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Contorni di Noir | April 26, 2017

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Kay Scarpetta Vs Hap & Leonard (du gust is meil che uan).

| On 26, Mar 2016

Editore Mondadori – Collana Omnibus
Patricia Cornwell: Cuore Depravato (tit. orig.: Depraved Heart)
Anno 2015
404 pagine – brossura o ebook
Traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani

Editore Einaudi – Collana Stile Libero Big
Joe R. Lansdale: Honky Tonk Samurai
Anno 2015
432 pagine – brossura o ebook
Traduzione: Luca Briasco


patlenAllora che novità è questa? Beh, complice una splendida domenica di febbraio che pare più marzo e primavera piena, complice il fatto che i due libri mi sono arrivati praticamente insieme, complici altre cinque o sei cose che mi sono scordato, ecco che mi è venuta questa idea un po’ bizzarra. In realtà la cosa nasce da una considerazione: entrambi i libri sono gli ultimi di una serie – Kay Scarpetta è alla sua ventitreesima apparizione, Hap & Leonard alla undicesima – e quindi la curiosità primaria è stata quella di vedere se i due autori fossero stati in grado di mantenere vividi i loro personaggi dopo così tante avventure o se, come accade fin troppo spesso, dopo una partenza col botto il resto sa tutto di minestra riscaldata. Devo solo confessare un limite iniziale: di Kay Scarpetta è stato il mio primo libro (sì, lo so, non ho mai letto nulla di Corwell, ma se è per questo non ho mai letto nulla di Volo), di Lansdale ho già avuto altre alterne esperienze di lettura. Entrambi i libri sono stati letti quasi in sequenza, a volte leggermente sovrapposti, e anche da questo aspetto è scaturita questa ideuzza (sempre ammesso che il mio boss me la passi…). Ultima nota, di mero stile editoriale: la copertina di Lansdale è di gran lunga la più bella anche a grazie a un grandissimo Zerocalcare. Via!

Due libri che possiamo classificare nell’ambito del thriller, o più propriamente del poliziesco, ma che vivono su piani diametralmente opposti. Da un lato un’algido coroner, Scarpetta, dall’altro due personaggi, Hap & Leonard, che sembrano scaturiti da uno sketch del Saturday Nigh Live. Li accomuna l’investigazione e la ricerca di prove e colpevoli, ma li distanzia – e molto – la maniera con cui i rispettivi autori sviluppano le loro storie.

Kay Scarpetta vive un’esistenza al limite del paranoide, ossessionata e convinta che tutto quello che la circonda stia cercando di far del male a lei o a coloro che lei ama, anche se pare difficoltoso che una donna fredda e calcolatrice quale è abbia spazio nel suo cuore per sentimenti simili all’amore. Per tutta la durata del romanzo – che, ultimo capitolo a parte, si svolge in meno di dodici ore – continua a nascondere informazioni e ad agire segretamente, con la fissazione di rivelare cose utili al legale della parte avversa, ma dandomi più dato l’idea di una donna che debba avere sempre l’egoistico atteggiamento di colei che è la sola a sapere. Anche i suoi collaboratori, amici sembra troppo, sono parimenti usi a tramare e a comportarsi in modo disonesto. Una sorta di “regola d’oro” che viene usata nelle serie tv, polizieschi soprattutto, è che quando bisogna ricorrere al “super villain” ovvero al personaggio negativo tipo super maniaco serial killer che ne sa una più di Bertoldo, allora la serie è giunta al suo epilogo. Se poi la protagonista tende ad essere estremamente accentratrice e muoversi quale unico ed insostituibile deus ex machina, beh allora l’intensità e il buon potenziale dell’idea di fondo dell’intero romanzo si spengono inesorabilmente.

