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Contorni di Noir | February 19, 2018

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Andrej Rubanov – Clorofilia

| On 09, Apr 2016

Editore Meridiano Zero – Collana I taglienti
Anno 2015
Genere Fantascienza
279 pagine – brossura con alette
Traduzione di Giulietta Greppi

6ecaebc4-88fb-4c0d-961a-c4661ca8f0cfSiamo a Mosca, tra il ventiduesimo e il ventitreesimo secolo. Con lo scioglimento dei ghiacci, molti territori del mondo si sono allagati. Lo stesso dicasi per le città: Los Angeles, New York, Londra. In Russia, invece, tutte le terre sono emerse e con il bisogno di espansione dei cinesi, sono state affittate grandi porzioni di territorio della Siberia non più ghiacciata. L’Europa, nel contempo, è stata completamente invasa dagli africani che vivono di sussidi, perché i governanti sono troppo deboli per cacciarli. Quindi, la nuova potenza del mondo è Mosca. Una ipercittà immersa in un dedalo di grattacieli alti oltre cento piani, tutti collegati tra loro. La costruzione degli edifici è stata resa necessaria dal fatto che in tutto il territorio moscovita si erano sviluppati numerosi alberi con incredibili fusti di altezze superiori ai trecento metri. In soli due giorni crescevano a dismisura e toglievano tutta la luce a chi viveva nei palazzi esistenti. La civiltà è accresciuta di pari passo all’altezza dei piani, nei quali in basso vivono i “pallidi” chiamati così in quanto non vedevano mai il sole. Convivevano poi mafiosi, spacciatori e filosofi.

Verso il cinquantesimo piano si trovava la classe media e dai sessanta in poi si arrivava a trovare i milionari. Questi alberi hanno origini sconosciute e il contenuto degli stessi è una polpa, la quale viene estratta e consumata a qualsiasi livello sociale. Sembra non avere effetti collaterali e non dà dipendenza. Anzi, la sensazione dopo averla ingerita è molto piacevole: l’effetto psicotropo crea uno stato di benessere totale, nel contempo una completa apatia, il lasciarsi cullare solo dai propri pensieri.

Tutto ciò viene raccontato attraverso Savelij Hertz, dapprima giornalista e poi direttore della rivista di costume e gossip “Il più”, nonché frequentatore dei bassifondi. La violenza è diminuita radicalmente grazie a un reality tv stile Grande Fratello chiamato “I vicini” e la società è incentrata sulla ricerca dei propri piaceri personali, con la tendenza a mangiare cibo vegetale.
Il futuro è tecnologico molto avanzato con aspettative di vita molto elevate. Stato e polizia ne vietano il consumo, ma non si può controllare tutti.
I super ricchi sono quasi tutti cinesi, tutto è in mano a loro. La civiltà è composta da molti androidi. Il lento declino della civiltà pone di fronte a un interrogativo morale: è meglio essere umani o essere felici?

Romanzo molto scorrevole e con un linguaggio consono anche per chi non ha la passione per la fantascienza. Lo scrittore ci fa immergere nella storia che ricorda l’ambientazione futurista di Blade Runner o Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick. Il vero Dio è stato dimenticato da molto tempo, per lasciare il posto a falsi idoli e a pragmatismi che non possono andare a braccetto con idealismi. Il futuro distopico che ci viene proposto è un monito alla direzione che noi esseri umani vogliamo intraprendere. Cerchiamo di non perdere di vista che questa Terra è l’unico pianeta al quale affidarsi per vivere, non per sopravvivere. Se noi stessi non utilizziamo le nuove tecnologie per rendere migliore l’ambiente, saremo colpevoli del suo degrado.

Un libro molto più vicino alla futura realtà di quanto si pensi. Molto curiosa di leggere anche gli altri scritti di Rubanov, un autore che usa sapientemente le parole nell’osservare con acume e senso critico la società che ci circonda. Per gli appassionati di fantascienza, un libro che non può mancare fra le prossime letture.
Cecilia Lavopa

Lo scrittore:
Andreij Rubanov, giornalista e scrittore moscovita di culto, ha raggiunto grande successo di critica e di pubblico fin dall’apparizione in Russia del suo romanzo autobiografico Do Time, Get Time sulla propria esperienza in carcere. I suoi successivi romanzi spaziano nei generi dal thriller alla fantascienza. Usciti con i maggiori editori e tradotti in numerose lingue, sono stati dal primo all’ultimo finalisti del National Bestseller Prize. Meridiano Zero ha già pubblicato Lo psicoagente (2014).