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Contorni di Noir | August 20, 2017

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Klüpfel & Kobr – Spiccioli per il latte

| On 20, Mag 2016

Editore Emons Collana Gialli Tedeschi
Anno 2016
Genere Giallo
288 pagine- brossura
Traduzione di Anna Carbone
Titolo originale: “Milchgeld


spiccioliperillattSe qualcuno di voi sente distintamente melodie danzerecce scandite da fisarmoniche, iodeler scatenati e un favoloso profumo di würstel e crauti non si preoccupi (a meno che non legga questa recensione tra le alpi bavaresi): il tutto promana dalle pagine di questo romanzo. Da lettore talvolta compulsivo, e in certi casi onnivoro, è decisamente la prima volta in cui m’imbatto in un giallo ambientato tra i verdi prati delle alpi della Germania meridionale. Emons aggiunge un altro tassello per la sua collana Gialli Tedeschi. Dopo Süden, Hellmann e Glaser – che ho già recensito qui – ne sono arrivati altri, sempre portando nuove declinazioni in merito a stili di scrittura legati al variegato mondo del giallo. Perché non parlo di noir? Perché questi sono gialli, nella loro accezione più lineare e chiara: morti che hanno apparentemente pochi o nulli sospetti, ma che rivelano molto di più a colui che si presta a scendere più nel particolare. Ne sa qualcosa l’ispettore Kluftingers, cinquantaseienne, che nella tranquilla Allgäu scopre risvolti decisamente “fuori luogo”. Cominciamo.

Kluftingers – del quale per tutto il libro non sapremo mai come si chiama di nome dato che la moglie usa un familiarissimo “Butzele“, gli amici lo chiamano “Klufti” e per la madre è sempre “il mio bambino” – rappresenta l’archetipo di tutti i conservatori. Ogni Lunedì la moglie gli cucina i suoi amatissimi Kässpatzen; non ha assolutamente cognizione di altra cucina se non quella locale, così pure per la moda. Non sopporta gli anglicismi che sono entrati nella lingua tedesca e reputa una gran gioia risparmiare anche solo qualche centesimo. Ah, nella banda del paese suona la grancassa. Ciò che conta per lui è il suo lavoro.
Che dite vi suona cliché? Probabilmente, ma se avete avuto modo di trascorrere una vacanza in una qualsiasi area montana – senza necessariamente andare fino nelle Alpi Bavaresi – personaggi di questo tipo non sono per nulla infrequenti e la mentalità chiusa e autarchica non è confinata solo lassù. K&K riescono però a dare un guizzo a tutto questo mettendo la lente sul fattore caricaturale, ma senza indugiare o approfittarne.

Il mondo ordinato e conservatore di Klufti crolla quando Philip Wachter responsabile prodotti presso la locale fabbrica di latte – quello che i suoi odiosissimi anglicismi chiamerebbero “food designer – viene trovato morto, strangolato, nella sua abitazione. Sospettati: nessuno. Nuovi a un fatto come questo l’ispettore e i suoi uomini brancolano letteralmente nel buio.

Come di consuetudine non vado oltre per lasciarvi il gusto della lettura, ma vediamo di riportare un paio di osservazioni sul piano generale.
Notazione più marcata ed evidente va alla qualità dell’aspetto umoristico che traspare pressoché ovunque senza mai strabordare o diventare invadente. Gli scambi di battute, la descrizione delle ambientazioni e dei personaggi – principali e comprimari – sono tutti legati da un gusto per la commedia che mette il lettore in uno stato d’animo leggero seppur si tratti di un’indagine per un omicidio. La versione in traduzione non ci permette di apprezzare per esteso i dialettismi e le espressioni tipiche che sarebbero pressoché intraducibili, ma sono intuibili. Due momenti in modo particolare: l’inseguimento dentro il cimitero e l’appostamento notturno di Kluftinger, degno della migliore commedia slapstick.

Notazione meno esaltante va all’insieme. Sebbene variegato, ben descritto, leggero, la prima parte del libro tende a rimanere adagiata, lenta, con il rischio di non far legare il lettore e a spingerlo con la curiosità a girare pagina. La seconda parte migliora e dimostra come il duo sia rodato e capace di mettere giù una bella trama sebbene i personaggi implicati siano davvero pochi. Infine, a mio avviso, manca un po’ il contrasto tra l’ambiente familiare e l’ambiente lavorativo che, anche quando vengono a contatto, rimangono defilati quando invece potrebbero essere usati per dare più profondità ai personaggi gregari, ma è solo una fisima mia, ecco.
Wundebar! Preparate pretzel, birra e buona lettura!

Michele Finelli

Gli scrittori:
Volker Klüpfel, nato a Kempten nel 1971, una laurea in scienze politiche e storia, oggi vive ad Augusta, dove lavora presso la redazione culturale dell’Augsburger Allgemeine.

Michael Kobr, nato a Kempten nel 1973, ha studiato romanistica e germanistica, insegna in un liceo e vive con la moglie e le figlie nell’Algovia.

Volker Klüpfel e Michael Kobr sono amici dai tempi della scuola. Dopo il clamoroso successo di Spiccioli per il latte, hanno pubblicato altri sette titoli con il commissario Kluftinger, molti dei quali insigniti dei maggiori premi per la letteratura di genere. Dalla serie sono stati tratti due film tv molto popolari www.kommissar-kluftinger.de