Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | November 19, 2017

Torna su

Alto

Intervista a Lars Kepler

| On 03, Feb 2015

Lars Kepler è lo pseudonimo che appartiene a una coppia affascinante dalla quale non si può staccare gli occhi di dosso, dai visi belli e ipnotizzanti che appartengono a Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril.
Hanno tre figlie e vivono a Stoccolma, accanto alla centrale di polizia.
Scrivono da molto tempo, ma hanno cominciato a condividere carriere e scrittura con il romanzo divenuto caso editoriale europeo nel 2010, L’ipnotista, pubblicato in Italia da Longanesi e dal quale è stato tratto un film diretto da Lasse Hallstrom.
In Italia sono state vendute oltre 300.000 copie ed è stato solo l’inizio per la scrittura a quattro mani dei coniugi.

Li incontriamo a Milano, nella sede Ikea di Carugate insieme all’interprete e traduttrice Laura Cangemi, dove è  stata organizzata una caccia al tesoro molto divertente tra gli scaffali degli stands e una serie di interviste suddivise tra bloggers e importanti testate giornalistiche nei vari salottini/librerie del mobilificio.
Questo per l’uscita del sequel del romanzo, intitolato Nella mente dell’ipnotista, per la traduzione di Carmen Giorgetti Cima e Roberta Nerito, nelle librerie dal 12 gennaio 2015 per Longanesi.

SAM_0558

Foto di Cecilia Lavopa


1. Benvenuti sul sito di Contorni di noir e vi chiedo subito: Chi eravate quando siete partiti e chi siete adesso?
A. e A.: E’ un’ottima domanda anche se la risposta è difficile..diciamo che siamo fortunati a poter vivere di quanto amiamo fare. Abbiamo la gioia di condividere il successo.
E’ fantastico poterlo vivere anche in coppia. Eravamo entrambi scrittori prima, ma solitari. Invece ora c’è questa grande differenza: possiamo condividere questa cosa bellissima che è la scrittura.

foto 2

Foto di Longanesi


2. Torna Erik Maria Mark, l’ipnotista più famoso di Svezia. Come si è evoluto il personaggio rispetto al romanzo precedente e come vi siete evoluti voi nella scrittura thriller?

Quando l’abbiamo lasciato nel primo libro, Erik si trovava in un momento difficile del matrimonio, dal quale ne è uscito a pezzi, anche se era riuscito a salvare suo figlio. E’ sempre un bravo medico, meno bravo come essere umano, visto che riesce sempre a cacciarsi nei pasticci..
Come siamo cambiati noi? Diciamo che abbiamo scritto cinque libri, non sapremmo dire se siamo cambiati. Diciamo che non siamo invecchiati. Anzi, sicuramente siamo ringiovaniti!
Ma sono le debolezze di Erik che fa sì che lo amiamo così tanto..

Nella mente dell ipnotista_Sovra.indd

3. C’è il male conosciuto e il male sconosciuto. Bisogna temerli entrambi o è più facile combattere il noto rispetto all’ignoto?
A. e A.: La paura del buio è ovviamente la paura di quello che non si vede. E’ chiaro che è più difficile gestire dal punto di vista psicologico le paure invisibili. In realtà il grande male nel mondo è molto, molto visibile ed è quello che spaventa e che ci spaventa di più.

SAM_0554

Salotto dell’intervista


4. Nel mio blog c’è una particolare attenzione agli scrittori nord-europei e sono arrivata alla conclusione che si descrivano spesso tematiche sociali rilevanti, in netta contrapposizione con un’idea del paese nordico come simbolo di modernità e di libertà. Qual è il vostro pensiero?
A. e A.: E’ sicuramente vero. Le nostre società sono moderne, ma siamo esseri umani come tutti gli altri e abbiamo i nostri difetti, le nostre gelosie, le nostre mancanze. I paesi nordici sono stati descritti come dei veri paradisi in terra ma il paradiso sulla terra non esiste.
Vero è siamo arrivati in anticipo su temi come la parità di genere, sulle riforme sociali ecc ma il tempo ha cambiato anche i nostri paesi. Siamo abituati comunque a criticare la nostra società e le critiche vengono ben accettate normalmente in questi paesi. Il genere letterario del poliziesco serve anche a illuminare i lati oscuri della nostra società e c’è anche da questo punto di vista una lunga tradizione in Scandinavia.

5. Una cosa che mi incuriosisce molto è il fatto di aver atteso a proporre il sequel de L’ipnotista a distanza di 5 anni, nonostante il successo incredibile..avevate bisogno di una pausa dal personaggio di Erik Maria Bark o volevate sperimentare altre storie thriller?
A. e A.: In realtà sapevamo fin dall’inizio che avremmo voluto incontrarlo in un altro libro, ma sono subentrate altre storie e altri personaggi che volevano entrare nella nostra serie e abbiamo preferito dare spazio a questi. Nell’ultimo libro abbiamo trovato un testimone che era rimasto traumatizzato e aveva quindi bisogno dell’aiuto del più grande ipnotista svedese, e finalmente abbiamo potuto reintrodurlo.

Il tempo a mio disposizione – solo dieci minuti – è finito, nonostante svariate domande ancora da fare.. Vi lascio alla lettura del romanzo, in attesa di leggerlo e recensirlo per voi.