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Contorni di Noir | July 25, 2017

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Andrew Michael Hurley – Loney

| On 18, Lug 2016

Editore: Bompiani – Collana: Letteratura Straniera
Anno 2016
Genere gotico
368 pagine – brossura e ebook
Traduzione di V. Vega


3601083-9788845281174In un quanto mai appropriato weekend piovoso mi ritrovo tra le mani questo nuovissimo libro di questo ignoto – a noi – scrittore inglese. Il libro ha una genesi interessante, simile ad un altro cui mi è capitato di dar credito: dapprima è stato pubblicato autonomamente quale ebook, poi – visto il successo – ecco che una casa editrice lo ha ripreso e messo sul mercato cartaceo. Da qualche parte nel mondo questo accade. Ci sarebbe da chiedersi quale possa essere lo stimolo, per una casa editrice, oltre al fatto che – come in questo caso – la prima versione ebook fosse stata scaricata un considerevole quantità di volte. Perché stamparlo se già tanti l’avevano ottenuto tramite un download gratuito (o a costi ridicoli)? Perché le case editrici che puntano più sul pubblico che non sul battage pubblicitario, sanno che se viene proposta una bella edizione a stampa, anche tutti i fanatici elettronici – o almeno una buona parte di loro, la più sostanziosa – ne comprerà anche la versione cartacea. Questo capita spesso anche a me. Per questa passione e per il gusto che mi da poter condividere le mie impressioni su un libro, Cecilia spesso mi passa libri in formato pdf o e-reader. La cosa divertente è che quando succede lei mi dice sempre “scusa, ho solo l’ebook”. Poi, quasi sempre, dopo aver letto il libro elettronico, ecco che vado in libreria e mi compro il cartaceo. E in alcuni casi, lo rileggo. E capiterà, soprattutto, anche per “The Loney”. Perché? Perché Hurley ha riaperto la strada del romanzo gotico, incastonandola in questo secolo e dandole risalto. E io mi ci sono ritrovato come un pisello nel suo baccello.

Avete mai provato la sensazione che un determinato posto sia malvagio? Che rechi nella sua conformazione, nell’incuria della natura, nell’assenza di animali o nella loro scarna presenza, nei visi delle persone, nel degrado dei suoi edifici il segno evidente che là qualcosa di oscuro sia di stanza? Questo è The Loney. Uno stralcio di costa inglese nord occidentale, un luogo dove lande spazzate dal vento, case vecchie e fatiscenti, clima buio e umido, veicoli usurati che stentano a partire, boschi e cornacchie stridenti e un mare le cui maree sono concausa di sparizioni ne facciano la personificazione di un volere maligno. La morte è di casa, naturale o indotta che sia.
In questo luogo, nella padronale “The Moorings”, arrivano, a seguito di un pellegrinaggio pasquale, il narratore (di cui non sappiamo e non sapremo il nome per tutto il romanzo) suo fratello muto, Andrew – soprannominato Hanny – la madre, religiosa e devota al limite della superstizione, il padre, altre due coppie di fedeli e un giovane parroco – Padre Bernard – sostituto del precedente, l’integerrimo e timorato Padre Wilfred, deceduto in circostanze poco chiare e con troppe domande lasciate senza riposta. La casa padronale è appartenuta ad un tassidermista anch’egli con la sua bella dose di stranezze e segreti.

L’aspetto religioso di questo gruppo e di questo pellegrinaggio è parossistico: la madre di Andrew crede che qui, con la fede e con i rituali dai quali non bisogna trascendere, il figlio recupererà la parola e la capacità d’apprendimento. Qui sta uno dei punti più forti del racconto, scaturigine della sotto-trama: la potenza percepita dei rituali e della fede o l’insufficienza della fede. Fede verso cosa è da valutare. Da questa potente sotto-trama si dipana tutto il resto.
Ci sono tanti richiami al racconto gotico classico, come l’alternarsi nel racconto di passato e presente. Fa capolino la magia nera – con una trasformazione poco chiara ed inspiegabile – ma quella che la fa da padrona è, come dicevo in apertura, la ricerca di un’atmosfera per la quale Hurley è maestro; personaggi di contorno particolarmente cupi, il disperato e febbrile desiderio di speranza che anima tutto il gruppo, ma, in particolar modo, il momento dell’impossibilità di “chiedere aiuto” – uno degli elementi fondanti per il racconto dell’orrore gotico – che viene usato efficacemente anche per ritrarre un’epoca e uno stile di vita, un sistema quasi superstizioso di vivere la fede e il proprio credo. Il romanzo è ambientato nel 1970, il che contribuisce a dar forza a questa sensazione di “impossibilità” poiché – se ambientato in tempi attuali vista l’oramai ossessiva presenza della tecnologia – avrebbe reso quasi impossibile fornire quell’idea di luogo pressoché inconoscibile.

Il soprannaturale è percepito, ma non è motore del racconto. C’è molto più terrore dato dalle cose comuni (com’è prerogativa dei maestri e questo spiega anche l’endorsment fatto da Stephen King verso questo scrittore), dalla natura selvaggia e crudele, dagli incontri di personaggi ambigui e strani (il pezzo della rappresentazione pasquale è da brividi…) e da un finale ambiguo. Magari non vi capiterà un weekend piovoso, ma appena possibile, se siete amanti dell’orrore e del terrore sottile sottopelle, fate un giro in compagnia del signor Hurley a Loney…

Michele Finelli


Lo scrittore:
Andrew Michael Hurley vive nel Lancashire, dove insegna letteratura inglese e scrittura creativa. Ha pubblicato due raccolte di racconti. Loney è il suo primo romanzo, in corso di pubblicazione in dieci paesi, tra cui Stati Uniti, Francia, Germania, Olanda e Brasile.