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Contorni di Noir | November 19, 2017

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Carla Vistarini – Se ho paura prendimi per mano

| On 18, Ott 2014

Editore Corbaccio Collana Narratori Corbaccio
Anno 2014
240 pagine – brossura con sovracopertina

9788863808032_se_ho_paura_prendimi_per_manoUscito per Corbaccio, “Se ho paura prendimi per mano” è li romanzo d’esordio di Carla Vistarini. Parlare di esordi per l’autrice romana è una sorta di eufemismo, visto che la sua biografia è lunga e articolata e gli “addetti ai lavori” la conoscono molto bene.
Ha scritto testi per Ornella Vanoni, Mina e davvero tanti altri, ha collaborato con conduttori del calibro di  Proietti, Fazio, Goggi, Costanzo nella scrittura dei testi dei loro programmi televisivi.
Quello che le mancava, come lei stessa ha asserito, era il contatto diretto con il pubblico e non per “interposta persona”. Ha deciso quindi di cimentarsi in un romanzo la cui copertina mi aveva decisamente fuorviata: una bambina dall’aspetto dolce e timido che tiene in mano un palloncino.
Mai avrei immaginato che la trama fosse riferita al genere recensito su Contorni di noir e la stessa Carla mi ha fatto cambiare idea.
Di questo le dico grazie, visto che fin dalle prime pagine vi è una scorrevolezza di scrittura che conquista e, protagonista, è proprio la bambina: in un supermercato di Roma, dove un uomo chiamato “Smilzo” (del quale non si saprà il nome vero neanche alla fine) si è recato per procurarsi qualcosa da mangiare, entra un rapinatore piuttosto maldestro – che tra l’altro non si fila nessuno – il quale, dopo un momento di incertezza, riesce a rubare qualche soldo dalla cassa di una commessa, lasciandosi dietro una donna morta, una bambina che pare essere rimasta sola e tanti interrogativi.
Il barbone senza fissa dimora nella capitale da almeno 5 anni, il quale aveva assistito alla scena, cerca di allontanarsi prima che la polizia lo fermi per interrogarlo come testimone della rapina, ma la bambina si appiccica a lui come carta moschicida e non c’è verso di allontanarla.
Capisce che quel soldo di cacio di circa tre anni è rimasta sola e immagina che la donna morta sia la madre. E fra mille peripezie – compreso un brutto ceffo che cerca di rapire la piccola – riesce a scappare per le vie di Roma.
Smilzo era socio di uno studio finanziario. Per “costruire la sua carriera” c’erano voluti anni, per distruggerla un paio di mesi. Gli era rimasto qualche vecchio carico pendente, piccoli reati finanziari. “Cosette amministrative”.
Capisce immediatamente che c’è qualcosa di più dietro la morte della donna nel supermercato e intuisce che la bambina è il mezzo per arrivare a capirci qualcosa. E fra preti, criminali, finanzieri e un chihuaua parlante, si arriverà al commovente epilogo di questa storia.
Lo stile di Carla Vistarini è canzonatorio, disarmante. Una bambina che sa ripetere solo una parola: “F-f-…gulo!” e che solo per questo fa sorridere, un uomo che ha dedicato i suoi anni per arricchirsi di denaro e circondarsi di gente che alla prima difficoltà gli ha girato le spalle. Così distanti per età ma uniti per difendersi dal male.
L’autrice racconta una metropoli indifferente alla violenza e una società improntata spesso all’illecito arricchimento. Ma è anche un messaggio di speranza, di rinascita.
Un uomo che rappresenta il lato nascosto della società, di cui vergognarsi, di cui non si vuole capire la ragione che spinge una persona a vivere sotto i ponti, riesce ad essere il punto di riferimento per qualcuno e nel contempo una forma di riscatto nei confronti degli stessi che lo hanno rifiutato.
Non dimentichiamoci poi del commissario Tano Curreri, il quale si ispira a Simenon e al personaggio creato dalla sua penna: Maigret. Burbero, casinista, animo buono e paladino della giustizia. Si batte per qualcosa in cui crede, anche se criminale non è solo chi lo fa, ma anche chi non vede o fa finta di non vedere.
Forse il romanzo non ha fatto emergere a sufficienza il personaggio, relegato in qualche modo a figura secondaria, ma sono certa che potrebbe essere un ottimo esordio.
Lettura all’apparenza leggera e ironica, ma ricca di spunti di riflessione. Con lacrimuccia finale.


La scrittrice:
Carla Vistarini, romana, ha scritto canzoni indimenticabili per cantanti come Ornella Vanoni («La voglia di sognare»), Mina («Buonanotte buonanotte»), Mia Martini («La nevicata del ’56»), Patty Pravo, Riccardo Fogli, Amedeo Minghi, Renato Zero… Ha scritto i testi per alcuni dei programmi televisivi di intrattenimento di maggior successo fra gli anni Settanta e Duemila collaborando, fra gli altri, con Gigi Proietti, Loretta Goggi, Fabio Fazio, Maurizio Costanzo; è autrice di commedie premiatedalla critica come «Ugo» con Alessandro Haber, e di sceneggiature di film come «Nemici d’infanzia» di Luigi Magni con cui ha vinto il premio David di Donatello. Nella sua lunga e fortunata carriera di autrice le mancava solo un tassello: «Se ho paura prendimi per mano» è il suo primo romanzo.