Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | September 25, 2017

Torna su

Alto

Eric Ambler – Epitaffio per una spia

| On 02, Ott 2014

b2baaf8bcf709a864904e21ca8c61fc9_w_h_mw650_mhHo già parlato dell’iniziativa di Adelphi di ripubblicare romanzi considerati praticamente “vintage” di autori fuoriclasse che non dobbiamo dimenticare e che hanno costituito la spina dorsale di una letteratura poliziesca, noir, spy-story e via discorrendo.
Eric Ambler è stato uno di questi: scrittore e sceneggiatore britannico, pubblico nel 1938 il suo primo romanzo, una spy-story chiamata Epitaffio per una spia, stampato nel 1968 dalla Garzanti.
La sua biografia è incredibile e diede un contributo fondamentale ad elevare al rango di letteratura nobile il thriller, dando voce a personaggi semplici, ordinari, divenuti spie per caso, antieroi sballottati in situazioni più grandi di loro.
La casa editrice aveva già pubblicato i romanzi cartacei alcuni anni fa e ora li propone in versione ebook.

Oggi vi voglio parlare proprio del primo romanzo di Ambler:
Costa Azzurra, 1938. Vittima di un banale scambio di apparecchi fotografici, Josef Vadassy, un timido insegnante di origine ungherese e incerta cittadinanza, è arrestato con l’accusa di spionaggio. In realtà, la polizia francese sa benissimo che Vadassy è innocente, ma sa altrettanto bene che non è in condizione di trattare: quindi, o entro tre giorni scoprirà chi, fra gli ospiti del suo stesso alberghetto, è il vero agente nemico, o si vedrà revocare il permesso di soggiorno. Per imparare lo sdrucciolevole mestiere di spia – e cioè vedere «la società dal basso, e con rancore» – tre giorni possono indubbiamente essere pochissimi, specie se i tuoi compagni di villeggiatura provengono da ogni angolo d’Europa e ai tuoi occhi poco addestrati appaiono, di volta in volta, l’incarnazione dell’innocenza o della perfidia. Ma sono invece quanto basta, a un fuoriclasse come Ambler, per dimostrare a quale perfezione narrativa possa essere elevata quella spy-story che prima di lui veniva giudicata più o meno da chiunque «una forma infima di vita letteraria».
Epitaffio per una spia è apparso per la prima volta nel 1938.