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Contorni di Noir | September 25, 2017

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Jussi Adler-Olsen – Paziente 64

| On 03, Gen 2015

Editore Marsilio Collana Farfalle
Anno 2014
Genere Thriller/Giallo
528 pagine – brossura
Traduzione di Maria Valeria D’Avino

EDGT41760gNon sono molti gli scrittori che possono calare sul tavolo un poker d’assi: uno di questi è Jussi Adler-Olsen che ha proposto ai lettori quattro romanzi di fila uno più bello dell’altro.
In questa quarta indagine condotta dallo strano trio Carl, Assad & Rose, gli investigatori della sezione “Q” sono alle prese con più fronti: far luce sulla scomparsa di una prostituta nel lontano 1987, indagare su di un partito xenofobo in grande ascesa, chiarire il ruolo che ha avuto Carl nel conflitto a fuoco con alcuni malviventi avvenuto pochi mesi prima e vanificare le velate accuse del cugino di Carl sul suo
presunto coinvolgimento sulla morte dello zio avvenuta tanti anni prima.
Queste storie si intrecciano tra le pagine che scorrono veloci, al lettore non è permesso distrarsi anche se è difficile farlo in quanto sono tutte storie molto coinvolgenti.
Coesistono, tra tutte queste tragiche vicende, momenti di ilarità così da stemperare la tensione e la rabbia che si prova nei confronti dei personaggi negativi.
Il romanzo è un’aperta denuncia al trattamento previsto per quelle donne che, per vari motivi, erano ritenute un disturbo per la civiltà “civile”. Le malati di mente, le prostitute, le ribelli, gli spiriti liberi venivano rinchiuse in un istituto posto nell’isola di Sprog
ø dove erano sottoposte ad ogni tipo di abuso e prevaricazione.
Questo accadeva negli anni ’50 in Danimarca! Ma quello della Danimarca non era un caso isolato, anche in altre nazioni erano messi in atto dallo Stato metodi “rieducativi” e “punitivi” nei confronti delle ragazze madri, di ceto medio basso naturalmente, alle quali veniva tolto il bimbo che veniva dato in adozione.
Devo ritornare in carreggiata, non è un trattato di sociologia che sto scrivendo, ma una recensione. Tornando al romanzo l’altra tematica su cui si fonda la trama è, purtroppo, di attualità: la crescita e il rafforzamento dei partiti xenofobi.
Non a caso il fondatore del partito “
Linee Pure”, è un anziano ginecologo, che ebbe un ruolo attivo nel fare internare molte ragazze nel lager sull’isola e nel procurare aborti alle donne reputate non idonee o indegne di mettere al mondo un figlio.
Questo libro travalica il suo genere, c’è molto su cui riflettere, argomenti scottanti e di attualità, a comprova che anche un thriller può essere un romanzo impegnato degno dei più grandi scrittori come lo è
Jussi Jussi Adler dal quale ora mi aspetto una scala reale.

Aurelio


Lo scrittore:
Jussi Adler-Olsen (Copenaghen 1950), dopo aver svolto i lavori più vari, è oggi scrittore a tempo pieno. Con la serie della Sezione Q guidata da Carl Mørck, venduta in 37 paesi, ha ottenuto un immenso successo di critica e pubblico, vendendo milioni di copie nel mondo. I suoi libri, premiati da lettori, librai e critici, hanno conseguito importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Grand Prix policier delle lettrici di «Elle». Da La donna in gabbia è stato tratto un film per il grande schermo, mentre l’intera serie sarà presto oggetto di una trasposizione televisiva prodotta negli Stati Uniti. Paziente 64, bestseller del «New York Times», è il quarto episodio di una serie che ha trionfato in tutta Europa.