Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | February 24, 2018

Torna su

Alto

Luigi Schettini – Qui giaccio

| On 20, Dic 2015

Editore Golem Collana Mondo
Anno 2015
Genere Thriller
154 pagine – ebook


copQui giaccio è il terzo romanzo del giovanissimo (ha 26 anni) autore romano Luigi Schettini, che segue I delitti del faro e Giallo zafferano.

Il medico legale di fama mondiale Tom Sermon, già protagonista dell’esordio letterario dell’autore, arriva a Roma per passare una vacanza con la famiglia. Suo malgrado, viene immediatamente coinvolto dalla polizia in un caso clamoroso: al cimitero del Verano, in una bara inserita nel loculo di una parlamentare recentemente defunta sorella di un cardinale assassinato diversi anni prima, viene trovata una donna imbalsamata viva, con gli occhi e la bocca cuciti e un verso del Canto del capraio di Nietsche sulla lingua (poesia che inizia con le parole “Qui giaccio”).

La storia si dipana con una serie di colpi di scena che portano a un finale sorprendente, impossibile da prevedere con i dati forniti durante la storia: ero convinto, a metà romanzo, di aver capito chi fosse l’assassino, e solamente nelle ultime pagine ho scoperto di avere torto.

Ma Qui giaccio ha a mio parere un difetto grave: la lingua. Sono molti, troppi i termini usati a sproposito, le concordanze mancate (cosa che un editor avrebbe dovuto notare), le frasi poco chiare. E non solo nei dialoghi, dove in certi contesti possono essere giustificabili. Inoltre, in certe occasioni alcuni personaggi tendono a… uscire dal personaggio, in un certo senso. Ne è esempio una durissima, vibrante invettiva lanciata da Maria, cugina e in questo caso assistente di Sermon, contro le sigarette elettroniche: la sua furia contro tali aggeggi è poco giustificata dalla storia e dal personaggio, e si ha l’impressione che l’autore abbia deciso di mettere le proprie opinioni nella bocca di Maria senza curarsi più di tanto di contestualizzarle né di adattarne la forma al personaggio in questione.

Questo detto la storia, che si svolge in una realtà leggermente diversa dalla nostra (basti solo il fatto che, in Qui giaccio, nel 1991 è stato eletto un nuovo Papa – e che un medico legale, professione solitamente piuttosto oscura, possa diventare tanto noto da avere giornalisti che lo fotografano mentre scende dall’aereo), è congegnata piuttosto bene.

Purtroppo, ciò che ho menzionato in precedenza mi ha impedito di godermi questa storia, e a un certo punto ho seriamente valutato la possibilità di non finire questo libro. Sono invece contento di aver continuato, però… diciamo che ritengo questo romanzo più bello da ricordare che da leggere.

Mi auguro che la prossima fatica letteraria di un autore come Schettini, capace di creare una storia tanto complessa, passi per le mani di un editor in grado di limarne i difetti mantenendone l’originalità.

Marco Piva-Dittrich


Lo scrittore:
Luigi Schettini nasce a Roma nel 1989. Oltre ad essere un valente giallista, nella vita è insegnante/coreografo hip-hop e attore. Grande cultore del cinema di Dario Argento e della letteratura horror e legal thriller di Stephen King e Patricia Cornwell, scrive storie da sempre e all’età di 17 anni da vita al suo primo romanzo. Pubblica “I delitti del faro” nel 2008 e “Giallo Zafferano” nel 2011. Nel 2015 l’editore GOLEM pubblica il suo nuovo inquietante thriller, “Qui Giaccio”, lo stesso romanzo che ha superato le selezioni per il programma Rai “Masterpiece”, dal quale è stato poi escluso poiché si richiedeva che l’autore fosse inedito.