Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | February 20, 2018

Torna su

Alto

La stagione degli innocenti – Samuel Bjørk

| On 31, Mag 2015

Editore Longanesi – Collana La Gaja Scienza
Anno 2015
Genere Thriller
490 pagine – Brossura con alette
Titolo originale: Det henger en engel alene i skogen
Traduzione di Ingrid Basso


11081361_844734145574296_7872616861025357892_nPomeriggio domenicale. Sto recuperando dopo un sabato trascorso al Salone di Torino e spulcio gli acquisti complusivi che ho fatto. D’un tratto la Marcia di Radetzky buca il silenzio postprandiale. “Ciao C. come va?” rispondo garrulo. “Ciccio, quando hai finito di bearti d’aver fatto il cascamorto con la Lackberg, ci sarebbe da fare” replica il mio boss. “Certo, C. Cosa devo leggere?” dico con uno strano falsetto. “Il libro che ti ho messo nel sacchetto azzurro”. “Quale sacchetto azzurro, scusa?”. “Quello sotto la scrivania”. Guardo attonito. Sotto la scrivania dello studio c’è appunto un sacchetto azzurro che mostra il suo contenuto. Sono totalmente stranito dato che non so come ci sia arrivato lì, quel sacchetto. “Che libro è?” chiedo. “É un nuovo giallo nordico, un norvegese, quelli che piacciono a te. Buona lettura”. Allungo la mano mentre chiudo la comunicazione ed estraggo il libro. La copertina mi piace. Il titolo un po’ meno, ma non si può avere tutto. Poi mi metto a leggere, come m’ha detto il mio boss. Ecco.

Frode Sander Øien. Un nome che dubito vi faccia dire “ah, certo, come no!”. Ecco chi è Samuel Biørk ed ecco spiegato un po’ anche il clamore di questo “caso letterario”. Øien è un romanziere, drammaturgo e cantante norvegese con una già cospicua carriera alle spalle. Ergo, mi spiego un romanzo così sicuro e fiducioso e un successo di questa portata visto che si tratta di uno scrittore che ha messo in scena il suo primo spettacolo teatrale a ventun anni, ha scritto due tra i più noti libri in Norvegia, tradotto Shakespeare e preso parte a ben due gruppi musicali con un discreto seguito e successo in patria. Ma andiamo oltre.

Øien/Biørk ha imparato bene la lezione del giallo/thriller nordico e ha condito in modo egregio il suo esordio in questo ambito: personaggi imperfetti, violenza, grinta e una buona dose di suspance. Sempre a seguito di un topos del giallo nordico i nostri personaggi vengono introdotti a ogni nuovo capitolo e ben presto iniziamo a tirare i fili che sottilmente li legano. Protagonisti sono due antitetici elementi: Mia e Hogler. Mia ricorda molto la Rebecka Martinsson di Åsa Larsson: schiva, distante, ma dotata di un intuito fuori dal comune. É per causa sua che l’unità speciale di cui faceva parte ora non è più e lei si è ritirata su un’isola sperduta e sta pianificando con estrema lucidità il suo suicidio . Hogler, suo capo nell’unità, è stato ricollocato in una comunità più piccola e solitaria ed è livellato da una depressione dovuta ad un divorzio, ad una figlia che lo tiene alla distanza e ad una madre in una casa di riposo: l’unica gioia è la sua nipotina di sei anni.

Come la tradizione – possiamo già chiamarla così – ci ha insegnato, ecco che accade il fatto scatenante che porta al ricongiungimento forzato della squadra speciale e ributta tutti quanti, vecchi e nuovi, nel gorgo che il male ha evocato. Veniamo così calati nelle varie trame e sottotrame, punti di vista di bambini e giornalisti, sette religiose e malattia mentale. Non vi dico assolutamente nient’altro. La trama è ricca, potente, vitale, complessa e l’esperienza letteraria pregressa di Øien/Biørk lo aiuta a non perdersi via.
Tanti colpi di scena tra cui quello fondamentale vi terranno in un costante stato di disagio. Ed è lì il suo bello. Ah, vista la tradizione conclamata di cui sopra, aspettatevi di certo un seguito con Mia e Hogler.

Ultimissimo: nella mia donchisciottesca lotta contro i titoli dei libri a capocchia, anche in questo caso abbiamo perso un’occasione. Il titolo originale è Det henger en engel alene i skogen che di per sé sarebbe già carino: “Ha appeso un angelo da solo nel bosco” (ok, lunghetto, ma riproducibile tipo “L’angelo appeso nel bosco”. Gli inglesi lo hanno tradotto “I’m Travel Alone”, calzante, lo capirete leggendo) e ci sta. Quello italiano è altrove. Vabbè. Ciao.

Michele Finelli


Lo scrittore:
Samuel Bjørk è lo pseudonimo di Frode Sander Øien, poliedrico artista norvegese. Autore di pièce teatrali, musicista e cantautore, ha tradotto alcune delle opere di Shakespeare. Vive a Oslo.