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Contorni di Noir | February 21, 2018

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Gianni Simoni – La scomparsa di De Paoli

| On 20, Ott 2015

Editore Tea Collana Narrativa
Anno 2015
Genere Thriller/Giallo
228 pagine – rilegato

9788850239603_la_scomparsa_di_de_paoliGianni Simoni è ormai per me un vecchio amico.

Dal giorno di alcuni anni fa , in cui lo ascoltai ed ebbi modo di conoscerlo al Festival del Giallo di Genova, e lessi il (per me) primo romanzo “Lo specchio del barbiere”, divenni una sua  fan a vita!

Quando poi, in seguito, Simoni ha “creato” anche il personaggio del  tormentato Commissario Lucchesi, l’audience da parte mia è ulteriormente salita. Ma leggo con piacere anche le storie dei vecchi, cari Petri e Miceli, che sono ormai anch’essi amici di  famiglia.

Ecco dunque la loro ultima avventura, che li vede particolarmente coinvolti, in quanto la vittima è proprio un caro amico dell’ex giudice Petri.

Il Dottor de Paoli, scomparso da alcuni giorni, viene infatti ritrovato  in un fosso di periferia, mangiato dai topi, ma, come risulta dall’autopsia, sicuramente morto ammazzato. Era un uomo buono, generoso e disponibile, e soprattutto dalla vita limpida: chi può avere compiuto un simile gesto?

Quando Petri, dopo avere  cercato invano l’amico, scopre che quel cadavere è proprio di De Paoli, dopo un primo moto di sgomento e di dolore, viene assalito dall’indignazione e soprattutto dal bisogno di fare chiarezza sulla vicenda. E, aiutato dal suo fido Miceli, inizia un’indagine personale.

Raccontare le varie fasi della vicenda credo sia superfluo, perché è bello proprio procedere passo a passo con i nostri due investigatori  e stupire, addolorarsi, gioire per un successo con loro. Perché, che sarà un successo è scontato: nonostante il rimpianto per l’amico, la rabbia per la morte tragica, almeno avranno la soddisfazione di arrivare a scrivere la parola Fine alla storia, coronandola con un successo!

Che cosa mi piace di questi romanzi? Mi piacciono molti aspetti.

Innanzitutto, l’ambientazione, in una Brescia  che non conosco, ma che scopro a poco a poco attraverso le descrizioni dell’autore, che conosce profondamente questa città, e la ama, si sente in ogni riga.

Poi, le vicende familiari dei due protagonisti.

In questo romanzo sono poste più in evidenza quelle dell’ex giudice Petri: i suoi battibecchi con la moglie, i  frequenti momenti di tenerezza (per essere un pensionato un po’ acciaccato è  assai arzillo!), le discussioni impegnate, le sue lotte interiori per .ridurre le sigarette o i bicchieri di Traminer.

Anche questo, come  tutti gli altri romanzi, non è un thriller nel vero senso della parola, ma un giallo nostrano di qualità.

Gianni Simoni sa scrivere, e ce ne dà dimostrazione ad ogni nuovo lavoro, con storie ben costruite, scritte con un linguaggio pulito e scorrevole.

Infine, mi piace pensare che il personaggio Petri rispecchi in fondo lo scrittore Simoni, ex magistrato, e che, anche se arricchito di particolari o di vicende fantasiose, lo scrittore ami raccontare l’ambiente in cui ha operato per una vita e che conosce così bene.

Tutti questi elementi insieme rendono piacevolissima la lettura del romanzo.

Ci si augura che , tra un bicchiere di buon “bianco” ed una fumatina di sigaretta (ma, mi raccomando! Che non abbia in vista la scritta: Il fumo uccide! Al massimo :il fumo è nocivo durante la gravidanza – che agli uomini non riguarda) ci si augura –ripeto- di leggere quanto prima una nuova avventura dei nostri due eroi.

Rosy Volta


Lo scrittore
Gianni Simoni, ex magistrato, ha condotto quale giudice istruttore indagini in materia di criminalità organizzata, di eversione nera e di terrorismo. Con Garzanti ha pubblicato Il caffè di Sindona, in collaborazione con Giuliano Turone. Nelle edizioni TEA son pubblicati I casi di Petri e Miceli e Le indagini del commissario Lucchesi.