Dall’altra parte? Qui c’è una coppia, già rodata da oltre undici apparizioni, ma che dimostra di non aver mai perso lo smalto, anzi di invecchiare – concedetemi il parallelo – in modo splendido, acquisendo semmai più spessore e limando le sbozzature dell’inizio. Il battibecco, le allusioni sessuali (che spesso di allusione hanno ben poco), l’uso delle parolacce a livello adolescenziale, insomma vi trovate nel bel mezzo di un giallo con un lato ridanciano potentissimo, ma che nulla toglie alle situazioni pericolose o agli aspetti più aberranti del mondo criminale. Ogni personaggio che interagisce con il nostro duo è a sua volta sopra le righe, ma mai al punto dall’essere assurdo. I “cattivi” sono umani e maldestri q.b. e si ritagliano un pezzo della nostra simpatia. Tutto l’andamento del racconto è intrecciato all’ambiente che viene portato a protagonista in modi semplici (i profumi dei pini texani, l’odore del cibo, i rumori dei luoghi) e poi rimane in sottofondo senza sparire mai completamente. E, come per magia, siete arrivati in fondo al libro, divertiti e con una bella storia alle spalle.

Da come ho descritto le due cose sembrerebbe che il match sia stato vinto a mani basse da Lansdale, ma non era questa l’idea iniziale. La riflessione verteva più sul notare come uno scrittore sia più o meno “innamorato” delle sue creature e di quanto le continui a portare in giro per avventure con lo stesso spirito passionale dell’inizio. Cornwell ha relegato il suo personaggio alla stregua di un prodotto commerciale, che serve e portare soldi, togliendole tutta la passione dell’inizio: mentre redigevo la presente ho infatti scoperto d’avere in casa, tra i libri della mia gentile “La Fabbrica dei Corpi” in un’edizione paperback un po’ abusata. Ho ritardato l’uscita della recensione per potermi leggere anche questo e vedere se le mie sensazioni iniziali erano giuste oppure no. Bingo. Le 341 pagine di questo libro sono una vera delizia e il personaggio di Scarpetta è lontano anni luce da quello che abita l’ultimo libro. Sono due donne diverse, ma soprattutto si nota la passione con cui Cornwell porta a spasso la sua creatura letteraria e anche come i personaggi a corredo (nell’ultimo veramente insopportabili), siano di gran lunga più naturali e meno artefatti.

Conclusione (sempre ce ne sia una): ci sono serie nelle quali i protagonisti creati dallo scrittore evolvono naturalmente, ma non involvono. La differenza, a mio avviso, sta in quanto tali protagonisti rimangano una passione per chi li ha creati (Sherlock Holmes ne è l’antesignano), o diventino – da un certo punto in poi – solo merce, perdendo ciò che un tempo ce li ha fatti amare.

Michele Finelli


Gli scrittori:
Patricia Cornwell ha venduto oltre cento milioni di copie dei suoi libri, tradotti in trentasei lingue e pubblicati in più di centoventi paesi. Il suo primo romanzo, Postmortem, scritto quando ancora l’autrice era analista informatico presso l’Istituto di medicina legale di Richmond, è l’unico ad avere vinto nello stesso anno cinque premi prestigiosi ed è il primo thriller ad ambientazione medico-legale. Insolito e crudele è stato insignito del Gold Dagger Award nel 1993. Patricia Cornwell è tra i fondatori del Virginia Institute of Forensic Science and Medicine e della National Forensic Academy, e membro del Comitato consultivo del Forensic Sciences Training Program presso l’OCME di New York, nonché del McLean Hospital’s National Council, dove è sostenitrice della ricerca psichiatrica. Tutti i romanzi di Patricia Cornwell sono pubblicati in Italia da Mondadori. L’autrice attualmente vive a Boston.
Sito web: http://www.patriciacornwell.com/

Joe R. Lansdale (Gladewater, Texas, 1951) ha scritto piú di venti romanzi e centinaia di racconti, ed è forse il piú geniale autore di crimecontemporaneo. Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato: La notte del drive-in, Il mambo degli orsi, Bad Chili, La sottile linea scura, Rumble Tumble, Capitani oltraggiosi, In un tempo freddo e oscuro, Una stagione selvaggia, Mucho Mojo, Tramonto e polvere, Cielo di sabbia,Acqua buia, Una coppia perfetta. I racconti di Hap e Leonard, La foresta e Notizie dalle tenebre.