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Contorni di Noir | November 24, 2017

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Gilly MacMillan – 9 giorni

| On 17, Dic 2015

Editore Newton Compton Collana Nuova Narrativa Newton
Anno 2015
Genere Thriller
416 pagine – brossura
Traduzione di A. Leoncino A. e S. Ristori

9-giorni_6998_Come il Commissario Matthäi, nell’impareggiabile romanzo di Friedrich Dürrenmatt, non è riuscito a mantenere la promessa fatta ai genitori della bimba di sette anni, brutalizzata e uccisa in un bosco, così il detective James Clemo ha fallito nell’assicurare alla giustizia l’autore del rapimento di Benedict Finch, un bimbo di otto anni, scomparso mentre faceva una passeggiata nel bosco insieme alla madre. Non sarà lui a risolvere il caso, questo compito è lasciato ad un altro personaggio che dimostra di avere più sensibilità e perspicacia di Jim e non poteva che essere così.

I sensi di colpa porteranno Jim a soffrire di insonnia cronica e crisi di panico che solo una psicoterapia riuscirà, forse, a risolvere. Nonostante ciò Jim attira le simpatie dei lettori perché siamo stanchi di leggere di detective, di ispettori, di commissari che, pur con i loro innumerevoli difetti e vizi, riescono sempre a trovare il bandolo della matassa delle indagini che stanno conducendo. Come nella realtà anche “il poliziotto” dei romanzi è un essere umano che può sbagliare e fare errori di valutazione: la razionalità non sempre porta a dei risultati certi ed a volte è meglio affidarsi all’istinto e alle proprie intuizioni.

Un romanzo coinvolgente che si avvale di una tecnica narrativa non nuova, ma spesso vincente; ci sono due narratori interni: Rachel, la madre di Ben, e il detective Jim che si alternano nei capitoli nel raccontare quei drammatici nove giorni. Tutti gli avvenimenti vengono pertanto visti da due prospettive diverse ed è solo in questo modo che possiamo conoscere a fondo i vari personaggi: Nicky, la sorella di Rachel, John, il padre di Ben, Corinne Fraser, la detective capo, la signorina May, la maestra di Ben e tutti gli altri.

È  nei momenti drammatici, come può essere il rapimento di un bimbo, che emerge il vero carattere delle persone strettamente coinvolte; è come se venisse giù di colpo la maschera che si è indossata per nascondere i propri segreti, le proprie angosce, il proprio passato. Ed è proprio così che accade nel romanzo con Rachel che ha mentito per tutta la vita alla sorella; con Laura, la miglior amica di Rachel, che non sarà in grado di sostenerla fino in fondo; con Katrina, la seconda moglie di John, che risulterà molto affidabile e forte.

Viene alla luce anche la cattiveria delle persone, della gente comune. Questi infami vigliacchi che, facendosi scudo dell’anonimato, si scatenano sui blog accusando la madre di Ben di ogni nefandezza. È lo specchio, purtroppo, della società attuale: le persone coinvolte in gravi fatti di cronaca nera vengono messi in mostra come animali allo zoo nelle varie trasmissioni televisive e nei giornali, anche in quelli reputati “prestigiosi”.

È il piccolo Ben? Lui, con i suoi occhi azzurri, privato della sua “pezzetta”, senza il suo adorato compagno a quattro zampe Skittle e soprattutto privo del conforto dell’amore incondizionato dei genitori è sempre presente. Una presenza silenziosa che grida tutta la sua sofferenza, tutta la sua indignazione, tutto il suo dolore, un grido che arriva assordante fino al lettore che vive con angoscia, pagina per pagina, il dramma della scomparsa di Ben.

Aurelio Morandi


La scrittrice:
Cresciuta a Swindon, ha vissuto durante l’adolescenza nel nord della California. Ha studiato storia dell’arte alla Bristol University e poi al Courtauld Institute of Art di Londra. Ha lavorato al «The Burlington Magazine» e alla Hayward Gallery prima di mettere su famiglia. Da allora vive a Bristol con il marito e i loro tre figli. 9 giorni è il suo romanzo d’esordio. Per maggiori informazioni, visitate la sua pagina twitter.