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Contorni di Noir | June 27, 2017

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Marisa Salabelle – L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu

| On 22, Gen 2016

Editore Piemme Collana Narrativa
Anno 2015
Genere Thriller
224 pagine – brossura con alette


salabDopo una scorpacciata estiva a suon di uberpubblicazioni (cosucce da 800 e 700 pagine), eccomi qui con questo libretto. Attenzione, non prendete il termine come offensivo, era solo per confrontarne la dimensione. Se volessimo dar luogo ad un comune adagio che vuole che nelle botti piccole ci sia il vin migliore, in questo caso sarebbe azzeccatissimo. Salabelle mette in queste pagine tanta più voglia di scrivere e qualità di quanta ne abbia trovata nelle oltre 800 americane. Grazie. Non avendo alcuna invettiva da fare contro titoli a capocchia, vediamo di non perdere tempo e parliamo di questo bel romanzo.

Salabelle mi ha entusiasmato per tanti aspetti, non ultimo quello della scelta del percorso narrativo: due piani temporali che convivono in asincrona alternanza. Eravamo abituati a capitoli differenziati quando l’autore decide di condurre il suo racconto in due momenti storici diversi. Salabelle li fonde quasi a voler ricordare che quello che siamo ora è tale perché c’è stato un determinato passato.

Il ritmo di questo giallo è assolutamente godibile, fresco e attento: la storia ne giova per la messe di riferimenti alla tradizione pistoiese  attraverso richiami a fatti storici e politici nonché a luoghi ben precisi. Tutte queste informazioni, altro segnale di una buona maturità scrittoria, compaiono nel racconto in modo adeguato senza imbolsirlo o peggio frammentarlo.
Tutti i personaggi hanno un loro aspetto ben delinato e entrano ed escono dalla trama in modo ritmico e preciso facendo sì che tutto il racconto catalizzi la nostra attenzione fino alla fine.
Nomi, persone, luoghi che vediamo attraverso scene sempre molto nette, pulite, dalle quali si evince sempre che la colpa non è singola, ma di tutti, nessuno escluso. La realtà è ammannita nel suo aspetto più crudo e meno artificioso, con un fondo di cinismo che ho apprezzato molto sebbene mi abbia lasciato l’amaro in bocca constatarne l’idea molto negativa della realtà.

Salabelle ha un grande merito ai miei occhi: riesce, con piccoli accorgimenti sintattici a farci percepire le sonorità delle lingue – il dialetto sardo e la parlata pistoiese – senza per questo scadere nella caricatura che, con i dialetti e in particolar modo quello toscano, è sempre in agguato. Molto curata è anche la scelta dei nomi a partire dal cognome della protagonista quel “Caddozzu” che in sardo ha il significato di “sporcaccione” e che mette in seria difficoltà il padre di Efisia – insegnante e direttore didattico – tanto dal costringerlo a trasferirsi. La scelta di questo cognome è notevole perché permette a Salabelle di dare alla sua protagonista una sorta di doppiezza di cui il “Caddozzu” è marchio. Efisia, infatti, dimostra un carattere molto forte, addirittura duro, combattivo: lei fin da bambina ha sempre avuto bisogno di crearsi una corazza di difesa, ma ha poi sviluppato un altro da sé diametralmente opposto. Ha un potente spirito di sacrificio che fa si che si dedichi agli altri (il padre, gli alunni, il volontariato) pur covando una sorta di intolleranza verso gli stessi che cerca d’aiutare perché – errore in cui incorrono in molti – si aspetta una sorta di “ricompensa” da chi si aiuta e, quando questa non arriva, nasce un forte sentimento di rivalsa.

Ecco qui un’altra chicca: Salabelle ambienta il romanzo a Pistoia, un microcosmo che si dimostra specchio della nostra nazione. Convivono e si scontrano le paure, l’intolleranza verso il diverso o lo straniero, il razzismo, il finto buonismo, ma anche una grande generosità reale, una forte e costruita idea d’impegno sociale e politico.
Vi esorto a leggere questo esordio letterario perché è notevole e ben tracciato. Fatemi poi sapere se, come me, vi siete ritrovati alla fine con una strana sensazione: possiamo vedere tante apparenze e scoprire che la verità ha molti più volti di quanto crediamo anche se poi alla fine nessuno saprà mai dire quale sia quello… “vero”.

Michele Finelli


La scrittrice:
Marisa Salabelle è nata a Cagliari nel 1955 e vive a Pistoia dove insegna in un Istituto Tecnico. Questo è il suo romanzo d’esordio.