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Contorni di Noir | September 23, 2017

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Gianni Simoni – Omicidio senza colpa

| On 09, Mar 2015

Editore Tea Collana Narrativa
Genere Thriller/Giallo
Anno 2015
242 pagine – Cartonato con sovraccoperta
Serie: le indagini del commissario Lucchesi

9788850236008_omicidio_senza_colpaEccoci di nuovo alle prese con un’ indagine del commissario Lucchesi.
Ormai Gianni Simoni ci offre alternativamente gli uni e gli altri personaggi, per tenere desto il nostro gusto per il buon noir mediterraneo.
Gli uni sono la coppia di pensionati Petri e Miceli; gli altri – il solo altro , a dire il vero – è il commissario Lucchesi. Protagonista del romanzo in questione. Bel personaggio, secondo me, di cui leggo sempre volentieri le avventure.
Stavolta l’indagine di Lucchesi verte su un suicidio poco chiaro: un anziano benestante, vedovo, reso invalido da una caduta, viene trovato impiccato in casa sua. Suicidio,senza dubbio..O no?
Lucchesi viene subito colpito da particolari strani: come può un uomo in quelle condizioni predisporre tutto l’occorrente per uccidersi? E salire, mettere la corda, spingere via la sedia. Poi si accorge che sono spariti da un nascondiglio soldi, documenti, gioielli.
Nell’indagine, aiutato dalla collega-compagna Lucia Anticoli, Lucchesi conosce varie persone dai comportamenti ambigui, che ( secondo i canoni di un buon giallo) potrebbero essere tutti colpevoli. La piacente vedova vicina di casa che lo conosceva; l’ex cameriera, arcigna e maldisposta; i nipoti, ignari della sua morte , ma con scheletri negli armadi tali , da far dubitare della loro sincerità.
Mentre si occupa di questo caso, vede un giorno un ragazzino mendicante, chiaramente maltrattato, e prende a cuore la sua persona, anche se non sarà facile rintracciarlo, né sapere la storia e le vicende che stanno dietro all’apparenza.
Sarà complicato arrivare al bandolo della matassa, ma Lucchesi ci riesce; come alla fine troverà il modo di occuparsi del bambino, Hamsy, e di aiutarlo, grazie all’aiuto della sua collega (ed ex. Come si sa il nostro commissario è uno sciupafemmine!) Claudia Gregori.
Questa parte della storia è triste, ma racconta in fondo situazioni che accadono tutti i giorni: non solo canti, balli e “vissero felici e contenti”…ma dolore, e dure prove che la vita ci pone davanti.
L’indagine è resa interessante dall’introspezione psicologica che Gianni Simoni fa , come sempre, del protagonista.
Lo stato di salute sempre più precario( ogni volta io temo che muoia!); il suo sentirsi “diverso” per il colore della pelle- che non è ingiustificato: stavolta, per esempio, in una intercettazione , sente di essere soprannominato “culo nero”; i suoi difficili rapporti interpersonali con i colleghi ( quasi tutti) ma soprattutto con le donne che ruotano intorno alla sua vita, ne fanno un personaggio intrigante al massimo.
Un altro punto di valore del romanzo è la contrapposizione di due solitudini: quella del vecchio, ricco ma solo e triste, e quella del ragazzino, vittima del degrado e della povertà.
Entrambe arrivano dritte al cuore di Lucchesi, provato ed appeso ad un filo sottile. L’uomo trova la forza di combattere e di richiedere al suo fisico stanco sforzi sovrumani per arrivare alla risoluzione del caso.
Queste storie “ di casa”, così vere, possibili, mi fanno sempre leggere senza sosta, fino ad arrivare all’ultima pagina. Ed aspettare la seguente!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Gianni Simoni, ex magistrato, ha condotto quale giudice istruttore indagini in materia di criminalità organizzata, di eversione nera e di terrorismo. Con Garzanti ha pubblicato Il caffè di Sindona, in collaborazione con Giuliano Turone. Nelle edizioni TEA son pubblicati I casi di Petri e Miceli e Le indagini del commissario Lucchesi.