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Contorni di Noir | September 25, 2017

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Bloch vs Hitchcock: Psycho

| On 19, Set 2014

Editore: Il Saggiatore Collana La Cultura
Robert Bloch Psycho
Genere Giallo/Thriller
Anno 2014
Pagine 183 – Versione ebook
Traduzione di B. Tasso


$_35 (1)Seconda partita tra cinema e libro nel segno di Hitchcock grazie al romanzo ripubblicato da Il Saggiatore. Robert Bloch: avete un paio di settimane? Ecco forse non bastano per dare l’idea del livello e della qualità di questo scrittore americano, prolifico autore di centinaia di “short stories” di oltre una ventina di racconti che abbracciano i generi a noi più cari: crimine, horror e science fiction. E’ uno scrittore a me caro anche per il fatto d’aver avuto quale mentore H.P. Lovecraft che ne ha sicuramente incoraggiato il talento (e lo ha fatto protagonista, con il nome di Robert Blake, del suo racconto “L’abitatore del buio” del 1935).

Tralasciando, per ora, questo aspetto di Bloch, veniamo in media res e parliamo del suo racconto da cui Hitchcock ha tratto l’ultrafamoso e ultracitato Psycho. A Hitch bastarono 9000 dollari per comprarsi i diritti di questo libro, poi ci mise una bionda (sì Janet Leight era bionda…), una doccia e un coltello et voilà. Capolavoro. Ok, magari non così semplicistico, ma la sostanza è questa. Oggi come oggi il budget per un film come questo sarebbero enormi…
Passiamo oltre – purtroppo tendo a dilungarmi a volte – e torniamo al nostro racconto.

Se, come credo, buona parte di voi lettori ha visto il film, leggerne il racconto da cui è tratto può certamente avere delle controindicazioni, prima tra tutte: sai già come va a finire. A corredo, questo è uno dei casi in cui Hitch (a differenza di Marnie, per esempio) è rimasto fedele al testo quasi al 100%. Quindi, come fare per leggere un racconto che ha un così enorme portato e riuscirne a essere attratti? Sarebbe quasi necessario un black-out di memoria in modo da leggere Psycho come se fosse la prima volta, in assoluto.
Sebbene la storia sia arcinota e vecchia di oltre cinquant’anni, la narrazione procede spedita e netta e i dialoghi che Norman Bates conduce con sé stesso sono forse ancora più stranianti se letti sulla carta rispetto all’interpretazione notevole di Anthony Perkins. Se vi fermate alla superficie potreste dedurre che dove Hitchcock è elegante e sobrio là Bloch è ovvio e rude; dove Hitch fa in modo che l’immaginazione dello spettatore faccia il suo corso, Bloch rivela tutto subito. Ed ecco dove sta l’errore.

“Psycho” di Bloch è un libro pulp, è pulp-fiction pura. Non c’è interesse, in Bloch, a essere sottile, acuto: è intrattenimento pulp nella sua forma più pura. Linguaggio semplice, un sacco d’azione, finali di capitolo che lasciano in sospeso. Norman Bates è un personaggio grottesco in modo abbacinante e chiassoso; la “madre”, invece, è il vero volto del terrore. Norman Bates è il vero killer psicopatico dalla doppia personalità.

Conclusione? Patta. L’approccio di Bloch e Hitchcock alla narrazione è valido per le finalità che ognuno ha sviluppato. Ribadisco che la difficoltà maggiore, se vorrete leggere il libro, sarà quella di straniarsi dalle immagini del film e dalla sua costruzione narrativa, ma vi assicuro che il racconto ha molto da svelare a chi lo sa leggere  davvero… Ah, stasera chi va in doccia per primo?

P.S. Alcune note interessanti: Hitchcock acquistò tutte le copie allora disponibili di Psycho per evitare che il film non avesse successo. Il film costò 800.000 dollari e ne incassò oltre 50 milioni. Venne girato in bianco e nero per risparmiare (e per non mostrare il sangue) e dalla troupe di “Alfred Hitchcock Presenta”. Il sangue che scorre nella doccia, in realtà, era cioccolato fuso. Infine: Robert Bloch venne invitato alla prima di “Psycho”. Al termine della proiezione Hitchcock gli chiese se gli era piaciuto e Bloch rispose: “Mr. Hitchcock, potrebbe essere il suo più grosso successo o il suo più enorme fiasco”. Ai posteri l’ardua sentenza…

Michele Finelli


Robert Bloch (1917-1994), scrittore e sceneggiatore, è un prolifico autore di romanzi e racconti. La sua produzione tocca i generi thriller, fantasy e horror. In gioventù conosce Howard Phillips Lovecraft, che lo incoraggia a scrivere i primi racconti per la rivista Weird Tales. Nel corso della sua carriera viene insignito di numerosi premi, tra cui l’Hugo Award, il Bram Stoker Award e il World Fantasy Award. La sua fama è soprattutto legata a Psycho, grazie alla trasposizione cinematografica di Alfred Hitchcock. Bloch è anche autore dei due seguiti del romanzo: Psycho II (1982) e Psycho House (1990).