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Contorni di Noir | February 18, 2018

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Gianni Simoni – Fiori per un vagabondo

| On 21, Giu 2016

EditoreTEA Collana Narrativa
Anno 2016
Genere Giallo
236 pagine – rilegato con sovracopertina

Fiori-per-un-vagabondo-Gianni-Simoni-203x300Petri e Miceli sono tornati. Che piacere, un nuovo appuntamento con dei vecchi amici.

In questa storia il Commissario Miceli fa di nuovo la parte del leone, dal momento che sostituisce la collega Grazia Bruni , in congedo di maternità. Ed il vecchio leone, qualche bella zampata la dà ancora, eccome! Se poi aggiungiamo come cervello pensante al suo fianco il giudice Petri, non si sfugge, la soluzione del caso sarà un gioco da ragazzi.

Ed è un caso intrigante, che mi ha attratta fin dalle prime pagine. Si parla dunque, questa volta, di un apparente barbone, colpito a morte da due colpi sparati da una persona in Vespa, presto dileguata ed impossibile da identificare. Ma c’è un particolare che colpisce subito. L’uomo sotto sotto non presenta tutte le caratteristiche del clochard, ma ha unghie dei piedi curate, camicia logora ma con le cifre. Ecco perché apparente.

E non si sa proprio da dove partire, per l’indagine.

Un colpo di fortuna, però, viene in auto del commissario: mentre si aggira sul luogo del delitto, quasi in cerca di ispirazione, nota una persona – una donna- che depone nel punto esatto un mazzo di semplici fiori di campo, e scappa. Il fatto si ripete più volte, e da qui si muove Miceli per cominciare la sua indagine. Chi è la donna? Perché porta i fiori?

Di qui in avanti la vicenda è incalzante, ricca di scoperte sempre nuove, che cambiano la prospettiva dei fatti. Vari personaggi appaiono sulla scena, ed alcuni particolarmente interessanti: la moglie dell’ucciso (perché poi si scoprirà la sua identità), donna affascinante ma ambigua, che appare di volta in volta al commissario sotto sfaccettature diverse. Poi, una quasi-prostituta per necessità, che sarà molto di aiuto a Miceli nel procedere verso la risoluzione.

Inutile dirlo: finale a sorpresa, anzi sorpresissima. Le cose non sono mai come sembrano, soprattutto in un giallo che si rispetti!

E Gianni Simoni ormai fa sempre centro, con le sue storie.

Dopo le parentesi del commissario Lucchesi, altrettanto piacevoli, anche se con tematiche e problematiche diverse da queste, Simoni è tornato al..primo amore. Questa accoppiata Petri- Miceli è proprio vincente, niente da dire!

Ho apprezzato in questo romanzo qualche lieve accenno- molto delicato, devo ammettere – al debole che ha il commissario Miceli per la bella Grazia Bruni, che lo ha sostituito nella guida della squadra. La sua emozione imbarazzata nel guardarla mentre allatta la piccola, un calore tra loro speciale, si trasmette al lettore, anche senza che accada nulla! E’ tutta una questione di emozioni, di sfumature. Il saldo matrimonio di Miceli non ne risente, ma questo dettaglio di storia, per una donna romantica come me, è dolcissimo.

Ormai Gianni Simoni può annoverarsi tra gli scrittori “arrivati”. Il suo eccellente stile di scrittura, scorrevole e piacevolissimo da leggere, gli dà garanzia di sicuro successo. Se poi a queste qualità uniamo storie intriganti, con trame varie ed attuali, il gioco è fatto.

Questo romanzo è uno di quelli che ho preferito finora, fra tutti quelli dell’autore, di Lucchesi o Petri- Miceli. Ed allora non mi resta che aspettare il prossimo lavoro!

Rosy Volta

Lo scrittore:
Gianni Simoni, ex magistrato, ha condotto quale giudice istruttore indagini in materia di criminalità organizzata, di eversione nera e di terrorismo. Con Garzanti ha pubblicato Il caffè di Sindona, in collaborazione con Giuliano Turone. Nelle edizioni TEA son pubblicati I casi di Petri e Miceli e Le indagini del commissario Lucchesi.