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Contorni di Noir | August 20, 2017

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I racconti dell’occultismo – Vasco Mariotti

| On 23, Mar 2016

Editore Cliquot . Collana Biblioteca n.1
Anno 2016
Genere Horror – Sci-Fi
Edizione e-pub.


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Prosegue, con gioia del sottoscritto, il trend di proposte interessanti che la mia mai doma pusher di libri mi ammannisce. Ritorna così tra le mie mani una delle ultime pubblicazioni della giovanissima casa editrice Cliquot che già mi aveva abituato bene fin dal principio mettendo a stampa una raccolta di Fritz Lieber (la trovate recensita qui) e rivelandosi così molto promettente. Bene, le aspettative non sono state deluse. Il libro di cui vi dirò tra poco è qualcosa che vale la pena riscoprire, soprattutto per quanto riguarda quella parte di letteratura horror-fantascienza che sembrava non aver avuto in Italia lo stesso substrato di scrittori di valore (almeno nel suo periodo d’esordio). Le atmosfere di Mariotti sono assolutamente nuove per il mondo italico e molto in linea con quanto accadeva sul fronte anglofono o francese contemporaneo. Anche l’idea di ambientarle in posti “esotici” (la Norvegia, l’Irlanda, l’Arabia e la Spagna) è una componente di forte suggestione per un pubblico che, allora molto più d’oggi, cercava tali letture con questo fine. E adesso si parte.

Come nel caso precedente – Lieber – anche qui la premessa è un fondamentale da non saltare a piè pari (come facciamo di solito), ma nella quale indulgere con attenzione. Federico Cenci condensa in queste prime pagine tutto quello che ci è necessario sapere per poter apprezzare appieno i quattro racconti che troviamo in questa antologia. Soprattutto serve a tutti coloro che potrebbero rimanere delusi, per via del fatto che il livello delle paure che troviamo nelle pagine di Mariotti non è commensurabile a quello al quale siamo oramai abituati. Bisogna pensare ad un epoca in cui certi luoghi, termini, ed ambientazioni creavano già la giusta atmosfera in cui inserire racconti “del terrore” per il pubblico degli anni ’40 e ’50 italiano. Sono le stesse suggestioni che, commisurate all’epoca, troviamo anche nella filmologia horror italiana che ha in Fulci e Dario Argento i suoi principali esponenti e che, se visti oggi, non ci appaiono più così orribili o paurosi come per il pubblico di allora.

I quattro racconti hanno titolo molto evocativi: “Ombre dell’aldilà”, “Il castello dei fantocci viventi”, “Il fantasma della notte Kadir” e “Una morta è tornata”. In ognuno di essi una delle cose che maggiormente salta all’occhio sono i termini con cui Mariotti descrive gli ambienti e le sensazioni dei personaggi, in linea con uno scrivere aulico, ma addomesticato alla comprensione di un pubblico più vasto. Leggere i racconti dà la stessa sensazione di riaprire quei fumetti o quegli albi che avete trovato per caso in soffitta. Ne scaturisce un ritratto molto interessante di come il pubblico amasse percepire la paura e di quali fossero le chiavi – stilistiche, descrittive, evocative – che ne innescavano il processo. Ogni racconto ha una netta linea di giunzione con la tradizione favolistica e i racconti dell’ottocento e dimostra come Mariotti conoscesse bene la letteratura gotica d’oltremanica (Le Fanu, Mary Shelley, Stoker…): qua e là si trovano sequenze degne di un Castello di Otranto, Udolpho o Il Monaco.
I quattro racconti pur nella loro diversità, condividono un filo conduttore che è uno di quelli tipici della fortuna del romanzo gotico: la morte e il ritorno dal mondo dei morti. I fantasmi sono in certi casi fautori di soluzione di un caso, in altro portatori di vendetta, in altro ancora c’è chi, novello Orfeo, cerca la morte per riportare indietro chi ama.

In conclusione vi vorrei davvero consigliare questa divagazione nel romanzo gotico italiano perché l’opera di archeologia fantastica che Cliquot sta conducendo è in questo caso molto particolare dato che mette a disposizione racconti che difficilmente si sarebbe potuto trovare – anche nei mercatini più forniti – e soprattutto un’edizione molto ben curata (con anche le copertine originali dei medesimi che da sole dicono già molto!). Ah, nessuno ha per caso sentito uno strano rumore?

P.S. Ho scoperto che piace anche a Federica Leonardi

Michele Finelli


Lo scrittore:
Vasco Mariotti è nato a Firenze nel 1906. Autore dalla penna poliedrica, si è dedicato soprattutto alla scrittura di romanzi di genere, spaziando dal giallo al romanzo storico, da quello di avventura al mystery, spesso fondendo e mescolando i generi.Altrettanto eclettico fu nelle altre arti e nella vita, poiché non solo dipinse e scrisse romanzi, poesie e canzoni (sia testi che musica) ma fu anche informatore per la Divisone Ogaden dell’arma dei Carabinieri all’epoca del colonialismo italiano, mansione che svolgeva sotto copertura come rappresentante di alcune società.
Al termine della Seconda guerra mondiale abbandonò i panni avventurosi di spia internazionale per indossare quelli più tranquilli di agente commerciale per le case editrici Bietti di Milano e Carroccio di Bologna, senza mai abbandonare l’amore per la scrittura. Proprio in quel periodo, infatti, scrisse La legge di Manu, testo pubblicato per la prima volta da Cliquot nel 2015. È morto il primo maggio 1962 per le conseguenze di un incidente stradale.