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Contorni di Noir | February 21, 2018

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Kati Hiekkapelto – Colibrì

| On 14, Apr 2015

Editore Atmosphere Libri
Anno 2015
Genere Thriller
337 pagine – brossura
Traduzione di R. Fina

406Anna Fekete, di origini ungaro-serbe, vive in un paesino della Finlandia settentrionale. Arrivata anni prima insieme ai propri genitori i quali avevano chiesto asilo politico, è diventata una detective grazie allo studio e alla voglia di costruirsi una nuova vita, anche se l’accoglienza che viene riservata agli immigrati non è sempre delle migliori.

A maggior ragione quando proprio il suo collega Esko, razzista e maschilista, non solo non la aiuta ad ambientarsi, ma ogni occasione è buona per ricordarle le sue origini.
Ha da poco preso servizio e si ritrova fra le mani un’indagine per omicidio di una giovane donna: rinvenuta in un parco con la tuta da jogging, sul corpo viene rinvenuto un ciondolo raffigurante la divinità azteca Huitzilopochtli, che non viene immediatamente messo in connessione con un altro omicidio che avviene subito dopo.
Il mito rammenta la sua prodigiosa nascita da una donna fecondata da piume di colibrì.
Anna capisce di avere a che fare con un serial killer e deve fare in fretta prima che l’assassino uccida ancora.
Nel contempo, un’altra indagine che coinvolge una donna curda la insospettisce: Djar ha chiamato il comando di polizia per paura di essere uccisa per un delitto d’onore ma, quando la interrogano, ritratta tutto. Si capisce che ha paura di esporsi, ma mentre Anna le poneva alcune domande, il suo viso terrorizzato valeva più di mille parole. E proprio la sua espressione convince Anna a cercare le prove con altri metodi.
La storia del viaggio di Anna e dei suoi genitori dall’Ungheria alla Finlandia è stata una sorta di odissea: ospitati in un centro di accoglienza, i bambini venivano mandati fuori a scoprire il mondo, frequentando le scuole e imparando la lingua, così che alla fine la vera integrazione la potevano compiere loro, lasciando però i genitori in un limbo tra paese d’origine e il nuovo.
Così, mentre per i bambini l’esistenza assumeva un nuovo significato, gli adulti vivevano di sussidi e le reti sociali per gli immigrati. Vivevano in attesa del ritorno a casa dei loro figli che, nel frattempo, sempre di più si staccavano dalla loro vita precedente.
E’ interessante il romanzo di Kati Hiekkapelto – ancora poco nota nel filone nordico – che si sofferma nei meandri dell’immigrazione che interessa qualsiasi paese, nessuno escluso.
Ma se l’immigrazione è un tasto dolente, lo è ancora di più il razzismo e l’intolleranza che il fenomeno genera, da qualsiasi paese provenga.
Così come si troverà ad affrontare in prima persona Anna, in un ambiente di lavoro nel quale si tollerano commenti piuttosto pesanti e al limite dell’esasperazione.
Ma la poliziotta saprà tenere testa ad ogni provocazione, anche se non riuscirà a mantenere lo stesso sangue freddo quando scoprirà che il caso della famiglia di Djar – la ragazzina immigrata del Kurdistan che aveva telefonato ai poliziotti per denunciare le minacce di morte che aveva ricevuto –  prende forma, dopo essersi esposta in prima persona facendo appostamenti sotto casa, non autorizzata dai suoi responsabili.
Il primo thriller della Hiekkapelto ha sicuramente i presupposti per sviluppare trame molto più coinvolgenti di questo, seppur il personaggio abbia molte potenzialità per spiccare il volo.
Forse questa trama non le rende giustizia, ma ha dato voce alle difficoltà di integrazione esistenti in ogni paese, nel quale non ci sia la ferma volontà di tutti a collaborare.
E’ una realtà romanzata, quella dell’autrice, nella quale ha saputo sapientemente dosare gli ingredienti creando un giusto equilibrio fra il thriller e la denuncia.
Romanzo apprezzabile.


La scrittrice:
Kati Hiekkapelto è una scrittrice e artista finlandese. Vive sull’isola di Hailuoto, Finlandia.