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Contorni di Noir | February 20, 2018

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Lars Kepler – Nella mente dell’ipnotista

| On 20, Mar 2015

Editore Longanesi Collana La Gaja Scienza
Anno 2015
Genere Thriller
601 pagine – rilegato con sovracopertina
Traduzione di Carmen Giorgetti Cima e Roberta Nerito

ANella mente dell ipnotista_Sovra.indd questo romanzo manca solo la sponsorizzazione di qualche casa farmaceutica: quasi tutti i personaggi, compresi psichiatri, medici, poliziotti, killer, assumono medicinali e psicotici, anche potenti, come se fossero tutti rinchiusi in una gabbia di matti.

Alcuni di loro infatti sono prigionieri della proprie convinzioni che portano avanti caparbiamente, senza valutare con serenità le situazioni e senza considerare tutte le possibilità. Tra tutti spicca Margot Silverman -commissario investigativo presso la polizia di Stato- che, non appena i sospetti, alcuni indizi ed una prova si indirizzano verso lo psichiatra Erik Maria Bark, non esita a considerarlo colpevole e a presagire per lui una condanna certa senza prendere in considerazione alternative diverse: non sa vedere più in là del proprio naso. Con altrettanta facilità lo scagiona quando le prove a carico dell’ipnotista diventano eccessive. Non è un personaggio simpatico Margot, l’imminente gravidanza non giustifica del tutto la sua arroganza e presunzione.

Non a caso ho usato il termine “gabbia” poc’anzi: questo strumento è sinistramente presente nel romanzo. Una gabbia reale, fatta di sbarre di ferro, dove vengono rinchiuse le vittime del killer, e una gabbia metaforica dove le sbarre sono nella mente dello psicotico che con le sue fobie, le sue angosce, il suo odio smisurato nei confronti delle persone che ostacolano i suoi obiettivi non fa altro che imprigionare se stesso nella più profonda follia.

Tutti i personaggi sembrano essere presi dai propri problemi e dagli errori commessi nel passato, mentre conducono una serrata indagine volta a catturare il serial killer che, dapprima filma di nascosto i momenti intimi di tre donne, postando le riprese su YouTube, poi le uccide brutalmente accanendosi con inusitata ferocia sul loro viso.

È eclatante la totale mancanza di solidarietà tra colleghi: la psicologa Nelly Brandt non esiterebbe a denunciare il suo amico Erik, sia alla polizia sia all’ispettorato della sanità pubblica, per una sua presunta omissione accaduta alcuni anni prima; Margot che è reticente a svelare i dettagli degli omicidi ad Erik che sta collaborando attivamente alle indagini; i poliziotti non ci pensano due volte a sparare a vista per uccidere il presunto colpevole. L’unico che esce da questo schema è il redivivo Joona Linna, ma sarà anche l’unico a pagare, ingiustamente, il proprio altruismo e il proprio coraggio.

Lars Kepler, pseudonimo dei coniugi Alexander e Alexandra Ahndoril, si perde troppo in descrizioni minuziose, pedanti e superflue che non apportano nulla all’intreccio, anzi hanno il difetto di rallentare il ritmo facendo perdere al lettore il vero obiettivo della narrazione che, per questo, risulta poco accattivante. Questo stesso difetto lo avevo già notato nel primo romanzo dove appare Erik Maria Bark. Anche quando finalmente il romanzo comincia a farsi avvincente, ecco che il tutto è guastato da azioni da supereroi: faccio fatica a digerire che due esperti poliziotti possano essere uccisi al primo colpo di un’arma da taglio mentre una donna, con una grave handicap che le limita i movimenti, possa sopravvivere a svariate coltellate.

La follia che porta il killer ad uccidere è fondata su solidi basi che non sfigurerebbero in una lezione universitaria di psicanalisi, sarebbe stato un ottimo romanzo, peccato che il tutto sia stato vanificato dalle “carenze”  sopra descritte.

Aurelio


Lo scrittore:
Lars Kepler è lo pseudonimo dei coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril. Vivono a Stoccolma con le loro tre figlie, a pochi metri dalla centrale di polizia. Sono appassionatissimi di cinema e da quando si conoscono guardano almeno un film al giorno. Entrambi sono scrittori, ma nel 2009 hanno deciso di sospendere momentaneamente le loro carriere separate per provare a scrivere un romanzo insieme. Ne è nato il caso editoriale europeo del 2010,L’ipnotista, il romanzo che ha scalzato dalla vetta delle classifiche svedesi la trilogia di Larsson, vendendo oltre 300.000 copie in Italia; ne è stato tratto un film diretto da Lasse Hallstrom.