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Contorni di Noir | April 26, 2017

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Richard Price – Balene bianche

| On 26, Gen 2016

balene_bianche_01Richard Price è autore di sceneggiature, libri autobiografici e grandi romanzi dickensiani. Durante la sua carriera ha ricevuto svariati premi prestigiosi, tra cui un Edgar Award, un Writers Guild of America e una nomination agli Oscar per la migliore sceneggiatura non originale de Il colore dei soldi di Martin Scorsese. Tra le sue opere La vita facile (Giano 2008, BEAT 2011), I Wanderers (Giano 2009).

Per Neri Pozza Editore, Collana I Neri, è in uscita il nuovo romanzo dal titolo “Balene bianche”, del quale vi riportiamo la sinossi:

Billy Graves, John Pavlicek, Jimmy Sheridan, Yasmeen Assaf-Doyle e Redman Brown sono i superstiti dei Wild Geese. Erano sette un tempo, ma due si sono persi per strada, il primo definitivamente dopo aver fumato per una vita tre pacchetti di sigarette al giorno, il secondo sperduto in qualche angolo dell’Arizona a godersi la meritata pensione.
Intorno alla metà degli anni Novanta erano la squadra di detective più affiatata dell’East Bronx. Si facevano valere in uno dei quartieri peggiori di New York perché si consideravano una famiglia, capace di includere tra le sue fila proprietari di cantine, bar, saloni da barbiere, qualche vecchio spacciatore di marjuana, qualche ristoratore con sala da gioco clandestina dove giocare a dadi e bere gratis. Poi non accettavano danaro, ed erano implacabili coi malviventi d’ogni risma. Una squadra magnifica, insomma, ma con un cruccio indelebile: non aver incastrato le loro personali «Balene bianche», i criminali che avevano commesso delitti efferati sotto i loro occhi e l’avevano fatta franca.
Dei cinque superstiti Billy Graves è il cucciolo del gruppo, quello ancora in servizio nella Squadra notturna del Dipartimento di polizia di New York, un manipolo di detective incaricato di sorvegliare di notte le aree più pericolose di Manhattan, da Washington Heights a Wall Street. Un incarico non proprio esaltante, ma passabile dopo anni trascorsi all’Unità per le identificazioni, in punizione per aver ferito accidentalmente un bambino ispanico di dieci anni nel Bronx.
Billy Graves e la sua squadra si recano un giorno alla Penn Station, chiamati per il ritrovamento di un cadavere. Nel sudicio porticato della stazione, una lunga scia di sangue li conduce al corpo inerte di un uomo sulla trentina, occhi azzurri spalancati e pieni di paura, le sopracciglia sottili e arcuate, la pelle bianco latte, i capelli corvini e i tratti femminei. Billy Graves riconosce subito nella vittima Jeffrey Bannion, la «Balena bianca» cui Pavlicek ha dato ininterrottamente e vanamente la caccia, l’efferato assassino di un dodicenne trovato sotto un materasso macchiato di sperma.
Quando anche nei giorni seguenti altre due «Balene bianche» vengono assassinate in circostanze misteriose, Billy capisce che c’è un’unica cosa da fare: riunire John Pavlicek, Jimmy Sheridan, Yasmeen Assaf-Doyle e Redman Brown, i Wild Geese al completo, e cercare di capire chi abbia deciso di farsi giustizia da solo.
Romanzo dal ritmo incalzante, che inchioda il lettore alla pagina con una suspense magistrale, Balene bianche segna il prepotente ritorno di Richard Price sulla scena letteraria internazionale.

«Balene bianche è il poliziesco dell’anno: torvo, grintoso e impossibile da abbandonare… Ho cominciato a leggere che ero affascinato; ho finito che ero profondamente commosso».
Stephen King

«Come un treno inarrestabile che attraversa una galleria, Price riesce a dare alla storia una dinamica feroce. Quella che fa sì che mettere da parte questo libro per dormire o mangiare diventi molto difficile…»
Michael Connelly

«Questo romanzo ha tutto ciò che rende meravigliosi i lavori di Price: l’umorismo nero, la complessa unione di trama e personaggi, la profonda documentazione sul mondo di strada, la moralità impeccabile e un dialogo eccezionale».
Michael Chabon

«Nessuno ai nostri giorni scrive con più energia e verve di Price».
The New York Times

«Un romanzo labirintico che alterna scene di intensa introspezione psicologica a passi di intenso dialogo».
Joyce Carol Oates