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Contorni di Noir | November 20, 2017

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Herman Koch – Caro Signor M.

| On 22, Mag 2015

caro_signor_m_02_2_Herman Koch (1953) è noto come autore televisivo, giornalista e romanziere. All’esordio Red ons, Maria Montanelli (1989) sono seguiti Eten met Emma (2000) e Denken aan Bruce Kennedy (2005). Con La cena (Neri Pozza 2010, BEAT 2011), Villetta con piscina (Neri Pozza 2011, BEAT 2013) e Odessa Star (Neri Pozza 2014) ha ottenuto uno straordinario successo internazionale.

Noi di Contorni di noir amiamo questo autore, tanto da aver letto due dei tre romanzi tradotti in Italia da Neri Pozza, dei quali abbiamo apprezzato stile e argomenti. Herman Koch nelle sue opere punta il dito sulle debolezze degli uomini, in tutte le sue forme. A ciò che non si dice, ma si pensa. Al lato bianco e al lato nero. “Dovevo recitare la parte dell’uomo comprensivo, fingere un interesse genuino, perché solo l’uomo comprensivo avrebbe ottenuto ciò di cui aveva diritto.” 
Lo scrittore ha descritto le fragilità della famiglia e i delicati equilibri che la sostengono, focalizzando l’attenzione sui doveri di un genitore nei confronti dei figli, così come di un medico nei confronti dei suoi pazienti.

Per questo diamo notizia dell’uscita del romanzo Caro Signor M., sempre per Neri Pozza, curiosi di leggerne il contenuto e del quale vi riportiamo la trama:

Il signor M. è uno scrittore che può al massimo produrre libri non privi di meriti, come si suole dire degli autori mediocri. Ha una moglie giovane e avvenente che indossa scarpe da ginnastica bianche, magliette bianche e jeans, e al cui cospetto lui appare cosí avanti negli anni, rigido e legnoso com’è. Il signor M. probabilmente non si cura piú di tanto del suo corpo, che però, con tutte le sue pieghe e le sue rughe, annuncia già il prossimo futuro in cui cesserà di esistere. Ha scritto un libro di grande successo, Resa dei conti, l’unico suo basato su fatti realmente accaduti, ma ignora che, proprio in virtú di quell’opera, è spiato, osservato, misurato nei suoi passi, scrutato nei suoi gesti. Non sa che qualcuno gli rinfrescherà la memoria sugli eventi da lui narrati, cominciando da quel giorno di molti anni addietro in cui, al seguito di una strana moria di insegnanti, Jan Landzaat, il professore piú amato di tutti al liceo Spinoza, scomparve. Viso sempre abbronzato e giovanile, Landzaat faceva ridere e arrossire le ragazze. Innanzi tutto, Laura Domènech che gli si concesse per una breve, intensa, burrascosa storia, prima di gettarsi tra le braccia del giovane Herman, suo coetaneo. Quando la ragazza l’abbandonò, Landzaat cercò di comportarsi come se nulla fosse, ma sul suo viso apparvero i chiari segni del tracollo. Il colore della pelle passò dal marrone al giallo, gli occhi si cerchiarono di rosso e certe mattine, durante la sua ora, l’odore di alcol arrivava fino alle ultime file di banchi.
Il professore sparí il giorno in cui si recò, col suo Maggiolino color crema, a Terhofstede, dove c’era una casetta dei genitori di Laura, e dove la ragazza e Herman si erano rifugiati prima di partire per le vacanze di Natale. Svaní letteralmente nel nulla. Di lui non restò alcunché, nemmeno il corpo, soltanto una foto ingiallita appesa nell’aula di storia e lí dimenticata. In Resa dei conti, il libro cui deve tutte le sue fortune, il signor M. non ha esitato a indicare i presunti colpevoli della scomparsa di Landzaat.
Ora, però, c’è qualcuno che non esita a chiamare lui alla resa dei conti finale. Tra flashback rivelatori, false piste e colpi di scena ad alta tensione, l’autore della Cena costruisce un romanzo accattivante che non risparmia niente e nessuno. Un gioco di specchi in cui tutti i personaggi sembrano essere ad un tempo innocenti e colpevoli.

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