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Contorni di Noir | February 23, 2018

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Hans Tuzzi – La figlia più bella

| On 14, Set 2015

Editore Bollati Boringhieri Collana Varianti
Anno 2015
Genere Giallo
158 pagine – brossura

Tuzzi_La figlia cop.inddPrimo mio “incontro” con questo autore di cui non avevo letto ancora nulla, ma ne avevo l’intenzione ( infatti ho lì pronto nella pila –infinita!- dei libri da leggere, il suo romanzo L’ora incerta fra il cane e il lupo).
Hans Tuzzi è lo pseudonimo di Adriano Bon.
Incontro non facile, e cercherò di spiegarne i motivi.
La storia è da noir mediterraneo; tranquilla, senza violenze e colpi di scena.
Sono generi che amo; pur spaziando in ogni genere di lettura, trovo rilassanti questi romanzi di casa nostra. Ho scritto “romanzi”, proprio perché a me questo non è sembrato un giallo, anche se penso ne avesse le intenzioni.
La vicenda si svolge nel 1968, durante i mondiali di calcio. Ad Abbiategrasso una bella ragazza, di famiglia contadina, viene trovata uccisa, affogata con la testa sott’acqua in una roggia. Nessuna violenza sessuale, nessun sospettato particolare; i familiari e vicini, anzi, hanno buoni alibi.
L’indagine viene affidata al commissario Melis, già precedente protagonista di alcuni gialli di Hans Tuzzi.
Le ricerche del colpevole avanzano a tentoni, data la situazione; gli inquirenti vengono a contatto con nomi importanti della zona, personaggi dall’apparenza irreprensibile, ma che tutti nascondono scheletri negli armadi o vizietti vari.
Qualche lettera anonima getta sulla ragazza ombre ambigue; ambizioni di carriera cinematografica, frequentazioni di personaggi dalla vita non proprio limpida. Il commissario Melis, spesso consultandosi con la colta moglie,comincia a maturare la convinzione che alla fine non sia necessario andare molto lontano, ma che la soluzione del caso sia da cercare vicino alla famiglia.
Sarà così?
Ai lettori la scoperta.
Che dire? Nel complesso il romanzo non mi è dispiaciuto; ho trovato anzi molti passaggi interessanti, con osservazioni argute o amare di costume.
“Cimiteri, carciri e spitali, na petra ognuno ci avemu a purtari. Questo è un siciliano semplice da capire, no? Quasi il verso di un’epopea tragica a cantare la precarietà che il povero sente incombere sulla propria vita, più che mai, nel Meridione, soggetta all’arbitrio dei prepotenti, all’assoluta indigenza dei soccorsi nella malattia, alla durezza animale del lavoro,un faticare che porta a morte precoce. Ma in questa sentenza la saggezza popolare intuiva anche la solitudine della condizione umana nelle sue prove più comuni e difficili”.

Brevi frasi che dicono una storia intera: ”Quell’uomo era la prova che il dolore, come la vecchiaia, non porta nessuna saggezza: porta soltanto sé stesso”.
Il motivo per cui ho dichiarato questo incontro non facile, è stato doppio.
Innanzitutto, non considero, da lettrice compulsiva di gialli, un giallo, questo romanzo che di giallo ha ben poco. Poco importa che non ci siano suspence o colpi di scena; se l’indagine porta a graduali scoperte, tasselli che si sistemano uno dopo l’altro e che fanno intravvedere a poco a poco una soluzione , si può gustare comunque una storia.
Ma qui ci troviamo di fronte ad un romanzo.. coltissimo, tutto fiorito di citazioni latine , di nomi, di opere..che mi hanno spesso sviata dal nucleo della storia stessa! E questo è il secondo motivo delle mie perplessità.
Chi proviene da studi classici o ( come me) è stata un’appassionata traduttrice di latino, può apprezzare e cimentarsi a collegare tutto questo ben di Dio alla storia in corso; per un comune mortale, lettore medio, la vedo assai dura!
Consigliato perciò solo a chi pensa di saper affrontare un romanzo da intellettuali, amanti delle citazioni colte. Io stessa, quando sarà il momento di leggere L’ora incerta fra il cane e il lupo, lo affronterò con uno spirito completamente diverso…non con il rilassato gusto per i comuni gialli, ma attenta, pronta a capire, tradurre, interpretare.
Considerato da questo punto di vista,questo romanzo è un’opera eccellente.

Rosy Volta


Lo scrittore:
Hans Tuzzi è l’apprezzato autore – oltre che di saggi sulla storia del libro e sul suo mercato antiquario e dei romanzi Vanagloria (2012) e Il Trio dell’arciduca (2014) – dei celebri gialli che hanno come protagonista il commissario Melis: Il Maestro della Testa sfondata (2002), Perché Yellow non correrà (2005). Gli ultimi sei, La morte segue i magi (2009), L’ora incerta fra il cane e il lupo (2010), Un posto sbagliato per morire (2011), Il principe dei gigli, Casta Diva e Fuorché l’onore (2012, 2013, 2015: già apparsi in Tre delitti, un’estate, 2005), Un enigma dal passato (2013) sono tutti pubblicati da Bollati Boringhieri.