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Contorni di Noir | November 20, 2017

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Maurizio De Giovanni – Gelo per i bastardi di Pizzofalcone

| On 15, Gen 2015

Editore Einaudi Collana Stile Libero Big.
Genere Thriller/Noir
Anno 2014
322 pagine – brossura

978880622229GRADe Giovanni – come mi ero augurata – ci ha regalato un’altra storia dei Bastardi di Pizzofalcone.

Vorrei ripetermi, nell’introduzione , ma per non essere tacciata di monotonia, almeno cambierò lingua:

GREAT  De Giovanni!!!!    MAGNUS  De Giovanni!!!!!

E credo, con ciò, di avere riassunto il mio commento.

“GELO”.

Sembra difficile, per  chi vive al nord e pensa a Napoli come al paese del sole, immaginare questa città  battuta dalla tramontana, stretta nella morsa del gelo,  che toglie  il sentimento, la voglia di fare.

Il peggio è che il gelo di cui parla De Giovanni è dovunque, non solo per le strade; nei cuori, nelle speranze, nelle menti, nei rapporti fra le persone.

La storia  è semplice.  In una Napoli invernale,  un altro caso da risolvere per la squadra dei “Bastardi”: fratello e sorella, dalla vita semplice e senza macchia, sono trovati uccisi in un modesto appartamento.

Lui, col cranio sfondato da un oggetto non identificato; lei, strangolata e discinta come per una violenza sessuale, che però non c’è stata.

Ancora una volta, la squadra del commissario Palma deve trovare un colpevole al più presto, pena lo scioglimento di un gruppo che pure si sta dimostrando valido ed intuitivo. Ma correnti contrarie vorrebbero  che ciascuno dei Bastardi se ne andasse per la sua strada. Del resto, ognuno di loro ha al suo attivo degli errori importanti, che ne hanno macchiato in qualche modo la reputazione, e questo pesa.

La soluzione sembrerebbe semplice: il padre dei due ragazzi (lui valente ricercatore, lei bellissima modella ai primi passi) ha appena scontato sedici anni per omicidio  e pare sia tornato alla carica – si è udita la lite – per convincerli a tornare con lui.

Certo, in un momento d’ira a cui non è nuovo, li avrà uccisi.

Ma il commissario Lojacono, detto il Cinese per i suoi occhi a mandorla, a costo di rischiare  il posto di lavoro, non è convinto, e continua ostinatamente ad indagare.

Inutile dire che risolverà il caso alle ultimissime pagine, grazie ad una geniale  scoperta del povero Aragona, macchietta della squadra, spesso deriso  (affettuosamente) dai colleghi!

Che dire, per spiegare la mia passione per questi gialli? Per questo autore, che ritengo  fra i migliori?

Prima di tutto, che questo- come tutti gli altri- NON è solo un giallo, ma molto di più.
Chiamarlo giallo sarebbe riduttivo.

Un romanzo complesso e lineare nello stesso tempo, di storie che si intrecciano tra loro e che mettono quasi in second’ordine la vicenda principale, l’omicidio da risolvere.

Personaggi, i protagonisti, ciascuno affascinante, di cui ogni volta si scoprono sfaccettature diverse.

Non so dire quale io preferisca, quale senta più vicino al mio cuore; so però  che io PARTECIPO di tutte le loro vicende, soffro, spero, gioisco…perché de Giovanni è un maestro nell’introspezione dei personaggi.

E’ questa una delle qualità che rende questi romanzi – scusate il gioco di parole – “ di qualità”.

Questo autore ci racconta una Napoli, come non ho trovato in nessun altro; sempre diversa  a seconda delle stagioni (e qui mi riferisco alle storie di Ricciardi), viva, pulsante, quasi sempre dolente ma incantevole.

Il caldo  torrido, o il freddo pungente, o la malinconia dell’autunno si riflettono non solo negli stati d’animo della gente, ma nell’aspetto della città, cambiandolo ogni volta, come gli scenari di un teatro.

Ultima riflessione, ma non ultima come importanza: la POESIA.

Non è facile fare poesia scrivendo un noir; bene, De Giovanni ci riesce.

Ci sono passi, nel libro, soprattutto quelli in cui ripete –unico nel suo genere! – lo stesso concetto più volte, riferendosi ogni volta ad un personaggio diverso struggenti, veramente.

Il freddo.

Bisogna stare attenti, al freddo. Perchè il freddo, alla lunga, entra nelle ossa e si insinua nelle anime.

E quando si insinua nelle anime, le cambia; secca le sorgenti del sorriso, riempie col ghiaccio i vuoti che prima consentivano di passeggiare sull’orlo dei sentimenti, incantandosi davanti al panorama.

State attenti al freddo.”

Riflessioni qua e là, che sono in fondo di tutti, ma che l’autore riesce ad esprimere  in modo speciale.

Un esempio.

Qui  si riferisce a  Giorgio Pisanelli, il poliziotto malato e solo.

Gli piaceva guardare i bambini che giocavano, le mamme che chiacchieravano, gli studenti sdraiati al sole con un libro in mano e le cuffiette alle orecchie.

Erano scene che sapevano di famiglia: gli ricordavano il tempo della sua vita in cui era stato felice senza rendersene conto.

La felicità si riconosce a posteriori. E’ il prezzo che paghiamo per il nostro essere sempre proiettati verso il futuro: i giorni, le settimane, i mesi che verranno.

…..Siamo felici solo nel passato. Dal passato emergono i ricordi di una mattinata, di una festa, di un pranzo, magari con una persona cara che non c’è più, come nel mio caso, o semplicemente della gioventù perduta, ed ecco che sorge lancinante il rimpianto. Eppure, in quel momento che stai ricordando, eri davvero felice? No, non lo eri.  Pensavi   al mutuo, alle vacanze,  ad un paio di scarpe nuove, non sapevi che di lì a qualche anno ne avresti avuto nostalgia.”

Prima di citare tutto il romanzo, concludo dicendo che anche stavolta De Giovanni  lascia nel finale situazioni incompiute, a metà…ed è quello che mi fa ben sperare in un seguito, che mi auguro con tutto il cuore.

Consigliato?

Di più. Consigliatissimo!

Rosy


Lo scrittore:

Maurizio de Giovanni nasce nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che comprende Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano miaVipera (Premio Selezione Bancarella 2013) e In fondo al tuo cuore. Nel 2012 esce per Mondadori Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa l’ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea e pubblicata da Einaudi Stile Libero (nel 2013 è uscito il secondo romanzo della serie, Buio, e nel 2014 Gelo , il terzo). Nel 2014, sempre per Einaudi Stile Libero, ha pubblicato anche Giochi criminali (con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli).
Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.