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Contorni di Noir | February 21, 2018

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Maurizio De Giovanni – Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone

| On 10, Gen 2016

Editore Einaudi Collana Stile Libero Big
Anno 2015
Genere Thriller
318 pagine – brossura

978885842135GRAA costo di risultare noiosa , vorrei fare alcune premesse al mio giudizio su questo romanzo.
Una: credo di essere stata la prima persona del mio paese ad averlo acquistato , il giorno in cui è stato in vendita (era ancora imballato)!
Due: Maurizio De Giovanni non mi delude mai, vado a colpo sicuro. Ed aggiungo: mi sorprende sempre.
Non solo mi incanta con il modo di scrivere assolutamente unico e poetico ma, Maurizio! Stavolta mi hai fatto anche piangere!

Ancora non ho deciso se preferisco le vicende di Ricciardi (il mitico Ricciardi) o quelle dei Bastardi, che secondo me, dopo una partenza in sordina, con Il metodo del coccodrillo, poi sono decollate potentemente  con i successivi romanzi.
Qui , in breve, si racconta una storia principale, quella della neonata – il cucciolo – trovata in un cassonetto della spazzatura, e della donna ucraina trovata subito dopo strangolata. Presto la squadra comprende il nesso fra i due fatti: la donna uccisa è la sfortunata madre della piccola.

I Bastardi, sempre in bilico tra la sopravvivenza del loro comando di Polizia o lo scioglimento, con l’incognita del futuro (chi li vorrebbe, altrimenti?), si gettano anima e corpo alla risoluzione della vicenda.
Intanto però incontriamo il buffo caso del cucciolo di cane –sempre cucciolo è – rapito , che il simpatico bullo Aragona è incaricato di trovare con avventure impreviste!
In questa ricerca canina ,è aiutato dal buon Pisanelli, stanco e malato, che trova come unica ragione di vita, ancora, la ricerca dell’assassino seriale ( secondo lui) di persone sole e depresse.

Pur nella tristezza di fondo, questa piccola storia collaterale alla vicenda principale è molto tenera e curiosa, non rivelo particolari, ma fremo nell’attesa di svolgimenti : troverà Pisanelli l’assassino? Chi ha letto i romanzi precedenti, sa bene a chi e che cosa io  mi riferisca.
Anche stavolta, le parti  con la parola ripetuta ( caratteristica del suo stile) sono struggenti; sono quelle che leggo e rileggo più volte, per trovare ogni volta qualche nuovo motivo di commozione.

Qui si parla di cuccioli, e la poesia la fa da padrona.
Cuccioli. Sono solo cuccioli.
Senza voce in capitolo. Senza nessuno che li ascolti.
Sono i più piccoli, portatori inconsapevoli del futuro e abbandonati nel presente.
Cuccioli soli, immersi nel buio dell’indifferenza. Piccole macchine perfette lasciate senza parole all’angolo della vita, in costante pericolo.
Cuccioli ammalati, pieni di composto, silente dolore.
Cuccioli straziati, cuccioli dell’amarezza e della sofferenza.
Cuccioli”.

De Giovanni mi sorprende ancora –eppure ormai posso affermare di conoscerlo bene – per il modo con cui “racconta” i sentimenti, con una profondità, un’introspezione degna dei migliori romanzieri trovando sempre le espressioni giuste, perfette per quella situazione.
E così accade che anche solo  per raccontare una domenica, lui usi queste parole:

”Avete presente la sera della domenica, no?
La conoscete quella sensazione di vuoto, quella piccola, latente frustrazione per un fine settimana passato troppo in fretta e troppo pieno di niente? Quell’immotivata malinconia, come se aveste dovuto incontrare una persona  che non avete incontrato? Quella strana, sottile sofferenza , senza ragione,  per qualcosa che sembra già finito prima di iniziare?
Avete presente la sera della domenica?”.

Sì , io l’ho ben presente, amico Maurizio, solo che non lo avrei saputo esprimere, se non avessi letto le tue righe. Mi succede così anche con le poesie (ne leggo molte): l’autore riesce a usare le parole giuste, quelle che tu senti dentro, ma non trovavi. E’ una qualità rara, caro De Giovanni.
Ultima considerazione, ma non meno importante, per me. Le vicende private dei vari personaggi del romanzo proseguono con alterne vicende, e mi tengono avvinta alla lettura, e mi fanno avvertire un senso di vuoto all’ultima pagina.
Ci sono però dei segnali che mi fanno  presagire  futuri svolgimenti, interessanti ed inaspettati (leggi: Romano soprannominato Hulk-  è lui che mi ha fatto piangere –  oppure Alex e la sua love story) ed io attendo!
Al di là della vicenda “gialla”, sono quelli che danno un senso a questi romanzi, che li arricchiscono, li rendono corposi .  Ed imperdibili.
Non posso aggiungere altro se non: promosso col massimo dei voti!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Maurizio de Giovanni nasce nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che comprende Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore e Anime di vetro. Nel 2012 esce per Mondadori Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa l’ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea e pubblicata da Einaudi Stile Libero (nel 2013 è uscito il secondo romanzo della serie, Buio, nel 2014 il terzo, Gelo, e nel 2015 il quarto, Cuccioli). Nel 2014, sempre per Einaudi Stile Libero, de Giovanni ha pubblicato anche l’antologia Giochi criminali (con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli). In questo libro appare per la prima volta il personaggio di Bianca Borgati, contessa Palmieri di Roccaspina, sviluppato in Anime di vetro. Nel 2015 è uscito per Rizzoli il romanzo Il resto della settimana.
Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.