Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | November 24, 2017

Torna su

Alto

Ryan Gattis – Giorni di fuoco

| On 31, Mar 2016

Editore Guanda Collana Narratori della Fenice
Anno 2016
Genere noir
410 pagine – rilegato
Traduzione di Katia Bagnoli

NULL044007-300x454Per sei giorni, dal 29 aprile al 4 maggio 1992, la città di Los Angeles fu presa d’assedio e restò nell’anarchia totale con un bilancio devastante. Questo perché a seguito del pestaggio di un tassista nero da parte di quattro poliziotti, il tribunale decise di assolverli.
La gente approfittò del caos e dei disordini per rapinare e uccidere, visto che la polizia era impegnata a sedare i manifestanti.
Ryan Gattis, basandosi su fatti realmente accaduti, racconta una storia parallela a quegli avvenimenti.

Così capita che uno che non fa parte di nessuna clica (banda), senza tatuaggi e senza uniformi cholo che stanno a etichettarlo membro di una qualche banda, uno che ha ”solo” il problema di essere pulito, viene ucciso, massacrato di botte e pugnalato per il semplice motivo di avere un fratello che è il contrario di lui.

Romanzo raccontato in prima persona dall’infermiera, dal vigile del fuoco, dal poliziotto, dallo spacciatore, dal graffitaro. Storie come fossero distinte, ma in realtà è la stessa vicenda narrata da occhi diversi, da angolature opposte.
Gli avvenimenti che si susseguono sembrano in diretta, come una cronaca radiofonica nella quale il lettore vive le morti dei protagonisti come se avvenissero nel momento in cui le legge, e le rivive tutte le volte che viene raccontato.
Ti aspetti che chi ti racconta la violenza è perché non solo l’ha vissuta, ma ne è anche venuto fuori. Come se avesse visto passargli davanti la morte, ma è sopravvissuto per raccontarla.
Invece no.

Le strade sono devastate come fossero state colpite da un tornado. Incendi, falò nei bidoni della spazzatura, minimarket che bruciano, pompe di benzina in fiamme. Il cielo è “cemento bagnato”. Roba da striscia di Gaza.

All’apparenza lo scatenarsi dei fenomeni sembra dovuto a una rabbia sconsiderata, primitiva. Invece per lo più è programmata, dovuta a rancore, gusto di distruggere e premio dell’assicurazione.
La chilometrica Los Angeles degli Universal Studios, delle stelle di Hollywood Boulevard, di Rodeo Drive e delle splendide ville di Beverly Hills, nasconde in realtà una polveriera da Far West, un sottobosco di intolleranza razziale e di gangs, relegate ognuna nel proprio ghetto invisibile ma pronte a rivoltarsi una contro l’altra nell’indifferenza più totale, creando un effetto a catena destinato a non finire mai.

Ho visto questa città salire in paradiso a brandelli.

Romanzo reale e violento, una prosa corale e unica, lo spaccato di un’America da nascondere per lasciare posto alle riviste patinate di attori e starletts.
Una città che brucia e un fuoco che alimenta gli animi e le coscienze. Fuoco che distrugge, utile a ricostruire. Una sorta di araba fenice che ricresce dalla proprie ceneri. Purifica e rigenera. Ma continua a morire. Imperdibile.

Cecilia Lavopa


Lo scrittore:
Ryan Gattis è scrittore e insegnante. Vive e lavora a Los Angeles, dove è membro di UGLARworks, una crew di arte urbana e di 1888, una compagnia no profit per la difesa e la diffusione del patrimonio culturale e letterario. Ha pubblicato alcuni romanzi e raccolte di racconti. Questo è il suo primo libro pubblicato in Italia. Per scriverlo Gattis si è documentato per due anni e mezzo, incontrando direttamente i protagonisti delle drammatiche giornate del 1992.