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Contorni di Noir | November 20, 2017

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Claudio Paglieri – L’ultima cena del commissario Luciani

| On 15, Nov 2014

Editore Piemme Collana Narrativa
Anno 2014
Genere Thriller
420 pagine – brossura

566-3804-2_8547585c02e12d7daebeace49bcf79fbIl commissario Luciani ne ha fatta di strada, da quando Claudio Paglieri ci ha introdotti al personaggio anticonvenzionale di quest’uomo alto quasi due metri, al limite dell’anoressico e con la passione per la corsa.
Brusco e dall’aspetto emaciato, fanatico della Lemonsoda e racchiuso in un guscio dove c’è spazio solo per se stesso, lo abbiamo incontrato per la prima volta in Domenica Nera nel 2005 (vincitore del Premio Bancarella Sport), Il vicolo delle cause perse e La cacciatrice di teste.
In realtà, l’exploit vero e proprio Luciani lo ebbe l’anno scorso, ne L’enigma di Leonardo (uscito tre anni dopo i precedenti romanzi), nel quale abbiamo imparato a conoscerlo meglio, ad apprezzarlo e ad entrare in empatia con un poliziotto dalle caratteristiche quanto meno inconsuete.
Di questo ero convinta prima di aver terminato la lettura de L’ultima cena del commissario Luciani, uscito per i tipi di Piemme (così come i precedenti) e che mi ha fatto rivedere il parere sui romanzi precedenti.
Occorre innanzitutto notare che Claudio Paglieri scrive romanzi “territoriali”, legati alla Liguria come è uso tra altri suoi colleghi come ad esempio Bruno Morchio ed è un aspetto che apprezzo molto quando si parla di ciò che si conosce, rendendoci partecipi della storia, più vicina alla nostra realtà.
In questo romanzo al commissario Luciani tocca occuparsi della protezione di uno dei più grandi e noti esperti della cucina italiana, Dario Dolci, conduttore della trasmissione Stelle in cucina, il quale continua a ricevere lettere minatorie in cui lo minacciano di morte.
Negli ultimi anni gli omicidi erano calati e quei pochi erano omicidi squallidi, liti tra poveracci che finivano male, vecchiette uccise dai nipoti o dai vicini di casa e dai rapinatori per poche centinaia di euro.
Per questo motivo, il questore Bonucci si era tanto raccomandato di seguire attentamente il caso, in un momento in cui le forze di polizia non riscontravano il favore dei cittadini, così da guadagnarci a livello di immagine.
Per Luciani, però, seguire un grande chef a testare i vari ristoranti sparsi per la zona, passare ore interminabili ad assaggiare ogni tipo di manicaretto, era come una condanna al patibolo. Il commissario mangiava lo stretto indispensabile per reggersi in piedi e tutto quel cibo sotto al naso lo faceva stare male. In cuor suo, tra l’altro, era convinto che Dolci cercasse solo di avere maggiore pubblicità e che si fosse inventato tutto di sana pianta.
E mentre le indagini proseguono senza particolari novità, nell’imperiese l’omicidio di un uomo all’apparenza senza identità, sembra distogliere l’attenzione dalle telecamere accese sui fornelli, per dare spazio al lavoro del vicecommissario Calabrò.
Sembra che i due casi siano collegati da un elemento: l’olio. Cibo degli dei, per tutti i palati, a volte costoso quanto un oggetto prezioso, nettare che accompagna ogni pietanza. Ma anche oggetto di sofisticazioni e di falsificazioni.
Questa volta, tutti i sensi del commissario Luciani saranno coinvolti e dovrà fare i conti con un passato che pensava di essersi lasciato alle spalle.
Claudio Paglieri sceglie di parlare di cibo, come ormai fa la maggior parte delle trasmissioni che ci ricordano quanto sia importante curare la nostra alimentazione e seguire i sensi che accompagnano un piatto, in una società dove l’aspetto esteriore è tutto e l’anoressia fa ancora moda. In un momento in cui occorre risparmiare, anche nel cibo, senza rendersi conto che lentamente veniamo avvelenati, nel corpo e nello spirito.
Vi sono altri argomenti importanti nella trama che l’autore ha saputo ben amalgamare, ve li lascio scoprire da soli.
Un romanzo che posso dire di aver bevuto e assaporato pagina per pagina, assolutamente da gustare.
Un consiglio: meglio leggere i romanzi in sequenza, per capire l’evoluzione del personaggio nella sua vita privata e lavorativa.

Cecilia Lavopa


Lo scrittore:
Claudio Paglieri, giornalista e scrittore, è nato a Genova. Ha cominciato ad appassionarsi al giornalismo a 16 anni e oggi lavora al «Secolo XIX». Con Piemme ha pubblicato Domenica nera(Premio Bancarella Sport), Il vicolo delle cause perse, La cacciatrice di teste e L’enigma di Leonardo (Vincitore del Premio NebbiaGialla 2014 e Finalista al Premio Scerbanenco 2013).