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Contorni di Noir | June 23, 2017

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Tim Johnston – Scomparsa

| On 22, Feb 2016

Editore Neri Pozza Collana I Neri
Anno 2015
Genere Thriller
448 pagine – brossura
Traduzione di A. Biavasco e V. Guani

scomparsa_02_2_A distanza di breve tempo uno dall’altro, ho letto in sequenza Ricordami così di Bret Anthony Johnston e Scomparsa di Tim Johnston. Ora, a parte il cognome simile e la trama simile, i romanzi hanno caratteristiche e prose molto diverse e ora cerco di raccontarvi cosa ne penso, a cominciare dalla trama.
L’azione si svolge in Colorado, nelle Montagne Rocciose.
Caitlin e Sean Courtland, sorella e fratello di diciotto e quindici anni, decidono di avventurarsi fra i sentieri di quei boschi, lei per allenarsi alla corsa, essendo stata ammessa al college per la sua bravura come atleta, lui goffo e ansimante che la dovrà seguire con una mountain bike presa a noleggio. I genitori avevano deciso di prendersi una vacanza e i ragazzi volevano sfruttare appieno la giornata uscendo poco dopo l’alba dal motel in cui alloggiavano.
Caitlin comincia la sua corsa e spesso deve fermarsi per attendere il fratello, che non riesce a tenere il suo passo nonostante sia in sella a una bicicletta. Poco prima di un incrocio, un veicolo a tutta velocità guidato da un uomo colpisce in pieno Sean, facendolo balzare in aria causandogli la frattura della gamba. Sceso dal veicolo, convince Caitlin ad accompagnarla più a valle nel primo centro abitato, dove i cellulari – privi di segnale in quel punto – avrebbero ripreso a funzionare per chiamare i soccorsi.
La ragazza non è convinta e anche Sean, seppur ridotto male, con un filo di voce cerca di dissuaderla a seguire quello sconosciuto dagli occhiali con le lenti gialle e privo di emozioni. Non sembra però esserci altra soluzione e il ragazzino vedrà la sorella per l’ultima volta mentre si allontana a bordo del veicolo.
Lo sceriffo della contea telefona ai genitori Grant e Angela per avvisarli che il figlio è ricoverato in ospedale e di non trovare traccia della figlia. Non avrebbero mai immaginato, neppure nei loro incubi peggiori, che sarebbero partiti in quattro per ritornare a casa in tre, tanto che il padre non si rassegna e rimane fra le montagne inospitali nella speranza di poter essere utile nelle ricerche.
Ma riusciranno il tempo e la costanza a premiare l’uomo?
Veniamo ora allo stile dell’autore: se Ricordami così era più incentrato sull’aspetto psicologico avvertito su un’intera comunità stretta intorno alla famiglia, in Scomparsa c’è invece una concentrazione sulla ricerca al di là di ogni ragionevole convinzione.
Senza una prova incontrovertibile, un padre non si convince. quando tutti si sono arresi e hanno ripreso a farsi la loro vita, un padre persevera nella sua convinzione. Senza una prova, non gliela scalfisci. Non è un credo, una fede. se mai c’è stato un credo, nel frattempo si è riempito di crepe.
Tema principale e argomento molto sensibile agli americani, è la scomparsa di minori, siano essi bambini o adolescenti. Don Winslow lo ha trattato in Missing. New York e i due autori omonimi hanno seguito lo stesso filone.
Sensibilizzare è un modo per coinvolgere i lettori in un dramma che si compie ogni giorno, più volte al giorno.
Tim Johnston ci ricorda che non bisogna arrendersi, neanche davanti all’evidenza. Bisogna avere fede e speranza, forse più nel buon Dio che nelle autorità. Un Dio a cui scaricare le colpe della nostra esistenza, bella o brutta, piacevole e orribile.
Sarà capriccioso, violento e severo, ma è molto meglio così che un mondo altrettanto capriccioso, violento e severo senza Dio. Non potresti pregarlo, amarlo o mandarlo al diavolo.

La trama si perde ogni tanto fra la neve delle Montagne Rocciose, non vi è una vera e propria indagine, se non tirata per i capelli alla fine del romanzo intriso di spettacolarizzazione cinematografica. Manca una profilazione criminale e l’azione rimane troppo in superficie.
Quello che però emerge è proprio la “colpa”: dei genitori che non hanno saputo proteggere i propri figli e averli portati nel luogo sbagliato, del ragazzino che non ha salvato la sorella, del destino che li ha condotti alla disgrazia. Ma è così vero che non possiamo decidere delle nostre vite? Non siamo noi che scegliamo?
Un thriller che paragonerei ad un veicolo diesel, lento a scaldarsi ma che parte a tutta birra, peccato che l’adrenalina si concentri per lo più quando manca poco ad arrivare alla fine.
Lettura comunque consigliata, considerato che Scomparsa è il primo romanzo di Johnston per adulti, direi quindi un ottimo esordio.

Cecilia Lavopa


Lo scrittore:
Tim Johnston si è laureato alla Iowa University e, prima di diventare scrittore, è stato carpentiere. Ha pubblicato il romanzo per ragazzi, Never so green, e una raccolta di racconti, Irish Girl, che ha vinto il Katherine Anne Porter Prize in Short Fiction 2009. Attualmente insegna scrittura presso la University of Memphis.