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Contorni di Noir | February 24, 2018

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Simon Beckett – Il rifugio

| On 01, Set 2015

Editore Bompiani / Collana Narratori stranieri
Anno 2015
Genere Thriller
410 pagine – brossura
Traduzione di A. Silvestri

6339945Leggendo il quarto di copertina ci si immagina una storia simile a “Misery non deve morire”: niente di più sbagliato! Come in molti romanzi anche in questo la sinossi proposta dalla casa editrice è fuorviante. Siamo anche lontani dalle tematiche della prima opera dell’autore inglese che tanto mi avevano entusiasmato.
In questo ultimo romanzo Simon Beckett propone una storia che temporalmente inizia a Londra per poi proseguìre nell’assolata e quasi deserta campagna francese, la narrazione tuttavia procede spostandosi da uno scenario all’altro, scenari che non potrebbero essere più distanti tra loro.
La frenetica Londra dove un gruppo di amici squattrinati tira a campare facendo chi il barista, chi l’insegnante precario. Appassionati di cinema discutono di Nouvelle Vaugue, di Tarantino, di Nickolson, di Kurosawa.Tra loro ci sono Sean e la sua compagna Chloe che sogna di sfondare come pittrice, un passato di dipendenza dalla droga ora dimenticato.
Avete capito: sono giovani, spensierati, pieni di aspettative e si divertono. Lasciata Londra ritroviamo Sean vagare, sotto il sole picco, su strade secondarie della campagna francese. Sono così poche le auto che transitano che l’autostop non l’aiuta più di quel tanto. Per nascondersi da una volante della polizia (il motivo lo si scoprirà alla fine) si addentra nel bosco dove lo attende una tagliola che gli ferisce gravemente un piede.
Entriamo così in un altro ambiente:  una fattoria molto grande, isolata e in parte fatiscente, un trattore fermo coperto dalla polvere, sacchi di cemento indurito e inutilizzabile sparsi qua e là, un ponteggio dall’aspetto poco rassicurante. L’unica attività che sembra svolgersi in questa strana fattoria è un piccolo allevamento di maiali.
Vi abitano una giovane madre, Mathilde, sua sorella minore Gretchen, il piccolo Michel, l’imperscrutabile aiutante Georges, il dispotico e violento Arnaud, padre delle due sorelle, e la simpatica cagnetta Lulu. Il tempo sembra non trascorrere, la guarigione di Sean, curato da Mathilde, è lenta, ma costante. Sean, in cambio di vitto e alloggio, accetta di riparare i fragili muri, fragilità che si contrappone all’impenetrabile e duro carattere dei personaggi, i giorni proseguono tutti uguali, nessuna suspense per quasi tutto il romanzo.
Nonostante ciò il lettore viene catturato dalla trama e inizia a viverla. È accanto a Sean quando a fatica solleva le pietre per riparare una parete della casa, è vicino a Mathilde quando lei cura le ferite di Sean, vorrebbe dire alla diciottenne Gretchen di non stuzzicare Sean, vorrebbe urlare ad Arnaud che non può comportarsi da padre padrone.
La bravura dì Beckett è stata quella di centrare appieno la psicologia dei personaggi, caratterizzarli in modo egregio e trovare loro il giusto ruolo nella storia. La tensione, prima assopita, si impenna improvvisamente nel tragico finale, ma non aspettatevi il classico thriller con cadaveri sepolti nella fattoria scoperti dal fiuto di Lulù.
Un finale che lascia l’amaro in bocca, tanta tristezza, nessun vincitore, né al di qua né al di là della Manica, nessun eroe, tanta compassione.
Sean riscattati i suoi errori proseguirà, come un vagabondo errante, il suo cammino sulla strada, ora bagnata dalla pioggia, insieme a Lulu.

Aurelio


Lo scrittore:
Simon Beckett è giornalista freelance e scrive per diversi quotidiani. Della serie dedicata all’antropologo forense David Hunter sono disponibili nei Tascabili Bompiani La chimica della morte, Scritto nelle ossa, I sussurri della morte e La voce dei morti. I romanzi dedicati a David Hunter hanno venduto oltre cinque milioni di copie nel mondo e sono tradotti in ventisette lingue. Attualmente è lo scrittore inglese più venduto in Europa.