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Contorni di Noir | June 26, 2017

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Gregg Hurwitz – Orphan X

| On 28, Giu 2016

Editore De Agostini Bookme
Anno 2016
Genere Thriller
351 pagine – cartaceo e ebook
Traduzione di M. Rinaldi

9788851138547_854311fbf62b9e3be1be91eb306d1db7Evan Smoak, il protagonista della storia raccontata da Gregg Hurwitz nel suo “Orphan X, ha alle sue spalle un’infanzia passata in una casa famiglia. E’ orfano, non sa chi siano i suoi genitori, ma proprio ancora ragazzino ospite della casa famiglia, troverà in una sola persona – Jack Johns – la famiglia che non ha mai avuto. La nuova casa di Evan è in Virginia, in una fattoria a due piani. Jack lo addestrerà perché poi possa compiere varie missioni in diverse parti del mondo, Kenya, San Paolo, Gaza, Libano, Spagna, Italia, Francia. Diventerà un professionista delle armi e svolgerà operazioni top secret e sotto copertura, lavorando sempre da solo. Il budget a disposizione è illimitato, il programma finanziato dal Ministero del Tesoro e gestito dal Ministero della Difesa.
Alla fine è Evan a rompere il silenzio. “Perché hai scelto me?”. “Tu sai cosa significa essere indifesi” risponde Jack senza distogliere gli occhi dal libro. Lo dice come se fosse un’affermazione, ma Evan capisce che in realtà è una domanda. “Si” risponde a labbra strette, rosso in volto. “Mi serve qualcuno che conosca bene quella sensazione” prosegue Jack abbassando infine il libro sulle ginocchia. “Non scordartela mai”. Evan darebbe qualsiasi cosa per scordarsela, ma si guarda bene dal confessarlo.
Le missioni continueranno fino a quando ad Evan verrà chiesto di eliminare un suo “collega”, un altro Orphan. A questo punto decide di dire basta, non vuole può condurre tale vita, basta alle missioni. E dopo un periodo di pausa e di riflessione, si trasferisce a Los Angeles e decide di mettere la sua esperienza e le sue capacità a disposizione di persone che sono in trappola, che si trovano in una situazione disperata. Il numero da chiamare è 1-855-2. Chi usufruirà del lavoro di Evan non deve fare altro che dare il numero ad un’altra sola persona che si trova in condizioni altrettanto disperate e poi dimenticare il numero per sempre. E’ l’unica cosa che Evan chiede in cambio del suo aiuto.
E arriviamo così alla telefonata di Katrin. Ma in questo caso c’è qualcosa che non quadra. Katrin ed Evan si ritroveranno inseguiti e braccati da persone altamente specializzate, troppo specializzate per essere dei semplici criminali. Così Orphan X dovrà affrontare una missione completamente differente da quelle che ha svolto fino ad allora per aiutare chi lo ha cercato.
Ho ritrovato nel libro gli aspetti che desidero ritrovare come lettrice e che mi fanno pensare ad un buon thriller. L’adrenalina, la voglia di proseguire per osservare l’evolversi della situazione, scene credibili e verosimili, la buona caratterizzazione dei protagonisti con un particolare sguardo al loro aspetto psicologico. Tutto questo ha fatto si che abbia riscontrato in corso di lettura un percorso costruttivo della storia davvero notevole.
Evan è stato addestrato, ha delle regole ferree, non deve sfuggirgli nulla, deve essere tutto sotto controllo, il suo appartamento in un condominio è una fortezza da dove Orphan X può controllare chiunque si avvicini.
L’unico tocco un po’ eccentrico e colorato della casa era la parete viva accanto ai fornelli. Un orto verticale irrigato con un sistema automatico su cui crescevano piante di ogni tipo: menta e camomilla per le tisane, coriandolo, prezzemolo, salvia, basilico e pepe per le omelette. E sebbene fosse dicembre, protetta dall’ecosistema artificiale dell’appartamento, la camomilla fioriva rigogliosa. Talvolta il pensiero che la cosa più somigliante a un essere vivente fosse una parete lo turbava. Ma aveva i Comandamenti, e i Comandamenti erano tutti per lui”.

Eccone alcuni:

Primo Comandamento : Non dare niente per scontato
Terzo Comandamento : Tieni sempre sotto controllo tutto quello che ti circonda.
Quarto Comandamento : Non farne mai una questione personale
Settimo Comandamento : Una missione alla volta
Nono Comandamento : Gioca sempre in attacco
Decimo Comandamento : Non lasciare mai morire un innocente

Nello stesso condominio in cui vive Evan, abitano Mia e suo figlio Peter. Mia ha perso suo marito per una grave malattia, è una mamma che lavora, è un procuratore e fa i salti mortali per seguire come deve suo figlio e il loro appartamento. Le loro vite si incroceranno e per Evan sarà come se un raggio di colore entrasse nella sua vita di non colore . Capita qualche volta che Evan vada a cena a casa di Mia e Peter, lì è tutto diverso, giocattoli in giro, segni di matita sulle pareti, confusione in cucina ad ora di cena. A differenza dei Comandamenti di lui, lei attacca dei foglietti sul frigorifero con delle massime. C’è tanta tenerezza nei loro incontri. Madre e figlio trovano in Evan un sostegno nella loro solitudine, Evan vede in loro la famiglia che non ha mai avuto.
Rispetto a tutto ciò, ho trovato invece deludente il finale.
Dopo una storia così ben strutturata, mi aspettavo un finale all’altezza.
Ho trovato la parte conclusiva caotica e con situazioni poco verosimili, che non mi aspettavo affatto considerato che l’autore non ne fa ricorso per quasi tutto il libro. Perché poi decidere invece di ricorrere ad uno stile differente per il finale? Poche idee e allora impiegare soluzioni poco verosimili ma necessarie a chiudere una storia in tutta fretta?
E’ un peccato perché il tipo di stile utilizzato per quasi tutta la storia meritava un finale all’altezza.
Consiglio comunque la lettura di Orphan X , visto che c’è da apprezzare l’evoluzione della storia e la notevole caratterizzazione dei protagonisti. E poi magari a voi la parte finale piacerà.
E come sempre buona lettura!

Cecilia Dilorenzo

Gregg Hurwitz vive a Los Angeles. È autore di sceneggiature, fumetti e thriller che gli sono valsi numerosi premi di grande prestigio. La sua ultima sceneggiatura originale, The Book of Henry, è diventata un film con Naomi Watts diretto da Colin Trevorrow, regista di Jurassic World. Attualmente sta lavorando all’adattamento cinematografico di Orphan X, e alla stesura del secondo romanzo della serie dedicata a Evan Smoak.