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Contorni di Noir | November 19, 2017

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Mario Pistacchio e Laura Toffanello – L’estate del cane bambino

| On 17, Nov 2014

Editore 66thand2nd
Anno 2014
Genere Noir
224 pagine – versione cartacea o ebook

pistacchio_estate_sitoMario Pistacchio e Laura Toffanello sono due giovani autori che hanno esordito con il romanzo “L’estate del cane bambino”, della casa editrice 66tha2nd, nome curioso che sta a indicare l’incrocio tra la Sessantaseiesima Strada e la Seconda Avenue, a Manhattan.

Fondata a Roma nel 2008, guarda con attenzione ai fermenti della narrativa angloamericana, ma anche aperto alle letterature altre e ai talenti italiani. Così recita il suo sito e curiosamente mi sono avvicinata a questo romanzo dalle tinte retrò, che parla di un passato italiano, nel 1961, fatto di famiglie tradizionali, di figli che giocavano all’aria aperta, scambiandosi figurine e giocando a pallone, delle chiacchiere al bar del paese che in questo caso ha un nome: Brondolo, situato nelle campagne vicino Venezia.

Le storie – diceva nonno Cestilio – sono come la gomma americana: la puoi tirare lunga oppure farne una pallottola, ci puoi soffiare dentro e gonfiarle a più non posso, ma devi sempre stare attento che non ti esplodano in faccia.

Questa è la storia di un’estate e delle avventure di alcuni ragazzini che, ancora prima di rendersene conto, hanno perso la spensieratezza tipica della loro età e sono diventati grandi.

Ma andiamo con ordine: ci sono Menego, Michele, Ercole, Stalino e Vittorio. Tutti tra i dodici e i quattordici anni. E poi c’è Narciso, fratellino di Ercole. E’ proprio quest’ultimo a scomparire durante una partita di pallone in un terreno incolto verso il delta del Brenta.

Nessuno se ne accorge, all’inizio, tanto sono presi a segnare in porta. Tornano alle proprie case convinti che Narciso si sia incamminato prima, offeso per non aver potuto partecipare alle scorribande dei più grandi.

Invece no, il bambino non si trova da nessuna parte e il paese si mobilita per avviare le ricerche e avvisare la polizia.

Anche a Brondolo si parla del diavolo, delle streghe e dei misteri che avvolgono alcune losche figure che vi abitano e, poiché nello stesso momento in cui scompare il bambino appare un cane nero, si annida il sospetto che l’animale sia la reincarnazione del piccolo – anche perché Narciso proprio non sbuca da nessuna parte, né vivo né morto – e viene soprannominato da Ercole “Houdini”, in onore al grande prestigiatore, visto che il fratello amava i giochi di magia.

Gli uomini e le donne di Brondolo – così come il prete – non sono capaci di spezzare la catena di omertà e di chiusura mentale tipica di chi non si è mai confrontato con il mondo esterno, come se non ci si sentisse parte di una comunità più grande, ma racchiusa tra quattro mura immaginarie, in cui finzione e realtà restano prigioniere.

Un mistero irrisolto come tanti in Italia, il quale verrà alla luce solo dopo molti anni, quando Vittorio ritornerà al suo paese d’origine in veste di maresciallo dei carabinieri, carico di ricordi della sua infanzia e di una consapevolezza che solo la maturità può trasmettere.

Così si svela il mistero, così si ricompongono i tasselli rimasti privi di risposta.

Romanzo nostalgico, che sembra sentire la necessità di fare un tuffo nel passato e nel valore dell’amicizia, quando ragazzini si poteva scorrazzare per le campagne senza essere controllati a vista dai grandi, quando ci si nascondeva a fumare le prime sigarette. Quando la vita era più semplice. Era un momento in cui si ascoltavano le storie di guerra dei nonni e si aveva l’innocenza di guardare tutto con gli occhi appannati, senza avere ancora la percezione del passaggio all’età adulta. Si crede di avere tutta la vita davanti e in un attimo te la sei già lasciata alle spalle. E restano i rimpianti, oltre ai ricordi.

Sembra che il noir appartenga ai due scrittori Mario Pistacchio e Laura Toffanello, i quali mi hanno ricordato per un breve attimo “La puntualità del destino” di Patrick Fogli. Storie diverse e con epiloghi differenti, legate dall’argomento “sparizione”, ma con la stessa struggente intensità di una storia data in pasto ad altri, che la cannibalizzano, la sfruttano, la mercificano, quando invece spesso la realtà è più semplice di quanto pensiamo.

Cecilia Lavopa

Ottimo esordio.


Gli scrittori:
Mario Pistacchio è nato a Cerignola nel 1979, Laura Toffanello a Torino nel 1970.  Con Il volto del diavolo sono stati finalisti al Premio Solinas «Storie per il Cinema 2010».L’estate del cane bambino è il loro primo romanzo.