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Contorni di Noir | October 23, 2017

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Helfrid P.Wetwood – Muto come un orsetto. Milano in una favola noir

| On 18, Dic 2014

Editore Fratelli Frilli Collana I tascabili Noir)
Anno 2014
Genere noir
128 pagine. – rilegato con sovracopertina

muto_come_un_orsetto_per_webQuesto , tra tanti, è certamente il noir più singolare che io abbia letto negli ultimi anni.

Sì, perché il protagonista- voce narrante – è Gosa, un orsetto di peluche come tanti, come quello che tutti noi da bambini abbiamo posseduto. Ed attraverso la voce ( si fa per dire) di Gosa, veniamo a conoscenza di varie storie che seguono man mano i “proprietari” del peluche.

La prima è quella di Ginger, vecchia prostituta uccisa nel suo letto, da tanti anni fedele amica dell’orsetto, che ha assistito impotente ( con la bocca cucita e gli occhi di vetro -dice) all’assassinio e non può rivelare il nome dell’autore. Ginger era una donna resa saggia dagli anni, dal mestiere, dal conoscere tante persone, e si rivela uno scrigno di perle di saggezza che l’orsetto ci trasmetterà un po’ alla volta.

Eccone una. “L’amore è una lama invisibile, che può ferire anche quando è assente. E’ strano come si possa avvertire nel profondo il bruciore di una ferita ed il peso opprimente di un qualcosa che non c’è. Sarà per questo che l’amore sfugge ad ogni logica”.

Poi ci saranno rispettivamente , come proprietari, un barbone, tre spazzini, un’ex moglie, un ragazzo ritardato, un killer, un trentenne da aperitivo, un meccanico…ed attraverso ogni proprietario apprenderemo qualche dettaglio in più della storia dell’orsetto e di Ginger.

L’ultima proprietaria è Carla, l’esatto opposto di Ginger. Una casalinga sola e abitudinaria, che non cura la sua femminilità, che si lascia scorrere addosso i giorni ed il tempo migliore della vita, pulendo la casa maniacalmente. A lei Gosa dedicherà le migliori perle di saggezza del libro, nella speranza –vana- di farla cambiare.

Ginger e Carla: due solitudini opposte come stili di vita, ma simili.

Alla fine, tutte le considerazioni di Gosa sulla vita, sull’amore, sulla morte, sul vivere quotidiano, altro non sono che i nostri pensieri, quelli che abbiamo sott’occhio o in un angolino della nostra mente, ma che spesso non mettiamo a fuoco.

Ciò che più mi ha colpita, in questo noir, è la descrizione amarissima della Milano di oggi. E’ una Milano assai lontana dalla “ Milano da bere” dei vecchi tempi. E , da occasionale frequentatrice, mi domando :-Ma sarà proprio così?

Ci sono brani che colpiscono . …

“Andate tutti a fanculo! Voi e questo attentato di cemento che chiamate Milano, dove soltanto i matti e le mosche si sentono veramente a casa, dove lo smog soffoca l’alba e spegne il tramonto,dove gli ingorghi sono gabbie full optional, dove gli affari hanno sconfitto l’amore, dove i sogni nel cassetto hanno fatto spazio agli incubi e le fabbriche ai centri commerciali aperti anche la domenica”.

L’orsetto , sullo sfondo di questa Milano vista solo nel suo aspetto negativo, di volta in volta ci racconta i vari personaggi con le loro debolezze, e soprattutto il suo pensiero sulle cose della vita, pur sapendo che nessuno potrà ascoltarli..Un orsetto muto, con la bocca formata da una cucitura, non ha speranze, se non è dotato di trasmissione del pensiero!

La storia, unica nel suo genere, è scritta con uno stile molto efficace.

Pur essendo un noir al di fuori di tutti gli schemi, si rivela, oltre che intrigante, una storia “matura”. Dico così perché scopro che l’autore è nato nel 1978, ed è perciò , quasi un …ragazzo.

In una storia come questa , nera quanto basti per lasciare l’amaro in bocca a lettura ultimata, anche l’uso di qualche parolaccia è giustificato: non riuscivo ad immaginare, in certi ambienti che l’autore descrive, un linguaggio casto e “perbene”.

Sicuramente una storia diversa, che merita la lettura.

Rosy


Lo scrittore:
Helfrid P.Wetwood vive a Milano, città in cui è nato nel 1978 e dove ha conseguito il titolo di avvocato. Tra i suoi hobby spiccano la pittura e il disegno. Nel 2012, partecipando ad un concorso letterario con lo pseudonimo Olivia H. Wetwood, pubblica il suo primo racconto che, notato dal “Corriere della Sera” e dalla rivista di critica letteraria “Satisfiction”, è divenuto oggi questo romanzo.