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Contorni di Noir | February 24, 2018

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S. J. Watson – Io non ti conosco

| On 18, Ott 2015

Editore Piemme Collana Narrativa
Anno 2015
Genere Thriller
447 pagine – ebook
Traduzione di S. Travagli

566-1799-3_005b7f2f6b31244bb282a0f0ef621a1cUna delle tecniche adottate da alcuni scrittori di thriller (e non solo) è quella di far narrare, in prima persona, la storia da uno dei personaggi. Questo dovrebbe suscitare nel lettore una naturale simpatia nei confronti del personaggio debole, perché non ci si preoccupa delle sorti di chi racconta: il lettore sa che, chi descrive gli avvenimenti, in qualche modo sopravviverà, almeno dal punto di vista fisico, agli eventi per quanto tragici possano essere.

Questa regola è clamorosamente smentita in questo romanzo: Julia, la narratrice, è l’unico personaggio debole tra tutti quelli che appaiono nel libro, ma non è riuscita ad entrare nel mio cuore. Julia è troppo debole, troppo ingenua, troppo indecisa, troppo incostante, troppo arrendevole, troppo fiduciosa verso gli altri. Continua a fare errori di valutazione e l’autocritica, che di tanto in tanto c’è, non le fa aprire gli occhi, se ne renderà conto nell’epilogo, forse troppo tardi.

Il fatto che Julia sia un’ex alcolista, colpita duramente dalla tragica morte della sorella, con il desiderio spasmodico di scoprire chi ha ucciso Kate, non giustifica il suo comportamento irrazionale; tutto ciò può sì essere un’attenuante, ma non di più. Julia ha tutto per superare la crisi: un marito che le vuole bene e la lascia libera, un figlio adolescente che non crea particolari problemi, un’amica carissima sulla quale può fare affidamento, un lavoro creativo che la soddisfa, relazioni sociali con amici brillanti.

Da cacciatrice dell’assassino di Kate, Julia diventa facile preda nel “maledetto” mondo virtuale. Nella narrazione non ci sono “tempi morti” e, pur non essendo minimalista, si concentra sull’essenziale, così da risultare, almeno all’inizio, intensa e coinvolgente. Poi, come nel famoso venerdì nero di Wall Street, la linea che rappresenta la suspense scende in picchiata e le parole e le frasi scorrono con una lentezza al limite della sopportazione. Nei dialoghi, tra una frase e l’altra, la narratrice inserisce delle considerazioni sulla propria vita, su quella degli altri e sul proprio passato non sempre attinenti al tema della conversazione, perché Julia segue il corso dei suoi pensieri: ciò, in un primo momento, disorienta il lettore.

Il taglio introspettivo che l’autore ha voluto dare non funziona: Julia non può continuare a chiedersi  se fare o non fare una determinata azione, se il proprio comportamento sia giusto o sbagliato: «Julia, svegliati! Datti una mossa!»

L’interesse per la lettura, come è andato improvvisamente scemando, si fa di poi colpo interessante, il pathos è frenetico, i colpi di scena si accavallano e ci ritroviamo tutti insieme nel vicolo di Parigi dove Kate fu trovata morta. Il romanzo si salva in zona Cesarini e può avere, da parte mia, un giudizio medio.

Se l’intenzione di S. J. Watson era quella di lanciare un’accusa al mondo virtuale allora ha centrato in pieno il bersaglio: conoscenze virtuali, amici virtuali, sesso virtuale… Tutto questo, finché rimane nella tastiera e nel video, non provoca danni, ma quando il virtuale diventa realtà allora, il più delle volte, sono dolori anche seri. Posso capire che molti abbiano la voglia di confidarsi, che sentano la necessità di aprirsi con uno sconosciuto, di parlare dei propri segreti che non svelerebbero mai ad un amico o ad un’amica in carne e ossa, in fondo si risparmia il denaro delle sedute dall’analista. Bisogna però avere la capacità di scoprire l’inganno e sapersi fermare al momento giusto, purtroppo non tutti ne sono capaci e il mondo “virtuale” continuerà a mietere vittime reali.

Aurelio Morandi


Lo scrittore:
S. J. Watson, inglese, ha avuto un successo planetario con Non ti addormentare (Piemme, 2012), il romanzo d’esordio e bestseller internazionale, tradotto in tutto il mondo. Oggi ritorna con l’attesissimo secondo romanzo, Io non ti conosco, che sta incontrando eguale fortuna. Nato nelle Midlands, vive a Londra.