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Contorni di Noir | November 19, 2017

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Vincenzo Cappella – Le libertà di uno stronzo

| On 12, Ott 2014

Editore goWare / Collana Pescirossi
Anno 2014
114 pagine – ebook

cappella_liberta_400Andreas, poco più che ventenne, figlio unico, una fidanzata, vive in una indefinita città sul mare e conduce una vita tranquilla e noiosa come tantissimi altri ragazzi della sua età: tutti i pomeriggi ritrovo con gli amici e con Chiara  al “Gàrbin”, uno stabilimento balneare tutto in legno, costruito a ridosso della scogliera. La monotonia delle giornate, che scorrono tutte uguali, viene scossa da un gruppo di persone che fa delle riunioni segrete in un capannone in disuso vicino ad un paese. Andreas, incuriosito dalle chiacchiere che circolano nella cittadina e che accennano ad una setta satanica, decide di indagare finché, accortosi del suo interessamento, il capo della setta gli propone di farne parte. Andreas accetta e dopo una devastante (nel senso letterale del termine) prova d’ammissione viene a tutti gli effetti considerato un adepto e può così partecipare ai rituali. Rituali che consistono in orge, Messe nere con abbondanza di droghe di tutti i tipi, rituali che spesso sfociano in violenze sempre più brutali fino a concludersi in stupri e torture.

Questa è la sintesi di questo allucinante racconto (per la brevità e il taglio dato non lo si può definire romanzo) scritto in prima persona dal protagonista che lo definisce un memoriale, ma vale la pena riportare l’incipit che introduce il tema del pentimento e della redenzione. “Ancora oggi, a distanza di anni, mi si gela il sangue nelle vene al solo ricordo di quel periodo della mia vita in cui presi parte ai delitti della setta. Nonostante ciò e malgrado la vergogna che provo per me stesso, ho deciso di scrivere questo memoriale, forse anche con la speranza che, mettendo questi tristi fatti sulla carta, io possa riuscire finalmente a esorcizzarli, a trovare una redenzione finora insperata.

La scrittura è pulita e non lascia spazio a fraintendimenti, la tematica trattata non è aliena purtroppo, alla realtà; c’è da chiedersi a volte, quando leggiamo opere di “fantasia” di questo genere, se gli eventi narrati non possano essere paragonabili ad articoli di cronaca nera. Intendiamoci, Cappella è bravo e la sua opera d’esordio merita di essere letta anche perché l’autore non emette alcun giudizio sui suoi personaggi. Ci si rende conto come si possa diventare succube di una personalità forte e determinata, Andreas capisce che la sua vita precedente sta andando a rotoli, sta perdendo i suoi genitori, sta rendendo infelice Chiara, ma non ha la forza per ribellarsi a Paride, il capo della setta, e continua in questa esperienza che lo rende sempre più prigioniero. C’è un limite a tutto però, un evento più turpe di tutti gli altri, farà scattare la scintilla della ribellione in Andreas e questo sarà l’inizio della sua redenzione con la giusta espiazione e forse con il perdono.

Concludo: non posso non condividere le considerazioni di Andreas in merito a certi giornalisti e riporto: “Soprattutto loro, i giornalisti, che fin dall’inizio hanno provato a contattarmi, a tendermi trabocchetti, spiegandomi che parlare, raccontare ai microfoni ogni cosa dei delitti sarebbe servito prima di tutto a me, per far capire al Paese intero la mia posizione. Che farabutti! Perché mai mi sarei dovuto esporre? Per essere il capro da sacrificare al pubblico sadismo, alla vendetta collettiva?

Bravo Vincenzo!

Aurelio


Lo scrittore:
Vincenzo Cappella è nato a Termoli nel 1987 ed è iscritto alla facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Urbino. Ha pubblicato un racconto sulla rivista letteraria “Flanerì”.
Le libertà di uno stronzo è il suo primo romanzo breve.