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Contorni di Noir | February 19, 2018

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R. Besola/A. Ferrari/F. Gallone -Il Colosso di corso Lodi. Mala & Fernet – Milano 1975

| On 07, Lug 2015

Editore Fratelli Frilli Editori / Collana Tascabili Noir
Anno 2015
Genere Noir
190 pagine – rilegato con sovracopertina


il_colosso_di_corso_lodi_per_stampaQuattro le morti che fanno da sfondo alla storia, morti causate dall’utilizzo di bombe.
Verrebbe da pensare che gli omicidi siano frutto di lotte politiche, siamo nel pieno degli anni di piombo e l’utilizzo di ordigni esplosivi è più che naturale, le diverse fazioni politiche nelle loro cruenti lotte ne fanno spesso uso.
Per “Il Colosso di corso Lodi” non sarà questo il caso, c’è altro dietro gli omicidi.
Lo scoprirete arrivando all’epilogo finale, struggente e malinconico, ho letto gli ultimi due capitoli con il magone.
A portare avanti le indagini saranno il commissario Benito Malaspina, detto il Mala, che dalla sezione Politica è tornato alla Mobile, Venditti, agente scelto di Polizia, attendente di Malaspina, Dino Lazzati, detto Fernet, ex giornalista di cronaca nera del “Corriere della Sera” dirottato alla “Posta del Cuore”, informatore ed amico del Mala, Doriana Verner, giovane reporter investigativa, che ad un certo punto della storia farà il suo ingresso collaborando con il Fernet e dando un importante contributo per la ricerca della soluzione.
Mala e Venditti non potrebbero essere più diversi fra loro, ma la combinazione tra i due è ottima.
Non sono certo super eroi, ma persone normalissime che svolgono il loro lavoro con un gran senso del dovere.
Mala, oltre al suo lavoro, ha una moglie. Si amano molto e sono tenerissimi in quelle volte che vorrebbero esprimere certi sentimenti a parole, ma come spesso accade è un po’ complicato e allora si ricorre ai piccoli gesti, come ad esempio quando sua moglie per la ricorrenza del 19 marzo gli fa trovare sempre un regalo (la coppia non ha figli e non potrà averne)
Venditti è stato uno spasso, romano de’ Roma, spesso un elefante in una cristalleria, pane al pane vino al vino, parrebbe non fare una bellissima figura, nella realtà è un validissimo collaboratore.
Incantevoli i siparietti tra il Mala e Venditti.
Dino Lazzati è un ottimo giornalista di cronaca nera relegato alla Posta del Cuore, avrà modo di riscattarsi perché grazie anche alla sua collaborazione arriverà la risoluzione del mistero. Il suo riscatto non sarà solo lavorativo ma anche sentimentale grazie all’incontro con Doriana Verner che lo venera come giornalista e saprà apprezzarlo anche come persona. Come si dice, da cosa nasce cosa.
Il finale, che ovviamente non vi svelo, è estremamente struggente, lascia decisamente l’amaro in bocca, la sofferenza è equamente divisa tra chi piange le vittime e chi ha decretato la fine della vita delle stesse. Perdenti e vincenti neanche a parlarne, ma solo prede di un sistema balordo che in nome del Dio Denaro non si ferma davanti a nulla.
E’ sempre un piacere avere la possibilità di leggere storie così ben scritte, mai sopra le righe, con una trama ben strutturata, frutto di un pregiato lavoro di squadra. Deliziosa la combinazione tra i diversi aspetti della storia il cui argomento non è certo leggero, anzi, ma gli autori riescono ad incastrare perfettamente i lati più tristi con quelli meno tristi. Penso ad esempio alla partenza di alcuni capitoli con le definizioni da settimana enigmistica oppure al capitolo 16 + 1 ( chi dei tre autori sarà così scaramantico come il Fernet che ogni 17 del mese si chiude tutto il giorno all’interno di un bar di amici ?).
Avevo letto e recensito sempre per Contorni di noir “Operazione Rischiatutto”, ne avevo apprezzato tantissimo lo stile e speravo all’epoca di poter leggere un’altra storia nata dalle menti dei tre autori Besola, Ferrari e Gallone. Ciò è avvenuto e ne sono estremamente contenta.
La fine del capitolo 26 così recita “ Perché non conta in quanti leggano quello che scrivi. Conta quanto quello che scrivi tocca chi lo legge”.
Non so quanti abbiano già letto il libro e quanti lo leggeranno (spero tanti), ma posso affermare con tutta tranquillità che quello che è stato scritto e come è stato scritto mi ha toccato.

Cecilia Dilorenzo


Besola/Ferrari/Gallone sono un trio ormai consolidato: per Fratelli Frilli Editori hanno pubblicato Operazione Madonnina – Milano 1973 (2013) e Operazione Rischiatutto – Milano 1974 (2014), e durante le loro riunioni al bar hanno fondato il festival MILANO CALIBRO NOIR, scritto racconti per varie antologie e partecipato attivamente a parecchie faccende, spesso con la complicità di Luca Crovi.
Riccardo Besola, classe 1974, si occupa di pubblicità. Ha scritto i racconti di Nera La Notte (RaiEri 2012) con cui ha vinto il premio NarreRai, e per i tipi di Eclissi ha pubblicato: Piombo (2011), Mala Femmina (2012), Al Bar con le Ragazze (2014). Andrea Ferrari è nato nel 1977 e lavora come responsabile di un centro anziani e centro giovani del Comune di Milano. È laureato in Lingue e Letterature Scandinave (Norvegese).
Con Eclissi sono usciti tutti i suoi romanzi “noir” con protagonista il detective privato Andrea Brandelli: Milano A. Brandelli (2007), Bravo Brandelli (2008). Milano Muta (2009), Divorzio Alla Milanese (2011) e Il Fiordo Di Milano (2014). Francesco Gallone, classe 1978, vende fiori finti al mercato. Per Eclissi ha pubblicato Milano è un’Arma (Premio Belgioioso Giallo 2008), La Metropoli Stanca (2009), Lapidi d’Asfalto (2012), Un Perfetto Nessuno (2014).
Per Milanonera Milano Corri o Muori (2012). Con Andrea Ferrari ha fondato il movimento letterario degli Inadeguabili.