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Contorni di Noir | February 20, 2018

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T. R. Richmond – Tutto ciò che resta

| On 23, Giu 2015

Editore Longanesi / Collana La Gaja scienza
Anno 2015
Genere Thriller
392 pagine – ebook
Traduzione di Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai

Tutto ciò che resta_grandeInizierò questa recensione al contrario, ovvero partendo dalle impressioni e dalle sensazioni che questo libro mi ha lasciato, nelle quali io per prima devo mettere ordine. All’inizio della lettura ne ero entusiasta, lo stile è moderno e originale, più che un romanzo sembra un dossier investigativo, una raccolta di lettere, emails, pagine di diario, articoli di giornali, messaggi sui social networks, sms, tanti documenti in ordine temporale sparso che poco a poco raccontano una storia.
La trama non appare quindi lineare, i punti di vista e di conseguenza gli stili di scrittura cambiano a seconda di chi sia il narratore, e ognuno di essi ci fornisce dettagli più o meno veritieri, emozioni ed opinioni di tutti i soggetti coinvolti nella storia. Questo espediente narrativo rende innegabilmente il romanzo originale e molto attuale, ma ha reso anche la lettura dello stesso a tratti ostica e più impegnativa di quanto normalmente un romanzo mi richieda.
La sensazione è che l’autore abbia voluto compiere un esercizio di stile e che alla fine sia più interessato alle onnipresenti digressioni antropologiche/sociologiche che alla storia in sé.

Ma veniamo ai fatti.

Il corpo di Alice Salmon, 26 anni, viene ripescato dal fiume a Southampton il 5 febbraio 2012, subito il tam tam della notizia si diffonde sul forum studentesco, tutti hanno qualcosa da commentare, qualcuno l’aveva conosciuta, era una ex studentessa ora giornalista.
La ragazza era ubriaca e fuori di sé nelle ore appena precedenti, resta quindi da capire se si tratta di un tragico incidente, di un omicidio o di un suicidio. Il Prof. Jeremy Cook, suo ex docente di antropologia, contro il parere di tutti decide di scrivere un libro nel quale raccontare la verità su Alice, esamina i suoi profili sui social media, interroga amici e familiari, raccoglie qualsiasi informazione mai pubblicata in rete o su carta, con il fine di renderle giustizia. Ma quale segreto nasconde il brillante antropologo?
E chi era veramente Alice? A quest’ultima domanda l’autore cerca di dare una risposta attraverso gli occhi, ma soprattutto la vita in rete di Luke, suo ex fidanzato che ha qualcosa da farsi perdonare e che forse ha la tendenza a perdere le staffe; di Megan sua migliore amica di sempre, ma inspiegabilmente assente poco prima della morte; di sua madre Elizabeth, che nasconde un segreto e dello stesso Cook.
Il profilo che ne esce è quello di una giovane donna qualsiasi, e se vogliamo allargare il paragone, di giovani londinesi, perennemente “stonati” e in cerca di visibilità, la cui filosofia è “Fanculo essere adulti, ubriachiamoci, andiamo da qualche parte a fare festa”, giovani i cui errori vengono spiattellati in rete e divengono quindi immortali, oggetto dei commenti e delle opinioni di chiunque.
Lo spiega bene Megan in questo passaggio “Per ogni persona che mi definisce carina ce n’è un’altra che sostiene il contrario, che interviene nelle chat in cui si parla di me come si parlerebbe della doppia recessione o del grado di pulizia delle tovaglie su TripAdvisor. Per uno che mi ritiene coraggiosa ce n’è un altro  che mi vede prostrata, leale oppure falsa, normale o stramba”.

Il finale non è propriamente un colpo di scena, ma rappresenta una buona chiusura, e se vogliamo non è nulla di moderno o attuale o “social”, solo una storia umana che si ripete, come direbbe il Prof. Cook.

In conclusione mi sento di consigliare la lettura di questo romanzo, ma vi avverto…..non si tratta di una lettura da spiaggia, o del classico giallo/noir, gli dovrete prestare attenzione. A tratti vi capiterà di pensare che sia geniale e subito dopo una banalità, proprio come è successo a me! Buona lettura.

Barbara Gambarini


Lo scrittore:
T.R. Richmond è lo pseudonimo scelto da un affermato giornalista che si è occupato di cultura su The Daily Telegraph, The Independent, Time Out, The Daily Express e The Bookseller. Dopo aver vissuto a Londra, Newcastle e Cardiff, ora vive nel Surrey con la moglie.