione della gente finiranno per essere fondamentali per il lavoro degli inquirenti ma anche causa di una profonda crisi personale appunto per la Valli.

Devo confessare che inizialmente questo romanzo mi era sembrato vagamente classista, con i membri di una vecchia nobiltà superiori a chiunque altro. Ma, come già accennato, ogni capitolo è raccontato, sia pure in terza persona, dal punto di vista del protagonista stesso. Lo snobismo è dunque non dell’autrice ma ovviamente del personaggio. Il finale, che naturalmente non anticipo, scioglie anche gli ultimi dubbi al riguardo.

Una pecca l’ho trovata, ed è una che personalmente mi infastidisce ma che oggettivamente non detrae poi molto dal piacere della lettura: ci sono diversi, minuscoli errori che avrebbero secondo me dovuto essere notati e corretti da un editor. Ripeto: sono dettagli, semplici parole usate in maniera poco corretta, ma saltano all’occhio e rischiano di infastidire i lettori più attenti.

Lo stile dell’autrice è impeccabile, forse a volte anche troppo alto per le descrizioni di alcune scene cruente o squallide; il caleidoscopio di punti di vista mantiene alta l’attenzione sul libro ma, come già menzionato, non necessariamente sul “caso” centrale. Insomma, ripeto, l’elemento noir e giallo sembra essere più che altro una scusa per raccontarci la storia e le storie di una serie di individui interessanti (per motivi diversi), per far convergere le loro vite che fino a quel momento hanno corso su binari paralleli. Questo, naturalmente, non detrae assolutamente dal piacere di leggere questo bel romanzo: basta non aspettarsi Agatha Christie.

Marco Piva-Dittrich


La scrittrice:
Vittoria Monforte è lo pseudonimo dietro il quale si cela un’avvocata penalista milanese. Maledetto il ventre tuo è ispirato a una vicenda vera che l’ha vista coinvolta personalmente in veste professionale.
L’autrice è una dei maggiori studiosi di delitti motivati da infermità di mente, totale o parziale.