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Contorni di Noir | June 27, 2017

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Michele Catozzi – Acqua morta

| On 25, Gen 2016

Editore Tea Collana Narrativa Tea
Anno 2015
Genere Giallo
362 pagine – rilegato con sovracopertina

Acqua morta_Sovra.inddHo terminato di leggere “Acqua morta. Un’indagine del commissario Aldani” di Michele Catozzi, con il quale l’autore ha vinto l’edizione 2014 del torneo letterario IoScrittore.
La vicenda si svolge a Venezia.
1981. Una giovane coppia di adolescenti viene aggredita, il ragazzo ucciso, la ragazza sotto shock si richiude in se stessa e non può essere di nessuno aiuto. Il commissario della Squadra Mobile della Questura di Venezia, Giacomo Zennari, indagherà sulla brutale aggressione ma dopo mesi di interrogatori ed indagini sarà costretto a far archiviare il caso visto che non è riuscito a scoprire nulla. E tutto questo per lui rappresenterà un rammarico che lo accompagnerà per sempre fino a quando …
Giorni nostri. Il cadavere di Mirco Albrizzi affiora dalle acque della laguna.
Cosa lega così a distanza di tempo i due avvenimenti?
Il commissario ora è Nicola Aldani.
Aldani è sposato, ha tre figli e sta ultimando il trasloco che da Venezia lo porterà a vivere a Mestre dove la sua famiglia si è già sistemata, c’è da finire di sistemare gli ultimi scatoloni da portare via.
Ma il cadavere di Mirco Albrizzi farà per forza di cose cambiare programma al commissario che come spesso accade deve scontrarsi con i suoi affetti famigliari che deve sacrificare a causa del suo delicato ed importante lavoro.
Albrizzi è un noto immobiliarista della città, è nipote di un senatore, c’è da capire e scoprire al più presto quello che è avvenuto. Tutto parrebbe far pensare ad un suicidio ma man mano che si va avanti con le ricerche il quadro della situazione cambia forma e prospettiva.
A partire da quelli che saranno i risultati dell’autopsia.
Ma Aldani non riesce da subito a mettere a fuoco il quadro preciso, ci sono tante altre combinazioni, altre situazioni che fuorviano. Il mondo a cui appartiene l’estinto è un mondo dove gli intrecci politici, finanziari-economici e bancari sono ordinaria amministrazione, così radicati da far ormai parte del comune vivere. Ed anche la bella Venezia non è immune da tutto ciò.
E poi c’è qualcosa che risveglia i vecchi ricordi di Zennari, ormai in pensione, che contatterà Aldani proprio per esporgli alcune sue idee, ma all’inizio il giovane commissario non avrà molta voglia e tempo di andare a ripescare un vecchio caso ormai archiviato e dimenticato, è troppo impegnato a districarsi nelle indagini del caso Albrizzi.
La soluzione del caso lascia parecchio amaro in bocca per la motivazione e per il contesto in cui tutto ha avuto inizio, ci sono un’origine ed un passato che ci portiamo dentro e che non vengono cancellati dal tempo che passa. La voglia di giustizia e vendetta non ha una scadenza.
E così con questa storia ho incrociato un’altra figura di commissario che ho trovato interessante ed intrigante. Ho trovato il connubio tra zona professionale e zona personale molto avvincente. Aldani presenta quelle complicazioni riguardanti l’animo umano che tanto mi affascinano nella lettura.
E poi ho apprezzato come descrive le bellezze della città ogni volta che dalla Questura deve spostarsi e viceversa. Gli angoli, le calli, le facciate dei palazzi, gli odori, il buon cibo e le vecchie trattorie senza contaminazioni turistiche, quelle nascoste che conosce solo chi è del posto. Ma ci sono anche gli obbrobri architettonici che noi genere umano siamo capaci di costruire rovinando magnifici paesaggi. E Aldani ne parla senza troppi peli sulla lingua!
Ho gradito molto lo stile dell’autore che è scorrevole e coinvolgente e la sua capacità di toccare aspetti dell’attualità, il Mose ad esempio e gli intrecci di malaffare così abituali che quasi ormai non fanno più notizia, di mixare piacevolmente gli elementi prettamente lavorativi dei protagonisti con quelli legati alla sfera personale.
Se ci sarà un nuovo capitolo con il commissario Aldani, non vorrò perdermi l’appuntamento!

Cecilia Dilorenzo


Lo scrittore:
Michele Catozzi è nato a Venezia ( a Mestre, per la precisione) nel 1960, ha vissuto a lungo In Veneto. Ha passato molti anni a Treviso, dove si è occupato di editoria e giornalismo. Dopo aver scritto diversi racconti, pubblicati in antologie riviste, ha deciso di partecipare al torneo letterario IoScrittore con il suo primo romanzo, Il mistero dell’isola di Candia, arrivato tra i finalisti, il romanzo è stato pubblicato in ebook da GeMS. Con Acqua morta ha vinto l’edizione 2014 del torneo.