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Contorni di Noir | September 25, 2017

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L’Antiesorcista – Paolo Grugni

| On 13, Giu 2015

Editore Novecento Editore / Collana: Calibro 9
Anno 2015
Genere Noir Meta-Politico
227 pagine – Ebook


copertina Antiesorcista copiaRecentemente, in un’altra occasione, mi ero attardato a spiegare che le recensioni si possono distinguere in due grandi gruppi: quelle facili e quelle difficili. Le prime sono quelle che nascono in modo naturale a seguito di libri belli, interessanti, che quasi spingono a voler condividere con altri appassionati lettori quanto appena terminato. Le altre sono quelle legati ai libri che non ci sono piaciuti e per i quali è fin troppo semplice liquidarli con un giudizio secco e negativo. Bene, qui siamo decisamente in questo secondo gruppo, e non mi posso, infatti, soffermare solo sulla soglia del mio giudizio, ma – come è buona norma – è necessario articolarlo, cercando di contenere la mia indole che tende spesso ad agire in modo “definitivo” ed epurativo (esorcistico? ndr); quindi, partiamo dal principio.

Parafrasando un noto libro di divulgazione religiosa, in principio era il titolo. Sì lo so, sono bolso e ritrito sulla questione “titoli dei libri”, ma sono spesso lo specchio di come una casa editrice gestisce i suoi lettori, ammannendo termini che nulla hanno a che vedere con il contesto, ma che hanno indubbia presa visuale. Posso capirlo, anche se non me lo spiego, nel caso dei libri stranieri; ci leggo una diretta volontà nel caso dei libri nostrani. Il titolo in questione ha un che di film di Mario Bava, un titolo che punta su un immaginario generalista e che subito crea curiosità. Il nome di Grugni al sottoscritto è completamente estraneo, ma ho come l’impressione che per quelli come me a cui lo scrittore è ignoto sia indirizzato il corsivo di Alan D. Altieri che viene riportato in copertina, quasi una sorta di “rafforzativo” indiretto: tu magari non lo conosci, ma Altieri sì.

Stante il comunicato stampa che ho ricevuto contestualmente all’ebook, dovrei avere per le mani un libro che, utilizzando il medium del noir, attacca in modo diretto l’istituzione degli esorcisti e Santa Romana Chiesa, un libro che finalmente mette a nudo tutte le ipocrisie di tale istituzione, dimostrando come l’esorcismo altro non sia se non prendersi gioco della credulità altrui al solo fine di poterla manipolare. Ho quindi, davanti a me, il libro che viene descritto quale “accusa contro la Chiesa e le sue malefatte storiche recenti”: in realtà quello che ho letto è ciò che Shakespeare avrebbe definito “much ado about nothing“. Vediamo perché.

Josh Maine è un giovane diplomatico statunitense di base a Roma, nella Santa Sede. Sotto mentite spoglie è un “ripulitore” di esorcisti. Con sistematicità, infatti,  scova ed elimina ognuno di questi personaggi nonché i cialtroni che si spacciano per tali e utilizzano la credulità popolare per controllare le menti dei più deboli e manovrarli a loro piacimento. Maine si oppone ad una struttura occulta ecclesiastica nota come Rinascita il cui direttorio pare essere in grado di regolare la vita dell’intero mondo. Al protagonista, di fantasia, si affiancano altrettanti figure i cui nomi distorti sono però facilmente identificabili in personaggi noti e conosciuti. Dopo le prime dieci pagine sapete già come saranno le successive 217.

Grugni denota fin dal principio uno stile pseudo-pulp, ma scevro della schiettezza del pulp: è una sorta di veste, ma se andiamo nel dettaglio notiamo come non ci sia continuità né coesione: l’incedere degli eventi è erratico, i personaggi sono caratterizzati utilizzando strutture fin troppo note a chi ha dimestichezza con il genere sci-fi e fin troppo semplici, per non dire ordinari. Il fantasma di Altieri – evocato dal riscontro di copertina – sembra, in alcuni tratti, ben più di un semplice fantasma, ma anche in questo caso non assume contorni definiti restando per lo più laterale; i personaggi esprimono digressioni intimistiche minimali e non coinvolgono come invece capita, ad esempio, con un altieriano (passatemi il neologismo) Wulfgar.
A sostegno dei momenti meno coinvolgenti arriva, immancabile, il sesso. Alla fine delle duecento-ventisette pagine la presunta denuncia si mostra per quello che è: una lancia spuntata, un mero spauracchio da sbandierare in un comunicato stampa, ma che poi non si sostanzia, rimanendo inespresso.

Ho letto il libro in meno di tre ore e non v’ho trovato nulla di critico o problematico e schietto nei confronti del mondo ecclesiastico degli esorcisti. Non ho trovato critica sociale, non ho trovato pathos. Ho trovato un autore che ha avuto senza dubbio una bella idea, ma sulla quale ha ancora molto da lavorare. Speriamo in una prossima volta.

Michele Finelli


Lo scrittore:
Paolo Grugni è nato a Milano nel 1962. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra i quali Let it be (Mondadori, 2004; Alacran, 2006; Jackson Libri, 2008; Giallo Mondadori, 2009), Mondoserpente(Alacran, 2006; Giallo Mondadori, 2010), Aiutami (Barbera, 2008), eL’odore acido di quei giorni (Laurana 2011). Il suo racconto 12/9 è apparso nella raccolta Anime nere reloaded (Mondadori, 2008).