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Contorni di Noir | December 14, 2017

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R.J. Ellory – Il circo delle ombre

| On 16, Lug 2016

Editore 21 Editore
Anno 2015
Genere Thriller/Noir
652 pagine – brossura
Traduzione di N. Manuppelli

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Quale società? La società che uccide e umilia e manda il proprio popolo in guerra, la società che vede il colore della pelle come un motivo per odiare e perseguitare? La società che chiede obbedienza ai propri cittadini, ma li perseguita con le tasse e le leggi e un sistema giudiziario che è viziato, corrotto e malato all’interno? La gente pensa sempre che stiamo scappando, ha mai pensato che siamo stati noi a non volere il mondo?

Romanzo particolare, quello che mi trovo a recensire oggi..poco thriller, altrettanto poco noir, ma questo non ne diminuisce la potenza  e la prosa.
R.J. Ellory, dopo un’assenza durata qualche anno, ha deciso di regalarci ben quattro romanzi con l’aiuto della casa editrice palermitana 21Editore, per la Collana Penarol curata da Antonio Pagliaro. I primi tre sono stati pubblicati, al momento di questo post e un quarto (Una preghiera per Manhattan) seguirà a breve.
Seppure l’ambientazione sia in un luogo aperto, la trama sembra svolgersi “a camera chiusa”, dove la stanza è un paesino del Kansas nel 1959: Seneca Falls, piccola cittadina tra El Dorado e Eureka.
A seguito del ritrovamento di un cadavere nel Circo El Diablo Michael Travis, agente speciale del FBI, viene mandato a indagare al suo primo caso di omicidio. La vittima era straniera, nascosta sotto la piattaforma della giostra con il collo spezzato a causa di una ferita da coltello alla base del cervello. Sembrava che qualcuno ce lo avesse messo volontariamente, quel cadavere, così magistralmente incastrato sotto la giostra. Come poteva essere diversamente?

“Le sole cose di cui disponiamo al momento sono uno sceriffo di una piccola cittadina e un morto.”
La cittadina di Seneca Falls era anonima e priva di personalità e il circo itinerante proveniente dall’Oklahoma sembrava essere l’unico svago di quella popolazione. Lo sceriffo Charles Rourke accoglie l’agente Travis e lo conduce nei meandri di quel luogo, fra i fenomeni da baraccone e chi li utilizza per attirare la gente: il direttore del circo Edgar Doyle.
Otto anni di servizio scrupoloso ed esemplare presso il Federal Bureau, Michael aveva un passato turbolento: la madre uccise il padre – un vero figlio di puttana, testardo e bigotto – quando lui aveva 14 anni.
Fu rinchiuso allo State Welfare, sotto la tutela dello Stato del Nebraska, semplicemente perché non c’era nessuno che si prendesse cura di lui. L’istituto era una ex struttura militare, più simile a una prigione. Michael rimase traumatizzato da quell’evento, non solo perché non avrebbe mai immaginato che la madre arrivasse a tanto, ma temeva di somigliare a suo padre, che la stessa rabbia che covava lui l’avesse in qualche modo trasmessa al figlio.
E’ cresciuto cercando di avere punti fermi e carattere di ferro, senza farsi condizionare da se stesso e dagli altri, ma quando si trova a confrontarsi con i personaggi del Circo e del suo direttore Edgar Doyle, gli sembra che tutto frani sotto ai suoi piedi e le poche certezze che gli erano rimaste svaniscono di fronte alla nebbia che gli ha obnubilato la mente.
Non è facile condensare più di 600 pagine di romanzo in poche righe e per questo vi consiglio di leggerlo per accorgervi di quanto sia interessante la trama che R.J. Ellory propone a cavallo degli anni ’50, periodo di Guerra Fredda e di intrighi internazionali, nei quali occorreva soffocare movimenti di derivazione comunista, nei quali i sovversivi assumevano forme diverse e l’FBI non riusciva a contenere.
L’autore ha creato dei personaggi all’apparenza surreali, con capacità paranormali – ma è tutto funzionale alla storia – che sfuggono a qualsiasi etichettatura, che spaventano e attraggono.
Il personaggio creato dalla penna dell’autore è un uomo con solide basi che però con l’andare della storia si sciolgono come ghiaccioli al sole e ci esorta a diffidare delle apparenze,  di quanto ci viene inculcato nella vita, nell’educazione. Ellory ci propone spesso trame legate a filo doppio con la politica del passato e del presente, certo in forma romanzata ma sempre con una nota polemica sulle azioni – e relative conseguenze – di scelte non sempre oculate da parte dei governi.
Ho imparato ad apprezzare i personaggi seriali proposti da altri autori, peccato che Ellory abbia sempre scelto di creare romanzi a se stanti, perché di Michael Travis mi sarebbe piaciuto leggerne ancora.
Non mi resta che aspettare il quarto romanzo e sperare che vi sia lo stesso carisma che ho trovato in questo.

Cecilia Lavopa

Lo scrittore:
Roger Jon Ellory, autore inglese di gialli, molto conosciuto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, è tradotto in tutto il mondo. In Italia sono stati pubblicati finora solo alcuni dei suoi romanzi tra cui Vendetta, La voce degli angeli, Un semplice atto di violenza (Giano – Neri Pozza). 21 Editore inizia con questo un ciclo di 4 romanzi di Ellory che saranno pubblicati tutti nei prossimi 18 mesi.
Per la Collana Peñarol, gialli e true crime diretta dallo scrittore Antonio Pagliaro, questo è il primo romanzo della serie: